Comunicato Stampa – CeSMoT, assolutamente contrari a smantellamento ferrovia Foggia – Manfredonia

Apprendiamo con grande stupore le dichiarazioni dell’assessore regionale Anita Maurodinoia sulla volontà di smantellare la ferrovia Foggia Manfredonia per sostituirla con un non meglio identificato sistema BRT – Bus Rapid Transit. Forse la calura estiva deve aver annebbiato le idee all’assessore, altrimenti non si spiegherebbe la volontà di smantellare la ferrovia.  Che il pregresso progetto di tram-treno fosse autentica fantasia era evidente, se non altro per il non trascurabile dettaglio che tale sistema non esiste nei regolamenti RFI e ,per tanto, RFI stessa, come gestore dell’infrastruttura e “proprietario” della linea, non poteva assolutamente accettarlo. Fallito il primo tentativo di dismettere la ferrovia, la regione torna alla carica con un corridoio multimodale, ovvero togliere i binari per creare una strada riservata agli autobus. Che la Regione Puglia sia da tempo allergica al TPL non è una novità: se si eccettua il virtuoso progetto della filovia di Lecce,pensano come macigni la penosa vicenda della filovia barese, terminata da anni ma per la quale la regione non sembra volerne finanziare l’esercizio, la sospensione della ferrovia Rocchetta S.A.L – Spinazzola – Gioia del Colle e l’offerta ridicola di treni (prima della chiusura per inutili lavori di elettrificazione) sulla ferrovia Barletta – Spinazzola. Senza dimenticare i tagli del 2019 al servizio ferroviario di Ferrovie del Gargano. Come CeSMoT vorremmo intanto ricordare all’assessore che sta facendo i conti senza l’oste, ovvero RFI. Certamente come regione ha la possibilità di non pagare i treni Foggia – Manfredonia e far accomodare anche d’estate la numerosa utenza sui bus. Del resto già da anni la Regione Puglia ritiene che d’inverno utenza possa utilizzare il bus al posto del treno. Ma dubitiamo che la Regione possa decidere di smantellare un qualcosa che non gli appartiene, e la linea, fino a prova contraria è di RFI e fa parte dell’infrastruttura ferroviaria nazionale. Indubbiamente nel corso degli anni la ferrovia ha perso in parte l’antico ruolo, complice la posizione isolata di stazioni come Amendola o Frattarolo, indubbiamente la chiusura della RFIEnichem unita a politiche sbilanciate verso il trasporto su gomma delle merci ha fatto scomparire il traffico merci sulla linea (in barba ai soldi spesi per realizzare la nuova stazione di Frattarolo ed il raccordo merci che doveva servire anche al porto di Manfredonia) ma la linea è semplicemente mal sfruttata, complice la presenza di bus (regionali) totalmente sovrapposti al servizio ferroviario. Risibile e ridicola è la posizione del comune di Manfredonia: premesso che la ferrovia serve ottimamente la frazione balneare di Siponto, non ci sembra che i binari taglino in due la città. Forse al comune sono intrappolati in una bolla spazio-temporale e ricordano ancora quando negli anni ’70 i convogli arrivavano nella fermata di Manfredonia Città, ubicata nei giardini di Viale Kennedy. Invitiamo per tanto l’assessore a fare una retromarcia e a valutare, visti anche i soldi spesi per la realizzazione della fermata di Manfredonia Nord, a potenziare la ferrovia, creando un vero servizio integrato treno+bus. L’esempio della Foggia – Lucera, ramo secco per le allora FS e risorta a nuova vita grazie a Ferrovie del Gargano, avrebbe dovuto fare scuola. Se poi la Regione vuole essere miope ed insensibile, come lo sono state ad esempio Piemonte ed Abruzzo, la linea può diventare una risorsa turistica grazie a Fondazione FS, come avvenuto per linee come la Avellino – Rocchetta, Sulmona – Carpinone o Agrigento – Porto Empedocle

 

Share Button

Comunicato Stampa, CeSMoT: incontro Italia – Svizzera di stasera mostrerà anche all’estero inefficienze TPL romano

