Comunicato Stampa – CeSMoT, assolutamente contrari a smantellamento ferrovia Foggia – Manfredonia

Apprendiamo con grande stupore le dichiarazioni dell’assessore regionale Anita Maurodinoia sulla volontà di smantellare la ferrovia Foggia Manfredonia per sostituirla con un non meglio identificato sistema BRT – Bus Rapid Transit. Forse la calura estiva deve aver annebbiato le idee all’assessore, altrimenti non si spiegherebbe la volontà di smantellare la ferrovia.  Che il pregresso progetto di tram-treno fosse autentica fantasia era evidente, se non altro per il non trascurabile dettaglio che tale sistema non esiste nei regolamenti RFI e ,per tanto, RFI stessa, come gestore dell’infrastruttura e “proprietario” della linea, non poteva assolutamente accettarlo. Fallito il primo tentativo di dismettere la ferrovia, la regione torna alla carica con un corridoio multimodale, ovvero togliere i binari per creare una strada riservata agli autobus. Che la Regione Puglia sia da tempo allergica al TPL non è una novità: se si eccettua il virtuoso progetto della filovia di Lecce,pensano come macigni la penosa vicenda della filovia barese, terminata da anni ma per la quale la regione non sembra volerne finanziare l’esercizio, la sospensione della ferrovia Rocchetta S.A.L – Spinazzola – Gioia del Colle e l’offerta ridicola di treni (prima della chiusura per inutili lavori di elettrificazione) sulla ferrovia Barletta – Spinazzola. Senza dimenticare i tagli del 2019 al servizio ferroviario di Ferrovie del Gargano. Come CeSMoT vorremmo intanto ricordare all’assessore che sta facendo i conti senza l’oste, ovvero RFI. Certamente come regione ha la possibilità di non pagare i treni Foggia – Manfredonia e far accomodare anche d’estate la numerosa utenza sui bus. Del resto già da anni la Regione Puglia ritiene che d’inverno utenza possa utilizzare il bus al posto del treno. Ma dubitiamo che la Regione possa decidere di smantellare un qualcosa che non gli appartiene, e la linea, fino a prova contraria è di RFI e fa parte dell’infrastruttura ferroviaria nazionale. Indubbiamente nel corso degli anni la ferrovia ha perso in parte l’antico ruolo, complice la posizione isolata di stazioni come Amendola o Frattarolo, indubbiamente la chiusura della RFIEnichem unita a politiche sbilanciate verso il trasporto su gomma delle merci ha fatto scomparire il traffico merci sulla linea (in barba ai soldi spesi per realizzare la nuova stazione di Frattarolo ed il raccordo merci che doveva servire anche al porto di Manfredonia) ma la linea è semplicemente mal sfruttata, complice la presenza di bus (regionali) totalmente sovrapposti al servizio ferroviario. Risibile e ridicola è la posizione del comune di Manfredonia: premesso che la ferrovia serve ottimamente la frazione balneare di Siponto, non ci sembra che i binari taglino in due la città. Forse al comune sono intrappolati in una bolla spazio-temporale e ricordano ancora quando negli anni ’70 i convogli arrivavano nella fermata di Manfredonia Città, ubicata nei giardini di Viale Kennedy. Invitiamo per tanto l’assessore a fare una retromarcia e a valutare, visti anche i soldi spesi per la realizzazione della fermata di Manfredonia Nord, a potenziare la ferrovia, creando un vero servizio integrato treno+bus. L’esempio della Foggia – Lucera, ramo secco per le allora FS e risorta a nuova vita grazie a Ferrovie del Gargano, avrebbe dovuto fare scuola. Se poi la Regione vuole essere miope ed insensibile, come lo sono state ad esempio Piemonte ed Abruzzo, la linea può diventare una risorsa turistica grazie a Fondazione FS, come avvenuto per linee come la Avellino – Rocchetta, Sulmona – Carpinone o Agrigento – Porto Empedocle

 

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Ferrovia Roma Viterbo, nessuna diffamazione verso Atac da parte di David Nicodemi

