Comunicato Stampa – CeSMoT, funivia Casalotti: opera costosa e totalmente irrilevante per la mobilità cittadina

La notizia dell’approvazione del progetto da 110 Milioni € per la Funivia Battistini – Casalotti, ritenuto assolutamente prioritario dalla Giunta capitolina e talmente sollecitato da aver ottenuto il finanziamento dal MIT già un anno fa ci lascia profondamente perplessi. Le funivie,infatti,  sono un mezzo di trasporto adoperato in precisi contesti,come per superare dislivelli più o meno accentuati oppure,in casi rari, per sorvolare agglomerati urbani ad altissima densità abitativa, dove non è ragionevole o possibile realizzare alternative come metropolitane. La progettata funivia, stando ai dati ufficiali di Roma Metropolitane , impiegherebbe quasi 18 minuti per percorrere i 3,8 km di percorso, ad una velocità di 13 Km/h risultando ben più lenta della maggior parte delle linee bus che dovrebbe andare a sostituire , come risulta dalle tabelle pubblicate da Roma Servizi per la Mobilità. Se prendiamo come esempio la linea 146, che passa esattamente dove parte e dove finisce la funivia calcolando il percorso  con Google Maps,si può verificare come  impieghi gli stessi identici 18 minuti della funivia, ma in più faccia un giro dentro il quartiere Bastogi, fa numerose fermate sotto i caseggiati lungo il percorso, è molto più capillare ed è quindi in grado di fornire il servizio ad un’utenza molto più ampia.  passandola a prendere praticamente sotto casa. Le 7 stazioni della funivia invece si troveranno ai limiti delle zone abitate, ovvero lì dove è possibile costruire senza dover abbattere nulla.  Per prendere la funivia in una delle stazioni l’utenza dovrà percorrere un tratto anche significativo da casa. Tutto questo comporterà, inevitabilmente, uno scarsissimo utilizzo della funivia, con il rischio che gli abitanti della zona preferiscano sposarsi in automobile, visto che l’intero percorso verrebbe coperto in questo caso in soli 8 minuti. Senza dimenticare l’enorme impatto ambientale che avrà l’opera, viste le previsioni di realizzare 41 piloni con un’altezza compresa tra 15 e 36 metri, senza dimenticare le 200 cabine appese.  Ancora più gravi sono le incaute affermazioni della sindaca che, in evidente stato confusionale, è arrivata a dichiarare sui social che la funivia “Qualora non dovesse più servire si smonta e si può rimontare da un’altra parte” .Riteniamo, come CeSMoT,  tali affermazioni gravissime, intanto perchè sono implicitamente un’ammissione che si sta proponendo un’opera che non è utile (perchè di fatto non è stata studiata) e della quale non si è nemmeno convinti della relativa utilità. Inoltre, tali affermazioni comportano anche il non rendersi conto che costruire, smontare e ricostruire da un’altra parte significa spendere soldi pubblici senza una reale motivazione. Auspichiamo che la giunta rinunci a questo folle progetto: al posto della funivia si può e si deve realizzare il prolungamento della linea A della metropolitana il cui progetto è stato già redatto da Roma Metropolitane. Le funivie le lasciamo volentieri alle località di montagna. Roma ha bisogno di seri investimenti sulla mobilità,non di inutile propaganda

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Comunicato Stampa – CeSMoT,preoccupati per futuro del tram a Roma