Il secondo incontro dei campionati europei di calcio in programma questa sera a Roma tra Italia e Svizzera sarà purtroppo occasione, ancora una volta, per mostrare anche all’estero il disastro del trasporto pubblico romano. I coraggiosi tifosi svizzeri che arriveranno oggi a Roma dovranno fare i conti con le consuete e ben note inefficienze ATAC con le quali i romani fanno i conti tutti i giorni: stazioni metro chiuse o totalmente inaccessibili ai disabili a causa dei guasti delle scale mobili, frequenze dei mezzi pubblici molto spesso non rispettate,senza dimenticare lo scandalo della linea tramviaria 2, rapido ed ecologico collegamento tra la metro Flaminio e lo Stadio Olimpico ormai sospeso dallo scorso 4 dicembre a causa dinon meglio specificati problemi all’infrastruttura. Più volte come CeSMoT abbiamo constato e denunciato il declino del TPL romano, vittima di 5 anni di nulla assoluto, chiedendo, inascoltati, un drastico cambio di rotta. I romani sono stati “raggirati” da presentazioni multiple degli stessi nuovi bus che sembravano uscite direttamente dai cinegiornali Luce degli anni ’30,e mentre la maggioranza si glorificava dei suoi presunti successi chiusa nel palazzo,complice l’imbarazzante silenzio di una opposizione praticamente evanescente, abbiamo assistito a situazioni paradossali, come il dover completamente chiudere delle stazioni della metropolitana per la sostituzione delle scale mobili giunte a fine operativa senza che nessuno si fosse preoccupato di pianificare interventi le cui scadenze dovrebbero essere ben note agli addetti ai lavori. Per non parlare della filovia fantasma sulla Laurentina,ormai diventata “busvia” (i filobus sono spariti da mesi ormai) , della linea 90 esercitata al 90% con autobus,il disastro delle tre ferrovie regionali ed i fantasiosi progetti del PUMS  come le funivie. Certamente la crisi del TPL romano viene da lontano, e sarebbe ingiusto scaricarle solo sull’attuale amministrazione sebbene sia sotto gli occhi di tutti che al di là dei proclami ,specialmente sui social dove è garantito l’applauso dei fedelissimi, si sia fatto poco e niente, complice anche l’immobilismo della Regione Lazio che ha assistito quasi in silenzio al declino delle tre ferrovie di sua proprietà e per le quali il passaggio da ATAC ad ASTRAL resta ancora un qualcosa di nebuloso. Auspichiamo che gli errori passati e presenti servano da lezione per il futuro sindaco,e che, prendendo spunto da essi si faccia finalmente una seria politica sulla mobilità, fatta di tram,filobus e metropolitane e non ad esempio di monopattini o di inutili ciclabili realizzate in maniera randomica senza alcuna pianificazione semplicemente disegnando strisce gialle sull’asfalto in strade assolutamente inadatte ai ciclisti (vedi Via Gregorio VII). Roma merita finalmente un TPL all’altezza del suo ruolo. Cambiare rotta si può e si deve e,gli esempi, anche in Italia non mancano certamente

Share Button

Comunicato Stampa – Roma, CeSMoT :inconcepibile il crollo del servizio di tram e filobus, comune faccia urgente chiarezza