Il Presidente dell’Associazione TrasportiAmoDavid Nicodemi, non ha diffamato il Direttore di Esercizio metro-ferro di Atac SpAGiovanni Battista Nicastro. Questo quanto ha stabilito il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Dott. Valerio Savio, che ha respinto l’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dai legali di Battista Nicastro in merito alla querela intentata contro il cronista/blogger e disposto l’archiviazione del provvedimento nei suoi confronti accogliendo le istanze della difesa, sostenuta dall’avvocato e docente di Diritto Penale Dott.ssa Francesca Trentinella, e dal P.M., Dott. Eugenio Albamonte. Il decreto di archiviazione è stato notificato nella giornata del 10 gennaio, in seguito all’Udienza in Camera di Consiglio del 20 dicembre scorso, nella quale il GIP si era riservato di decidere. Tre gli articoli contestati al capo di imputazione, pubblicati nell’ottobre 2014 dalla redazione romana della testata giornalistica online “Quotidiano Italiano” con sede in Bari, con la quale Nicodemi collaborava, riferiti a una specifica circostanza riscontrata nella ferrovia Roma-Viterbo, denunciata anche dagli utenti e dal Comitato Pendolari RomaNord.

In particolare il P.M., nel richiedere l’archiviazione, ha evidenziato che “il reato debba considerarsi scriminato alla luce del diritto di cronaca e di critica senz’altro sussitente in capo dell’indagato, alla luce della rilevanza sociale delle argomentazioni affrontate e della ‘continenza’ delle espressioni verbali utilizzate”.

“Il Tribunale di Roma ha quindi ribadito quanto sancito dall’articolo 21 della Costituzione Italiana – dichiara il Presidente Nicodemi – e conferma la correttezza del lavoro svolto. È una vittoria che intendo condividere con tutta la categoria. La stampa, purtroppo, è sempre più oggetto di intimidazioni e di aggressioni, nei casi più gravi, o di querele temerarie. Esprimo sincera gratitudine al GIP e al PM e ringrazio sentitamente il lavoro profuso dall’avv. Trentinella, persona attenta, preparata e precisa. Unico rammarico? In caso di archiviazione, l’attuale legislazione non consente di richiedere il risarcimento del danno, salvo che per specifiche condizioni, che, comunque, mi riserverò di valutare”.

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Petizione per riqualificazione Ferrovia Roma-Giardinetti

Sulla piattaforma change.org l’Associazione TrasportiAmo ha lanciato una petizione, a cui come CeSMoT ci associamo,  per chiedere la riqualificazione della Ferrovia Roma-Giardinetti. Nella petizione, l’associazione chiede nel dettaglio:

di definire il trasferimento, a titolo gratuito, dell’infrastruttura dalla Regione Lazio a Roma Capitale;
di accelerare gli interventi di revisione dei summenzionati elettrotreni;
di sollecitare il MIT a trovare/assegnare le risorse necessarie per l’ammodernamento e il prolungamento della Linea;
di valutare, in attesa di dette opere, la riapertura della tratta Centocelle-Giardinetti o, quantomeno, il prolungamento dell’esercizio fino alla fermata “Togliatti” in corrispondenza della fermata Metro C “Parco di Centocelle”, in modo da creare un efficiente nodo di scambio;
di istituire un Osservatorio presso Roma Capitale, aperto ai Municipi, alle Associazioni/Comitati utenti/cittadini del territori e alle Organizzazioni Sindacali, atto a monitorare la programmazione e l’avanzamento lavori.

La petizione può essere firmata cliccando qui

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Comunicato stampa: CeSMoT,preoccupati per futuro Termini Giardinetti

Lo svio odierno di un convoglio della ferrovia Termini – Giardinetti,per fortuna senza conseguenze, ci rende  fortemente preoccupati per lo stato della linea e per il suo futuro, vista l’importanza che ha per il quadrante della Casilina. Da troppo tempo su questa linea si naviga a vista senza alcuna idea per il futuro della linea e senza alcun intervento di ammodernamento o potenziamento. Finora sono state spese tante parole,ma fatti concreti zero. Ci chiediamo cosa intendano fare le istituzioni, Regione Lazio in primis,  per il futuro di questa linea e quando intenderanno riaprire la tratta  Centocelle – Giardinetti,chiusa da anni per colpa delle folli scelte gestionali di Atac.