Le recenti notizie di stampa, emerse dal resoconto della commissione mobilità dello scorso 1 febbraio, secondo le quali sussiste a Roma un forte debito manutentivo sia dell’infrastruttura che dei mezzi tramviari ci rendono estremamente preoccupati in quanto sussiste il serio rischio che i cittadini romani, già privati dallo scorso dicembre della linea 2, si vedano a breve privati di importanti linee come il 3 e l’8. Ci stupisce come sia l’amministrazione comunale che l’azienda abbiano peccato in pianificazione e come, dopo due gare per la fornitura dei binari andate praticamente deserte non sia suonato un campanello d’allarme. Appare evidente che, quando accadono simili situazioni, vi siano responsabilità sia dei tecnici che dei politici. Ma considerando  anche che ben presto occorrerà provvedere anche al rinnovo del parco mezzi,specialmente se andranno in porto gli sbandierati progetti previsti dal PUMS come la tanto attesa tramvia TVA da Termini a Cornelia, non ci interessa trovare capri espiatori ma ci interessa che qualcuno spieghi chiaramente ai cittadini quali saranno gli scenari del breve periodo e come intenda agire. Non riusciamo inoltre a comprendere,come CeSMoT,come mai Roma, capitale d’Italia, da anni abbia un pesante gap trasportistico in confronto anche ad altre città italiane (non parliamo dell’Europa dove il confronto è palesemente impietoso) dove si è deciso di puntare seriamente sul tram,come ad esempio i recenti progetti annunciati a Bologna e Reggio Emilia o anche come a Firenze o Palermo dove si è deciso di prolungare la rete esistente. Forse sarebbe opportuno che finalmente la politica smetta di inseguire fantasiosi progetti utili solo ad avere titoli sui giornali (vedi le famose funivie promesse dall’attuale amministrazione) e si concentri sulle reali esigenze dei cittadini. E su un rilancio del trasporto pubblico a Roma auspichiamo che tutti coloro che a breve inizieranno la corsa per diventare il prossimo sindaco della capitale prendano un serio impegno con i cittadini, garantendo interventi per una mobilità ecologica e sostenibile,ovvero sviluppando la rete tramviaria e filoviaria con rinnovo del parco mezzi e prendendo anche una decisione definitiva sul futuro di ciò che resta della Termini – Giardinetti, ormai ridotta ad un ibrido totalmente incapace di rispondere al meglio delle esigenze di mobilità dei cittadini. I fondi europei potranno essere sicuramente validamente d’aiuto per sviluppare ed ampliare il TPL romano, a patto che si agisca in fretta senza perdere tempo in futili chiacchiere. Roma non può e non deve perdere il tram

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Comunicato Stampa- CeSMoT, intollerabili disservizi odierni su Metro C

Questa mattina i pendolari romani hanno avuto l’amara sorpresa di trovare la Metro C completamente interrotta, a causa dell’indisponibilità del personale, nello specifico Agenti di Stazione, non sufficiente, a detta di ATAC, per garantire l’esercizio in sicurezza della linea. Ancora una volta l’azienda capitolina, già famosa per i suoi autobus soggetti “ad autocombustione” riesce a dare il peggio di se, riuscendo a trovarsi improvvisamente senza personale e, contemporaneamente, non riuscendo ad organizzare un servizio sostitutivo decente.  Inutile ora che Atac dichiari che sta controllando i documenti giustificativi giunti in azienda da parte del personale assente, anche per valutare eventuali azioni davanti alle autorità, anche perchè riteniamo che nessun lavoratore sarebbe così stolto da produrre documentazione falsa rischiando licenziamento ed azioni penali. Invece di minacciare il personale sia l’azienda che l’assessore capitolino alla mobilità (che passa il tempo ad insultare gli avversari politici sui social) , dovrebbero presentare le loro scuse all’utenza,spiegare chiaramente se sussistono critictà nel personale disponibile  ed impegnarsi a risolvere le attuali problematiche presenti nel TPL romano, come le improvvise soppressioni di corse sulla Ferrovia Roma Civita Castellana Viterbo o i disagi sulla Ferrovia Roma Giardinetti, penalizzata sia dalla scandalosa limitazione a Centocelle, decisa arbitrariamente da ATAC in barba a tutti i soldi spesi per costruire il nuovo capolinea di Giardinetti, sia dalla mancanza di progetti certi sul futuro della linea.  gli utenti del trasporto pubblico romano non meritano apprendisti stregoni e dilettanti allo sbaraglio in un settore strategico come la mobilità, specialmente in un periodo delicato come quello attuale. Auspichiamo , come CeSMoT, che la mobilità sia prioritaria nei programmi dei futuri candidati a sindaco di Roma, ritenendo purtroppo difficile che attuale amministrazione, dopo cinque anni spesi in chiacchiere e propaganda, riesca ad attuare una seria e concreta politica dei trasporti.