Da ormai diversi mesi stiamo assistendo ad un crollo verticale del servizio offerto a Roma da Tram e Filobus. Grazie ai dati pubblicati dal blogger “Mercurio Viaggiatore” ,ricavabili dagli open data messi a disposizione da Roma Servizi per la Mobilità (che alleghiamo) ,  si rileva che attualmente servizio è sotto al 60%. In un anno risultano spariti dal servizio  il 75% dei  Tram Roma2 serie 92xx (Fiat Ferroviaria Cityway 2 costruite nel 2000)  ed il 25% dei più vecchi tram articolati Stanga (serie 7xxx, vetture che ormai si avvicinano alla fine della vita operativa, considerando che sono state costruite a partire dal 1948). Il servizio resta assicurato, oltre che dalle Stanga Superstiti dai Citway Roma I (costruite da Fiat Ferroviaria a partire dal 1997)  ed, incredibilmente, dai Tram Socimi serie 90xx , nonostante le ben note vicende che li hanno visti coinvolti. Ricordiamo infatti che inizialmente era prevista una serie di 60 unità, ma che la loro produzione si interruppe nella primavera 1992 quando ne erano state consegnate soltanto 33, a causa del dissesto finanziario della SOCIMI, tanto che tre di queste unità (9030, 9032 e 9033) furono poi accantonate prematuramente per poter ricavare pezzi di ricambio per le altre vetture, non essendo più possibile ordinarli dalla casa costruttrice, nel frattempo fallita . In seguito l’ATM di Milano, che aveva rilevato lo stabilimento SOCIMI di Binasco, riuscì a completare la costruzione di altri 8 tram, consegnati ad ATAC nel corso del 2004  e numerati da 9034 a 9041. Senza dimenticare la Linea 2 ormai da mesi sospesa e sostituita da autobus per la quale i tempi di riattivazione non si preannunciano brevi. Ben più grave è la situazione dei filobus, con un servizio praticamente inesistente: da Maggio dell’anno scorso sono spariti i 45 Breda sulla linea 74, il famoso Corridoio Laurentina, vanto dell’attuale amministrazione che si prese il merito di averlo portato a termine dopo gli “sprechi” delle passate amministrazioni. Anche la linea 90 ha visto la sparizione dei filobus Breda e dopo la consueta pausa estiva sono tornati saltuariamente in servizio solo alcuni dei 30  Filobus Solaris Trollino, vetture che, ricordiamo, hanno avuto lunghi periodi di fermo a causa di problematiche alle batterie. Nonostante un servizio in caduta libera, il Comune non solo si ostina a non applicare penali ad ATAC,ma, continua a pagare il servizio al 100% . In questa situazione appare evidente che il PUMS, vanto ed orgoglio di Roma Servizi per la Mobilità e del Comune,resterà un magnifico esercizio di stile ,destinato a rimanere nel cassetto dei sogni, come già successo a tanti progetti passati. Del resto sembra che l’amministrazione pensi di risolvere tutti i problemi di mobilità disegnando ciclabili in maniera assolutamente casuale semplicemente disegnando  una striscia gialle in terra. Come CeSMoT temiamo che,al di là di qualche vga promessa elettorale, il TPL romano resti destinato a proseguire il suo inarrestabile declino: mentre altre città italiane ed europee si investe su tram e filobus, Roma resta al palo, umiliata da quattro anni di nulla cosmico complice la scarsa capacità degli assessori alla mobilità (o meglio dell’immobilità) Meleo prima e Calabrese ora . Ci piacerebbe che, in vista delle prossime elezioni,  i candidati a sindaco sottoscrivessero un chiaro impegno , davanti ai cittadini, a rilanciare il TPL: meglio poche opere ma fatte bene che scenografiche promesse irrealizzabili. Urgente ed improcrastinabile, a nostro giudizio, è in primis  l’acquisto di nuovi tram , necessari sia per potenziare il servizio sulla rete esistente sia se realmente oltre alle varie linee promesse si vorrà realizzare la linea  lungo C.so Vittorio/ Via Gregorio VII  fino a C:ne Cornelia: la famosa TVA, progettata quasi 20 anni fa, ciclicamente promessa e puntualmente riposta nel libro dei sogni. Roma ed i romani meritano  di avere un trasporto pubblico efficace ed efficiente, all’altezza di una capitale europea.  Nell’attesa di risposte da parte dell’amministrazione comunale  auspichiamo nell’intervento dell’ Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale,per verificare il rispetto dei contratto di servizio tra Comune di Roma ed ATAC.

Share Button

Roma: CeSMot, un nuovo focus sulle ferrovie regionali del Lazio, in concessione ad ATAC

“A distanza di 5 anni dal precedente, ed in vista sia dell’imminente avvio della campagna elettorale per le elezioni comunali che del passaggio di due delle tre ex concesse ad ASTRAL/CoTraL , riteniamo, in virtù dell’importanza di esse nella mobilità del Lazio,  sia necessario fare un breve, nuovo e doveroso approfondimento sul futuro delle stesse”

. Così in una nota Omar Cugini, Presidente CeSMoT – Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti.