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Associazione Stampa Romana: licenziamento illegittimo di Andrea Burli all’agenzia per la mobilità

“Ieri è stato l’ultimo giorno di lavoro all’agenzia per la mobilità di Andrea Burli. Per sei anni ha coordinato il lavoro di una squadra valida di colleghi e colleghe che informano ogni giorno la capitale sulla situazione del traffico e della disponibilità di mezzi pubblici. Ad aprile Burli si è dimesso dell’incarico di direttore responsabile e dalla piattaforma, non da giornalista dipendente dell’Azienda. L’azienda ha trasformato questo gesto, dettato da disponibilità e senso di responsabilità di Burli verso l’azienda, in dimissioni dal rapporto di lavoro, in pratica licenziandolo illegittimamente.  L’azienda ha dimenticato e dimentica che le dimissioni da un posto di lavoro per essere tali devono essere inoltrate con procedura telematica” Così in un comunicato l’ Associazione Stampa Romana. ” Negli ultimi mesi i rapporti tra la guida dell’agenzia, il Presidente e Ad Stefano Brinchi, e i colleghi giornalisti sono diventati sempre più tesi. Prima la sfiducia alla nuova coordinatrice, poi la riduzione unilaterale dell’orario di lavoro di Mauro Muraour, infine questo “licenziamento mascherato” con lo sciopero previsto tra una settimana. Siamo al di là della normale dialettica tra azienda e sindacato con scelte unilaterali che esporranno l’agenzia a contenziosi molto rischiosi legalmente e finanziariamente. Chiediamo anche al Comune di Roma se accetta questo modo padronale e scorretto di gestire il personale di una azienda partecipata. “

Come CeSMoT, avendo avuto modo di collaborare con Andrea Burli, esprimiamo profondo rammarico per l’accaduto, ed auspichiamo una rapida risoluzione della problematica. Restiamo anche in attesa di conoscere le eventuali repliche di Roma Servizi per la Mobilità e del suo presidente.

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Ennesimo incendio di un bus ATAC

Nella giornata odierna, proprio mentre il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto era impegnato nell’ennesima presentazione farsa dei nuovi bus ATAC (già in servizio dal 1 agosto) , nei pressi di Acilia, un Mercedes Citaro, matricola 6165, in servizio sulla linea 04 veniva interessato da un incendio, per fortuna senza conseguenze per i viaggiatori. Viene lecito domandarsi per quale motivo si continuano a distogliere dal servizio vetture nuove per impiegarle in discutibili iniziative che non si vedevano dai tempi dei cinegiornali dell’Istituto Luce, lasciando in servizio vetture ormai giunte a termine vita operativa. Quanto accaduto oggi è l’ennesima dimostrazione del disastro ATAC (che sicuramente si affretterà a sminuire l’incendio con toni degni della Pravda ai tempi di Stalin) : dietro la propaganda  di ATAC e Comune c’è, purtroppo,  solo un servizio in caduta verticale,fatto solo di disagi e disservizi quotidiani, come ben sanno gli utenti rimasti in città in questo periodo. Desideriamo ricordare che da inizio anno sono andate già distrutte 9 vetture per incendi.

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Nuova rete notturna, ennesimo pasticcio di una giunta inadeguata

La nuova rete notturna che a breve debutterà sulle strade romane (https://muoversiaroma.it/it/content/dal-36-la-nuova-rete-notturna#sthash.Qa1ll2Pq.dpbs) è il solito pasticcio di un’amministrazione comunale ormai palesemente allo sbando e priva di qualsiasi idea in tema di TPL (stesso discorso vale per ATAC) . Invece di analizzare concretamente domanda ed offerta, si sceglie la facile strada di spacciare per grandi novità dei semplici cambi di numero che altro non faranno che disorientare utenza. Ad esempio, invece di lavorare per prolungare il servizio della metropolitana durante la notte, come in altre capitali europee, si sceglie di rinumerare le attuali n1 ed n2 in  nMA ed nMB, senza che cambi nulla nel percorso Oppure si aggiunge il suffisso n al servizio notturno di alcune linee, invece di elencare semplicemente che faranno servizio h24. Oltretutto ci domandiamo a chi o cosa possa servire lo 075 tutta la notte oppure la nMB1 quando sarebbe bastato mantenere in servizio h24 il 38. A voler pensar male, questa riforma totalmente pasticciata annunciata oggi, serve solamente ad una giunta in evidente difficoltà dopo la tornata elettorale, a far vedere che stanno lavorando e per sfuggire dalla realtà dei fatt.. Ancora una volta, dietro la demagogia c’è il nulla, con una città paralizzata ed un TPL totalmente insufficiente. Ci chiediamo quanto ancora i romani dovranno essere governati dai dei veri dilettanti allo sbaraglio, specialisti nelle bufale colossali (vedi l’inutile funivia di Casalotti).