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Comunicato Stampa – CeSMoT, dopo incidente di Ostia necessario ed urgente rivedere la rete ciclabile

Il grave incidente accaduto ieri ad Ostia,dove una autovettura si è schiantata sulle auto in sosta ai margini della pista ciclabile realizzata sul lungomare,rappresenta, a nostro giudizio un evento assolutamente da non sottovalutare. Al di là delle cause esterne, ovvero asfalto viscido, velocità sostenuta e scarsa illuminazione, su cui sarà compito delle competenti autorità indagare, è innegabile che le nuove ciclabili realizzate a Roma siano frutto esclusivamente di un patetico tentativo dell’ amministrazione capitolina di attirare i consensi del popolo dei ciclisti e non di una attenta progettazione. Così come avvenuto sulla Tuscolana o in Via Gregorio VII  ci si è limitati a restringere una parte di strada, spostando i parcheggi in mezzo alla strada, oltretutto spesso senza dare continuità alla ciclabile (in Via Gregorio VII addirittura le ciclabile si interrompe causa distributore di benzina),o,peggio, posizionando le fermate dell’autobus come ostacoli in mezzo alla strada.  Invece di seguire l’esempio di altre città europee, come Copenaghen o Utrecht, ma anche italiane, come la vicina Fiumicino, dove si sono realizzate infrastrutture permanenti ed armonizzate con la viabilità stradale, sicure sia per i ciclisti sia per gli utenti della strada,a Roma si è scelta la via più rapida delle c.d “pop-up bike lane” , ovvero ciclabili transitorie in attesa di lavori per la loro protezione e segregazione dal traffico veicolare. Questo da un lato ha permesso di realizzare le opere in breve tempo,  con conseguenti “meriti politici” , dall’altro ha creato situazioni a dir poco imbarazzanti, come ad Ostia, dove la nuova disciplina del traffico del lungomare non ha infatti risolto il problema delle auto in sosta a valle delle corsie di accumulo degli incroci. In particolare ai semafori i parcheggi sono interrotti per dare più spazio ai veicoli in marcia. Ripartendo tuttavia, chi si trova sul lato destra della carreggiata è costretto a zigzagare rapidamente a sinistra per evitare di ritrovarsi dopo poche centinaia di metri contro i veicoli in sosta ai bordi della ciclabile. Eppure ad Ostia era già presente una ciclabile sul Lungomare, dall’altezza della ex Colonia Marina al Porto, realizzata sfruttando i larghi marciapiedi, sicura per tutti: i ciclisti hanno il loro spazio per pedalare in sicurezza, i pedoni hanno il loro spazio e gli automobilisti non corrono il rischio di investire i ciclisti o schiantarsi contro le auto in sosta. Premettendo che con i suoi sette colli Roma non potrà mai essere una città totalmente adatta alle due ruote, riteniamo che sia più saggio realizzare poche opere ma fatte bene, piuttosto che riempire la città di opere transitorie,oltretutto molto spesso sotto utilizzate. Auspichiamo, come CeSMoT un rapido ripensamento dei progetti ancora da realizzare  ed un blocco delle opere in corso di realizzazione e che l’amministrazione smetta, una volta per tutte, di realizzare opere per pura propaganda, ma inizi seriamente a ragionare su progetti seri e a lungo termine,per una mobilità integrata, altrimenti, realizzare ciclabili del tutto fini a se stesse, per di più quando la rete di TPL è poco,o per nulla, bike friendly,è solo un ampio spreco di risorse.

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Comunicato Stampa – Buon Compleanno Ferrovia RomaNord ,da 88 anni a servizio dei pendolari