“Premettiamo intanto che tutte e tre le linee continuano a pagare un enorme gap dovuto a mancanza di investimenti e progetti a lungo periodo da parte del proprietario,ovvero la Regione Lazio, fino ad ora colpevolmente assente.  Tutto questo ha ovviamente provocato un generale invecchiamento del materiale rotabile,provato anche dall’ uso intenso. Con conseguenti guasti e disagi accentuati dall’incapacità dimostrata da ATAC nel raccogliere l’eredità lasciata da Met.Ro. SpA

1) Roma – Giardinetti: tutti la vogliono, nessuno la prende. Quello che restava della ferrovia per Fiuggi è attualmente limitato alla stazione di Centocelle (limitazione a ns giudizio affrettata ed inopportuna) in attesa di decisioni concrete sul futuro e del più volte strombazzato passaggio al Comune di Roma. La linea resta nel limbo, dato che nessuno sembra voler prendersi la responsabilità di decidere cosa fare della linea, preferendo invece lanciarsi in fantasmagorici progetti. Una ricostruzione integrale con conversione a scartamento ordinario appare secondo noi troppo onerosa e rischierebbe di privarare per anni la Casilina di un comodo e veloce mezzo di trasporto. Con pesanti ripercussioni sulla già critica viabilità della zona.  La strada migliore sarebbe quella di acquistare mezzi tramviari a scartamento ridotto (vedi Sassari) e cantierizzare il prolungamento da Giardinetti a Tor Vergata, facendo diventare la linea una moderna “metro tranvia”  Occorre però decidere in fretta cosa farne: i mezzi più nuovi hanno ormai 20 anni di servizio mentre i “bloccati” serie 100 e 420 hanno oltre 50 anni di onorata carriera sulle spalle e mostrano i loro limiti. Ed il rischio chiusura definitiva incombe ogni giorno che passa

2) Roma – Lido: la lungimiranza di Paolo Orlando che negli anni ’20 si battè per far costruire una moderna ferrovia a doppio binario ed elettrificata a servizio del costruendo borgo marittimo ha fatto sì che al giorno d’oggi tantissimi pendolari possano usufruire di un mezzo di trasporto veloce ed ecologico. Purtroppo ai lavori di ammodernamento della infrastruttura avvenuti a partire dagli anni ‘90 non son mai seguiti interventi sul materiale rotabile,anzi,la linea ha sempre ricevuto treni di “seconda mano” : prima le MR100/200/300 provenienti dalla Metro B, poi le c.d. “Frecce del Mare” , che altro non erano che le MA100 della Metro A ristrutturate negli interni, infine sempre dalla Metro A le MA200 di AnsaldoBreda. Con rotabili ormai anziani,nonostante l’apporto dei CAF MA.300, i guasti e le soppressioni sono all’ordine del giorno e l’orario di servizio resta,purtroppo,un qualcosa di molto teorico. Attendiamo di vedere se e quando arriveranno i nuovi treni promessi,ritenendo altresì che vada anche attentamente approfondita l’ipotesi ventilata anni fa di un prolungamento verso Torvaianica nonché valutato attentamente quali siano i progetti di ASTRAL e CoTraL per il futuro della linea.