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Tram Termini – Vaticano – Aurelio: facciamo chiarezza

9105_8bottegheoscureSi torna a parlare della linea tranviaria Termini-Vaticano-Aurelio,oggetto della commissione mobilità capitolina dello scorso 21 Gennaio. Il tutto condito dai consueti toni trionfalistici sia da parte dei politici (Meleo e Stèfano) che dei tecnici di Roma Servizi Mobilità e dalla promessa di chiedere i fondi per la sua realizzazione. L’opera non è nuova e c’è da dire che almeno questa volta l’amministrazione comunale ha avuto l’onestà intellettuale di ammetterlo e di non prendersi meriti non propri. Ma c’era davvero necessità di inserire l’opera nel PUMS e di fare una commissione mobilità ad hoc? Certamente no, sarebbe bastato fare infatti una ricerca negli archivi comunali per scoprire l’esistenza della Delibera di Giunta Comunale n° 3684 del 22/10/1996 avente come “Incarico alla STA Sistemi di Trasporti S.p.A. per la progettazione di linee tramviarie” . Di cosa si trattava?  Del conferimento  dei seguenti incarichi:

  • progettazioni preliminare e definitiva della linea tramviaria Termini-San Pietro;
  • progettazione esecutiva della tratta Largo di Torre Argentina-Via del Plebiscito di tale linea;
  • approfondimento dello studio di fattibilità, nonché quello delle progettazioni preliminare e definitiva delle opere di manutenzione e qualificazione urbana connesse alla linea stessa;
  • approfondimento dello studio di fattibilità nonché l’incarico delle progettazioni preliminare e definitiva della linea tram viaria Aurelio-San Pietro e delle connesse opere di manutenzione e qualificazione urbana;
  • approfondimento dello studio di fattibilità nonché l’incarico della progettazione preliminare della linea tramviaria Archeotram e delle connesse opere di manutenzione e qualificazione urbana;
  • studio di fattibilità della linea tramviaria Viale Togliatti;

Veniva inoltre stabilito il finanziamento  della spesa complessiva massima, pari a L. 3.285.792.300, di cui L. 2.761.170.000 per lavori e L. 524.622.300 per IVA, con i fondi assegnati con D.P.C.M. 4 agosto 1995 (parliamo del 1996)

Committente:

  • Comune di Roma, Dipartimento VII, via Capitan Bavastro 94, 00154 Roma
  • Comune di Roma, Dipartimento XII, via della Misericordia 1, 00186 Roma

Esecutore:

Sistemi di Trasporti S.p.A.

Sede legale: via Volturno 65, 00185 Roma

Sede operativa: via Vigna Murata s.n.c. 00143 Roma

Ovvero da un lato gli attuali dipartimenti Mobilità e S.I.M.U. – Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana del Comune di Roma e dall’altra l’attuale Roma Servizi per la Mobilità.  

Andando ad analizzare i percorsi, nella delibera è tutto indicato

  1. Linea Termini – San Pietro

Il tracciato della linea tramviaria oggetto dell’incarico di progettazione prevede un capolinea in corrispondenza della Stazione Termini, dove scambia anche con la linea tranviaria Archeotram. La linea percorrerà poi via Einaudi, via Nazionale, via IV Novembre, via C.Battisti, via del Plebiscito, corso Vittorio Emanuele II per attraversare poi il Tevere su Ponte Principe Amedeo S. A. oppure su Ponte Vittorio Emanuele e raggiungere quindi largo di Porta Cavalleggeri attraverso la galleria Principe Amedeo S. A. nel primo caso e Borgo Santo Spirito nel secondo. La scelta tra le due soluzioni, e loro possibili varianti, andrà fatta anche in funzione di una diramazione, da realizzare successivamente, destinata a congiungersi con la rete tramviaria esistente in Prati – Flaminio ed atta a ripristinare un servizio tramviario tra detto settore ed il polo Ostiense. In corrispondenza della Stazione Termini deve essere creata una connessione intermodale con il sistema della mobilità esistente; la localizzazione e la configurazione del capolinea saranno definite con tale obiettivo, tenuto conto dell’esigenza di valorizzazione ambientale delle Terme di Diocleziano e del complesso di piazza Esedra. Lungo via Nazionale, le soluzioni da adottare saranno finalizzate:

  • alla organica coesistenza con la mobilità privata e con l’esigenza di verificare il sistema di mobilità dei bus pubblici;
  • alla funzionalità delle attività commerciali presenti;
  • alle relazioni con le polarità funzionali forti e con le emergenze ambientali.

In via IV Novembre le soluzioni da adottare dovranno tener conto delle più generali esigenze di funzionalità e sicurezza della viabilità pubblica e privata, nonché dell’esigenza di tutela ambientale. In corrispondenza di piazza Venezia si curerà in modo particolare:

  • interscambio con le previste fermate della metro “C”;
  • il contenimento dell’impatto ambientale delle strutture della linea (linee aeree)

In piazza Argentina si curerà un raccordo organico con la linea tranviaria Casaletto-Centro, sia in direzione di Termini, sia in direzione di San Pietro (e Prati Flaminio), avendo presenti le esigenze di salvaguardia e valorizzazione dei complessi archeologici ed ambientali ed individuando soluzioni di integrazione con i progetti già elaborati.

Su corso Vittorio Emanuele lo sviluppo della linea (fermate, localizzazioni, ecc.) terrà conto delle esigenze di organico inserimento urbanistico (sistema delle relazioni funzionali) ed ambientale, nonché dei problemi comuni alla viabilità privata. A largo di Porta Cavalleggeri la linea si connetterà con la tramvia Aurelio-San Pietro. Nell’ambito della definizione del modello di esercizio andrà verificato se a tale punto di raccordo deve corrispondere una struttura di capolinea o se vi deve essere continuità di esercizio, con predisposizioni di capolinea in altri punti della San Pietro-Termini.

In corrispondenza dell’area di San Pietro il progetto dovrà comunque tenere conto dei rilevanti flussi pedonali che interessano la zona ed assicurare loro i necessari spazi e la sicurezza di transito e sosta.

  1. Linea Aurelia – San Pietro

Il tracciato della linea tramviaria oggetto dell’incarico di progettazione si attesta all’esterno nell’area di circonvallazione Cornelia/piazza dei Giureconsulti, attualmente sede di numerosi capolinea di autobus urbani, corre lungo circonvallazione Cornelia fino a piazza di Villa Carpegna e quindi lungo via Gregorio VII, utilizzando la carreggiata centrale già riservata al trasporto pubblico ed intersecando in piazza Pio XI l’attuale via Olimpica, con la conseguente necessità di risolvere il relativo nodo; si raccorda alla linea tranviaria San Pietro-Termini a largo di Porta Cavalleggeri. Nell’ambito della definizione del modello di esercizio andrà verificato se a tale punto di raccordo deve corrispondere una struttura di capolinea o se vi deve essere continuità di esercizio, con predisposizioni di capolinea in altri punti della San Pietro-Termini. La lunghezza della linea è di circa 3,4 km. È ipotizzata anche una diramazione da piazza G.B. De La Salle, lungo via Aurelia, fino alla stazione Aurelia FS (circa 3 km), per servire più direttamente le attività ricettive e gli insediamenti residenziali ivi collocati; andrà verificata la fattibilità di tale diramazione ed andranno individuate idonee soluzioni alternative per un efficiente apporto sulla rete su ferro. Le azioni di riqualificazione da valutare riguarderanno principalmente i seguenti temi:

  • sistemazione delle piazze situate lungo il percorso ed interferenti con le fermate: largo di Porta Cavalleggeri, piazzale Gregorio VII, largo Cardinal Galamini, piazza Pio XI, piazza di Villa Carpegna, piazza G.B. de Lasalle; compresi eventuali percorsi pedonali connessi alle piazze. riorganizzazione della sede stradale e dei rapporti tra ambiti pedonali, ambiti tram, aree di sosta autovetture, sedi carrabili, ambiti verdi.
  • sistema dell’arredo urbano presente da armonizzare con gli arredi tranviari, nonché eventuale realizzazione di specifica segnaletica turistica.
  • collegamenti di interscambio pedonale con le fermate della linea metropolitana, con la stazione San Pietro FS, e collegamenti pedonali con l’area di San Pietro.