Il 28 ottobre del 1932, grazie anche alla lungimiranza del progetto redatto dall’ing. Besenzanica,si inaugurava la nuova Ferrovia Roma Civita Castellana Viterbo,al posto della pre-esistente tramvia. Grazie alla nuova Ferrovia elettrica le popolazioni della Tuscia poterono finalmente avere un rapido e comodo mezzo di trasporto per raggiungere la capitale. Nel corso degli anni,insieme al servizio extraurbano,si è sviluppato anche un importante servizio urbano,a servizio dei quartieri di Roma Nord. A testimonianza dell’importanza della ferrovia basti pensare alla scelta fatta anni fa da CoTraL nel realizzare un nodo di scambio a Saxa Rubra oppure alla scelta della RAI di realizzare il suo centro di produzione televisiva vicino alla zona di Grottarossa,ben servita dalla ferrovia. In questo importante giorno purtroppo, non possiamo fare a meno di ricordare come negli ultimi anni la linea,a causa della.pessima gestione ATAC e del disinteresse della.regione Lazio, abbia visto in drastico calo della qualità del servizio,con ritardi e soppressioni di treni quasi quotidiane. Auspichiamo come CeSMoT che per il futuro l’ente proprietario si renda finalmente conto dell’importanza strategica della linea provvedendo al suo ammodernamento e potenziamento,restituendo alla linea.il suo importante ruolo.

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Comunicato Stampa -“Ferrovia Roma – Giardinetti, CeSMoT: incomprensibile l’immobilismo dell’amministrazione capitolina”

Nonostante lo scorso 16 giugno l’assemblea capitolina abbia approvato all’unanimità la mozione 220/20 a firma della consigliera Svetlana Celli, con cui veniva richiesta la riapertura della tratta Centocelle – Giardinetti, apprendiamo che l’amministrazione capitolina ha deciso di rinviare la trattazione dell’argomento in una futura commissione mobilità da tenersi a Settembre. Mentre la Sindaca “Inaugura mostre e congressi / autostrade e cessi / ferrovie e metrò” (citando la canzone Capofortuna dell’indimenticabile Rino Gaetano), l’utenza del V e del VI Municipio viene purtroppo beatamente ignorata, lasciando al posto della ferrovia, che ricordiamo essere stata chiusa da ATAC, complice la Regione Lazio,  con scuse assolutamente futili e pretestuose, scomodi ed inquinanti autobus.

Come CeSMoT da sempre ci siamo battuti, insieme alle altre associazioni, per il ripristino ed il potenziamento della ferrovia, ma a quanto sembra attualmente la volontà popolare sembra passare in secondo piano. Forse esistono cittadini di serie A e di Serie B. Non comprendiamo come mai si trovi il tempo per discutere una inutile mozione per cambiare il nome ad una futura stazione della Metro C solo per assecondare le manie di protagonismo di illustri sconosciuti mentre non si trovi tempo per indire una commissione mobilità o per emanare un provvedimento per imporre ad ATAC la riapertura della tratta sospesa. Senza dimenticare che, allo stato attuale, lo stesso futuro dell’intera linea è quantomai nebuloso, perso in progetti futuri e futuribili mentre il servizio si tiene in piedi con rotabili con un’età media di oltre 35 anni. Non vorremmo che questa situazione di stallo, come giustamente segnala anche l’Associazione TrasportiAmo che insieme a noi è impegnata nella difesa della linea e che ringraziamo per l’impegno, armai la mano di taluni Comitati di Via Giolitti che, recentemente, avrebbero scritto al Prefetto e al Sopraintendente Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma chiedendo di “disporre l’interruzione immediata del transito del mezzo pubblico lungo la Via Giolitti”. Una trovata ovviamente propagandistica per finalità neanche tanto oscure, che denota,purtroppo, il riacutizzarsi di una forte ostilità nei confronti del trasporto pubblico degna degli anni ’60 e ’70 quando persino le associazioni ambientaliste esultarono per la scomparsa dei filobus a Roma. Dubitiamo infatti fortemente che ai comitati interessi la sorte del Tempio di Minerva (oltretutto la ferrovia è lì da oltre 100 anni e non ci risultano crolli dovuti al transito dei treni)e riteniamo che siano molto più interessati a poter guadagnare comodi posti auto per parcheggiare sotto casa.

Auspichiamo che, passate le ferie estive, visto il Ferragosto ormai imminente, la riapertura della Centocelle – Giardinetti sia una delle principali priorità dell’amministrazione e che vengano poste in essere tutte le azioni necessarie al ripristino del servizio prima della riapertura delle scuole o comunque prima della fine di settembre.