3) Roma – Civita Castellana – Viterbo: la RomaNord  è l’emblema delle contraddizioni delle ferrovie regionali del Lazio: mentre la tratta urbana è stata oggetto di numerosi interventi di ammodernamento che l’hanno trasformata quasi in una moderna metropolitana, sebbene gravata da continue soppressioni di treni, la tratta extraurbana Montebello – Viterbo è rimasta sostanzialmente immutata sin dai tempi della sua costruzione da parte dell’Ing Besenzanica negli anni ‘30: segnali ad ala e scambi manovrati a mano sono sicuramente molto caratteristici ma decisamente superati e sono quasi del tutto scomparsi in Italia. Ed il sistema di Dirigenza Unica non è qualcosa di ben visto in ambito USTIF/ANSFISA. Oltre ad un rinnovo infrastrutturale occorre inoltre un rinnovo del materiale rotabile, che risente degli oltre 20 anni di utilizzo,  (il progetto della Freccia Flaminia Beta naufragò a causa della crisi aziendale dell’allora Firema)ed un orario che tenga conto delle diverse direttrici di traffico,magari integrato con criterio da bus. Necessaria è anche la nuova stazione urbana di Roma, in costruzione annunciata da anni ma di cui sembra non esserci alcuna certezza sulla fine dei lavori. Infine,viste le potenzialità turistiche della linea andrebbe recuperato il materiale storico de “Il treno della Tuscia” , che tanto ritorno di immagine assicurava ai tempi di Met.Ro. Spa ,materiale purtroppo attualmente non autorizzato al servizio viaggiatori per problematiche burocratiche”.

Share Button

Comunicato Stampa – CeSMoT, ancora un venerdì di “passione” per gli utenti del TPL Romano

Ancora una volta purtroppo  registriamo ed assistiamo ad una  giornata tragica per gli utilizzatori del disastrato TPL romano,costretti a fare i conti con l’ennesimo vergognoso guasto sulla Linea B della metropolitana e navette sostitutive ampiamente insufficienti. Ancora una volta ATAC riesce a dare il peggio di se,prova provata di una manifesta incapacità, al di là della propaganda, di riuscire ad assicurare il diritto alla mobilità dei romani. Con le tre ferrovie regionali agonizzanti (complice il disinteresse della Regione, anche essa finora capace solo di futili promesse),la rete tram che a dispetto dei progetti strombazzati aspetta un serio rilancio (e la riattivazione della linea 2), il corridoio filoviario sulla Laurentina che da mesi vede solo autobus e due stazioni della Metro B ancora chiuse per lavori, ci chiediamo se l’amministrazione comunale ed in particolare l’assessore Calabrese ritengano opportuno mettere in campo qualche azione correttiva o se pensano che la mobilità cittadina possa basarsi solo su monopattini e ciclabili progettate senza alcuna logica e spesso totalmente inutili. Come sempre Roma,capitale d’Italia, continua a fare i conti con politiche per la mobilità evanescenti,e,cosa più grave,senza nessuno che ammetta le proprie responsabilità,preferendo invece lo scaricabarile. Auspichiamo che la mobilità rappresenti un cardine nei programmi del futuro sindaco,con meno fantasie e più certezze

Share Button

Comunicato Stampa, CeSMoT: bene arrivo nuovi bus a Guidonia Montecelio,ora necessario rivedere la rete di TPL

Dopo l’annuncio dell’istituzione di un collegamento diretto  Guidonia – Marcellina,proseguono le novità per gli utenti del TPL del Comune di Guidonia Montecelio. Da alcuni giorni sono entrate in servizio le prime nuove vetture BMC Neocity,autobus Euro6 a pianale ribassato. Dopo anni in cui utenza ha dovuto purtroppo accontentarsi di vetture usate provenienti da altre città , usurate da anni di servizio impegnativo, (come i Mercedes Citaro e gli Iveco Cityclass  Cursor ex ATAC provenienti dal consorzio Roma TPL) finalmente si rinnova il parco mezzi con vetture nuove di fabbrica. “Siamo molto soddisfatti di questi nuovi arrivi – dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti -che permetteranno di offrire all’utenza un servizio finalmente all’altezza di una grande città come Guidonia Montecelio. A nostro giudizio è ora urgente una revisione generale di orari e percorsi,attivando anche un servizio festivo in quanto troviamo assurdo che chi abita in quartieri come Marco Simone,La Botte o Collefiorito debba essere costretto ad utilizzare l’automobile per non restare isolato. Auspichiamo che l’amministrazione comunale  sappia venire incontro alle esigenze della cittadinanza e trovando le opportune sinergie con la Regione Lazio possa in breve tempo dotare il territorio comunale di un TPL efficace, efficiente ed ecosostenibile. Riteniamo inoltre che attraverso azioni volte a disincentivare il traffico privato,attraverso ad esempio strisce blu o zone a traffico limitato si possa non solo migliorare la qualità dell’aria ma anche tramite gli introiti derivanti da queste iniziative,si possa arrivare ad offrire il TPL gratuito per i residenti,come avviene ad esempio in città come Nova Gorica in Slovenia o Vitrè in Francia”