Inoltre, per tali linee l’amministrazione comunale avrebbe messo a disposizione, tra l’altro, copia degli elaborati del Prof. Arch. I. Insolera, sviluppati nell’ambito della consulenza di cui alla Delibera G.C. n. 1666/95 . Appare evidente come non serva ridiscutere il progetto, occorre solamente recuperare i progetti esistenti , stabilire i costi di realizzazione della linea e chiedere quanto prima i finanziamenti per cantierizzare l’opera, considerando anche che secondo precedenti piani comunali era previsto il riutilizzo della ex Sotto Stazione Elettrica ATAC di Via Monte Brianzo 28, dismessa nel 1972 con la soppressione delle linee filoviarie, a servizio della nuova tramvia. Unico problema è che nel progetto originario s prevedeva intersezione con l’attuale linea 8 a Torre Argentina, dove in effetti era ubicato il capolinea “provvisorio” . Con il prolungamento della linea a Piazza Venezia occorre pensare a come collegare le due linee, se riprendendo il progetto originario oppure realizzando un nuovo interscambio. L’alternativa potrebbe essere quella di realizzare un nuovo capolinea in Piazza Venezia, al centro della Piazza, dove sono ubicati i capolinea degli autobus, costruendo interscambio con linea proveniente da Termini direttamente in Piazza Venezia. Questa soluzione permetterebbe anche di collegare la prevista linea in Largo Corrado Ricci, creando un vero e proprio effetto rete nel centro storico. Ulteriore incognita è la necessità di prevedere un nuovo deposito tramviario. Esclusa la riconversione della Rimessa Trastevere, a causa di ritrovamenti pregressi di reperti archeologici, resterebbe ipotesi di riutilizzare la ex rimessa Vittoria in Piazza Bainsizza, previa riqualificazione degli immobili

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Metrotranvia Milano-Limbiate, Terzi: 13,6 milioni per la riqualificazione

7013_15missoriUno stanziamento di 13,6 milioni di euro per la riqualificazione della metrotranvia Milano-Limbiate. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi. “L’investimento – ha spiegato Terzi – riguarda il rifacimento del primo lotto, ovvero la tratta da Milano Comasina a Varedo. La tranvia necessita di interventi di ristrutturazione e potenziamento per efficientare il servizio. Come Regione riteniamo strategica questa infrastruttura, fondamentale nel sistema di collegamenti tra Milano, le città dell’area metropolitana e la provincia di Monza e Brianza. Agli stanziamenti regionali si aggiungono i 68 milioni recentemente sbloccati dal Governo nazionale oltre alle risorse appostate dai Comuni, per un investimento complessivo di 98,2 milioni di euro”.

La delibera approva lo schema di accordo tra Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, Provincia di Monza e della Brianza, Comune di Milano, Comune di Cormano, Comune di Paderno Dugnano, Comune di Senago, Comune di Varedo, Comune di Limbiate e Agenzia TPL del Bacino della Città Metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia per la realizzazione della metrotranvia Milano Comasina – Limbiate Ospedale, primo lotto funzionale.

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Problematiche vetture corte

1629_870viapaolaNonostante l’ostracismo conclamato di ATAC, che recentemente ci ha rifiutato ulteriori richieste di dati, stiamo proseguendo con l’analisi dei dati disponibili per le linee 115 ed 870, per il periodo 01/01 – 15/08 . I primi risultati (limitati ad un arco di 3 mesi) sono molto preoccupanti, con vetture  come la 1623 guastatasi 47 volte in 3 mesi ad esempio. Al di là delle cause dei guasti, dovuti anche all’anzianità delle vetture, la maggiore gravità è dovuta al fatto che spesso e volentieri si fermano sia 115 che 870, lasciando isolato l’ Ospedale Bambino Gesù. Nelle prossime settimane torneremo più approfonditamente sulla vicenda con ulteriori dettagli

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