Share Button

Comunicato Stampa – CeSMoT, funivia Casalotti: opera costosa e totalmente irrilevante per la mobilità cittadina

La notizia dell’approvazione del progetto da 110 Milioni € per la Funivia Battistini – Casalotti, ritenuto assolutamente prioritario dalla Giunta capitolina e talmente sollecitato da aver ottenuto il finanziamento dal MIT già un anno fa ci lascia profondamente perplessi. Le funivie,infatti,  sono un mezzo di trasporto adoperato in precisi contesti,come per superare dislivelli più o meno accentuati oppure,in casi rari, per sorvolare agglomerati urbani ad altissima densità abitativa, dove non è ragionevole o possibile realizzare alternative come metropolitane. La progettata funivia, stando ai dati ufficiali di Roma Metropolitane , impiegherebbe quasi 18 minuti per percorrere i 3,8 km di percorso, ad una velocità di 13 Km/h risultando ben più lenta della maggior parte delle linee bus che dovrebbe andare a sostituire , come risulta dalle tabelle pubblicate da Roma Servizi per la Mobilità. Se prendiamo come esempio la linea 146, che passa esattamente dove parte e dove finisce la funivia calcolando il percorso  con Google Maps,si può verificare come  impieghi gli stessi identici 18 minuti della funivia, ma in più faccia un giro dentro il quartiere Bastogi, fa numerose fermate sotto i caseggiati lungo il percorso, è molto più capillare ed è quindi in grado di fornire il servizio ad un’utenza molto più ampia.  passandola a prendere praticamente sotto casa. Le 7 stazioni della funivia invece si troveranno ai limiti delle zone abitate, ovvero lì dove è possibile costruire senza dover abbattere nulla.  Per prendere la funivia in una delle stazioni l’utenza dovrà percorrere un tratto anche significativo da casa. Tutto questo comporterà, inevitabilmente, uno scarsissimo utilizzo della funivia, con il rischio che gli abitanti della zona preferiscano sposarsi in automobile, visto che l’intero percorso verrebbe coperto in questo caso in soli 8 minuti. Senza dimenticare l’enorme impatto ambientale che avrà l’opera, viste le previsioni di realizzare 41 piloni con un’altezza compresa tra 15 e 36 metri, senza dimenticare le 200 cabine appese.  Ancora più gravi sono le incaute affermazioni della sindaca che, in evidente stato confusionale, è arrivata a dichiarare sui social che la funivia “Qualora non dovesse più servire si smonta e si può rimontare da un’altra parte” .Riteniamo, come CeSMoT,  tali affermazioni gravissime, intanto perchè sono implicitamente un’ammissione che si sta proponendo un’opera che non è utile (perchè di fatto non è stata studiata) e della quale non si è nemmeno convinti della relativa utilità. Inoltre, tali affermazioni comportano anche il non rendersi conto che costruire, smontare e ricostruire da un’altra parte significa spendere soldi pubblici senza una reale motivazione. Auspichiamo che la giunta rinunci a questo folle progetto: al posto della funivia si può e si deve realizzare il prolungamento della linea A della metropolitana il cui progetto è stato già redatto da Roma Metropolitane. Le funivie le lasciamo volentieri alle località di montagna. Roma ha bisogno di seri investimenti sulla mobilità,non di inutile propaganda

Share Button

Comunicato Stampa – CeSMoT,preoccupati per futuro del tram a Roma

Le recenti notizie di stampa, emerse dal resoconto della commissione mobilità dello scorso 1 febbraio, secondo le quali sussiste a Roma un forte debito manutentivo sia dell’infrastruttura che dei mezzi tramviari ci rendono estremamente preoccupati in quanto sussiste il serio rischio che i cittadini romani, già privati dallo scorso dicembre della linea 2, si vedano a breve privati di importanti linee come il 3 e l’8. Ci stupisce come sia l’amministrazione comunale che l’azienda abbiano peccato in pianificazione e come, dopo due gare per la fornitura dei binari andate praticamente deserte non sia suonato un campanello d’allarme. Appare evidente che, quando accadono simili situazioni, vi siano responsabilità sia dei tecnici che dei politici. Ma considerando  anche che ben presto occorrerà provvedere anche al rinnovo del parco mezzi,specialmente se andranno in porto gli sbandierati progetti previsti dal PUMS come la tanto attesa tramvia TVA da Termini a Cornelia, non ci interessa trovare capri espiatori ma ci interessa che qualcuno spieghi chiaramente ai cittadini quali saranno gli scenari del breve periodo e come intenda agire. Non riusciamo inoltre a comprendere,come CeSMoT,come mai Roma, capitale d’Italia, da anni abbia un pesante gap trasportistico in confronto anche ad altre città italiane (non parliamo dell’Europa dove il confronto è palesemente impietoso) dove si è deciso di puntare seriamente sul tram,come ad esempio i recenti progetti annunciati a Bologna e Reggio Emilia o anche come a Firenze o Palermo dove si è deciso di prolungare la rete esistente. Forse sarebbe opportuno che finalmente la politica smetta di inseguire fantasiosi progetti utili solo ad avere titoli sui giornali (vedi le famose funivie promesse dall’attuale amministrazione) e si concentri sulle reali esigenze dei cittadini. E su un rilancio del trasporto pubblico a Roma auspichiamo che tutti coloro che a breve inizieranno la corsa per diventare il prossimo sindaco della capitale prendano un serio impegno con i cittadini, garantendo interventi per una mobilità ecologica e sostenibile,ovvero sviluppando la rete tramviaria e filoviaria con rinnovo del parco mezzi e prendendo anche una decisione definitiva sul futuro di ciò che resta della Termini – Giardinetti, ormai ridotta ad un ibrido totalmente incapace di rispondere al meglio delle esigenze di mobilità dei cittadini. I fondi europei potranno essere sicuramente validamente d’aiuto per sviluppare ed ampliare il TPL romano, a patto che si agisca in fretta senza perdere tempo in futili chiacchiere. Roma non può e non deve perdere il tram

Share Button

Comunicato Stampa- CeSMoT, intollerabili disservizi odierni su Metro C

Questa mattina i pendolari romani hanno avuto l’amara sorpresa di trovare la Metro C completamente interrotta, a causa dell’indisponibilità del personale, nello specifico Agenti di Stazione, non sufficiente, a detta di ATAC, per garantire l’esercizio in sicurezza della linea. Ancora una volta l’azienda capitolina, già famosa per i suoi autobus soggetti “ad autocombustione” riesce a dare il peggio di se, riuscendo a trovarsi improvvisamente senza personale e, contemporaneamente, non riuscendo ad organizzare un servizio sostitutivo decente.  Inutile ora che Atac dichiari che sta controllando i documenti giustificativi giunti in azienda da parte del personale assente, anche per valutare eventuali azioni davanti alle autorità, anche perchè riteniamo che nessun lavoratore sarebbe così stolto da produrre documentazione falsa rischiando licenziamento ed azioni penali. Invece di minacciare il personale sia l’azienda che l’assessore capitolino alla mobilità (che passa il tempo ad insultare gli avversari politici sui social) , dovrebbero presentare le loro scuse all’utenza,spiegare chiaramente se sussistono critictà nel personale disponibile  ed impegnarsi a risolvere le attuali problematiche presenti nel TPL romano, come le improvvise soppressioni di corse sulla Ferrovia Roma Civita Castellana Viterbo o i disagi sulla Ferrovia Roma Giardinetti, penalizzata sia dalla scandalosa limitazione a Centocelle, decisa arbitrariamente da ATAC in barba a tutti i soldi spesi per costruire il nuovo capolinea di Giardinetti, sia dalla mancanza di progetti certi sul futuro della linea.  gli utenti del trasporto pubblico romano non meritano apprendisti stregoni e dilettanti allo sbaraglio in un settore strategico come la mobilità, specialmente in un periodo delicato come quello attuale. Auspichiamo , come CeSMoT, che la mobilità sia prioritaria nei programmi dei futuri candidati a sindaco di Roma, ritenendo purtroppo difficile che attuale amministrazione, dopo cinque anni spesi in chiacchiere e propaganda, riesca ad attuare una seria e concreta politica dei trasporti.

Share Button

Comunicato Stampa – CeSMoT, dopo incidente di Ostia necessario ed urgente rivedere la rete ciclabile

Il grave incidente accaduto ieri ad Ostia,dove una autovettura si è schiantata sulle auto in sosta ai margini della pista ciclabile realizzata sul lungomare,rappresenta, a nostro giudizio un evento assolutamente da non sottovalutare. Al di là delle cause esterne, ovvero asfalto viscido, velocità sostenuta e scarsa illuminazione, su cui sarà compito delle competenti autorità indagare, è innegabile che le nuove ciclabili realizzate a Roma siano frutto esclusivamente di un patetico tentativo dell’ amministrazione capitolina di attirare i consensi del popolo dei ciclisti e non di una attenta progettazione. Così come avvenuto sulla Tuscolana o in Via Gregorio VII  ci si è limitati a restringere una parte di strada, spostando i parcheggi in mezzo alla strada, oltretutto spesso senza dare continuità alla ciclabile (in Via Gregorio VII addirittura le ciclabile si interrompe causa distributore di benzina),o,peggio, posizionando le fermate dell’autobus come ostacoli in mezzo alla strada.  Invece di seguire l’esempio di altre città europee, come Copenaghen o Utrecht, ma anche italiane, come la vicina Fiumicino, dove si sono realizzate infrastrutture permanenti ed armonizzate con la viabilità stradale, sicure sia per i ciclisti sia per gli utenti della strada,a Roma si è scelta la via più rapida delle c.d “pop-up bike lane” , ovvero ciclabili transitorie in attesa di lavori per la loro protezione e segregazione dal traffico veicolare. Questo da un lato ha permesso di realizzare le opere in breve tempo,  con conseguenti “meriti politici” , dall’altro ha creato situazioni a dir poco imbarazzanti, come ad Ostia, dove la nuova disciplina del traffico del lungomare non ha infatti risolto il problema delle auto in sosta a valle delle corsie di accumulo degli incroci. In particolare ai semafori i parcheggi sono interrotti per dare più spazio ai veicoli in marcia. Ripartendo tuttavia, chi si trova sul lato destra della carreggiata è costretto a zigzagare rapidamente a sinistra per evitare di ritrovarsi dopo poche centinaia di metri contro i veicoli in sosta ai bordi della ciclabile. Eppure ad Ostia era già presente una ciclabile sul Lungomare, dall’altezza della ex Colonia Marina al Porto, realizzata sfruttando i larghi marciapiedi, sicura per tutti: i ciclisti hanno il loro spazio per pedalare in sicurezza, i pedoni hanno il loro spazio e gli automobilisti non corrono il rischio di investire i ciclisti o schiantarsi contro le auto in sosta. Premettendo che con i suoi sette colli Roma non potrà mai essere una città totalmente adatta alle due ruote, riteniamo che sia più saggio realizzare poche opere ma fatte bene, piuttosto che riempire la città di opere transitorie,oltretutto molto spesso sotto utilizzate. Auspichiamo, come CeSMoT un rapido ripensamento dei progetti ancora da realizzare  ed un blocco delle opere in corso di realizzazione e che l’amministrazione smetta, una volta per tutte, di realizzare opere per pura propaganda, ma inizi seriamente a ragionare su progetti seri e a lungo termine,per una mobilità integrata, altrimenti, realizzare ciclabili del tutto fini a se stesse, per di più quando la rete di TPL è poco,o per nulla, bike friendly,è solo un ampio spreco di risorse.

Share Button