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Comunicato Stampa – CeSMoT, Metro C: priorità non è attualmente cambiare nome alla stazione “Amba Aradam” ma completare in fretta Lavori Metro C

In questi ultimi giorni stiamo assistendo ad uno stucchevole teatrino sul web dove personaggi forse in cerca di fama e gloria o forse annebbiati dall’afa  hanno alzato un vero caso mediatico chiedendo di cambiare nome alla futura stazione Amba Aradam/Ipponio della Metro C. Purtroppo, come spesso accade, la politica ha preso sul serio quella che avrebbe dovuto essere una semplice sparata estiva e sull’argomento c’è stata dapprima una mozione in VII Municipio e, successivamente, addirittura l’intervento della sindaca in persona che ha assicurato che in settimana verrà discussa in Aula Giulio Cesare una mozione per cambiare nome alla stazione.  Premettendo che riteniamo siano ben altre le priorità per Roma,e che il progetto della Metro C ha subito,purtroppo,  pesanti ritardi proprio per le indecisioni della maggioranza capitolina, desideriamo ricordare che basterebbe consultare il “Sistema Informativo Toponomastica” di Roma Capitale per rendersi conto che Via Amba Aradam è semplicemente intitolata ad un “Massiccio Montuoso del Tigrè in Etiopia” (cfr https://www.comune.roma.it/TERRITORIO/sito/cittadino.html) senza alcun riferimento ad imprese belliche.  Anche la delibera di attribuzione, redatta nel lontano 1937 dal Governatore di Roma, Piero Colonna, non fa alcun riferimento alle vicende belliche. E, ci permettiamo di dubitare, che ci sia qualche romano che si sia interrogato sul nome della via, così come dubitiamo che il promotore di questa iniziativa, Massimiliano Coccia, fosse presente nel 1937 all’intitolazione della strada ed abbia “captato” le intenzioni del governatore. Intitolare la stazione a tal Giorgio Marincola non ha alcun senso, sia perchè esiste già una strada a Roma intitolata a questa persona,in Zona Cesano,  sia perchè si tratterebbe di un nome totalmente avulso al quartiere. Già abbiamo le stazioni di Numidio Quadrato e Subaugusta che non hanno più alcun riscontro nella toponomastica (Via Numdio Quadrato, proconsole della Siria, è stata soppressa nel 1980 ed ora al suo posto vi sono dei palazzi, mentre la Circonvallazione Subaugusta nel 1976 venne intitolata a Palmiro Togliatti), ma tali stazioni ormai sono di comune conoscenza. Sarebbe si formalmente corretto cambiare nome alla stazione della Metro C, ma solo in quanto non avendo alcuna uscita su Via o Largo dell’Amba Aradam, dovrebbe chiamarsi semplicemente Ipponio, visto che sorgerà sull’omonimo piazzale. Come CeSMoT siamo fermamente contrari a qualsiasi ondata di revisionismo storico: se andiamo a scavare, non sono pochi i personaggi a cui sono intitolate strade a non essere stati “politicamente corretti” nel corso della loro vita: Lenin fece fucilare l’intera famiglia Roanov, tra cui Aleksej Nikolaevič Romanov (l’erede al trono) di soli 14 anni;l’impresa di Garibaldi e dei Mille per unificare l’Italia ebbe diverse ombre (vedi il massacro di Bronte);Pio XI dopo la firma dei Patti Lateranensi indicò Mussolini come “uomo della provvidenza”; Marconi e D’Annunzio non nascosero mai le loro simpatie per il fascismo; per non parlare di gran parte delle strade dell’attuale II Municipio che hanno nomi di stati o città africane (Libia, Etiopia, Somalia, Addis Abeba, Dire Daua…) proprio per ricordare le “imprese coloniali italiane”. Ma non ci sembra che qualcuno abbia mai obiettato dell’opportunità di avere una stazione della Metropolitana denominata Marconi o Libia.  E chissà quante altre strade dovrebbero cambiare nome: si innescherebbe una spirale senza fine. Ci permettiamo invece umilmente di consigliare alla sindaca di concentrarsi sui reali problemi della città e a non impegnare l’assemblea capitolina con discussioni futili ed inutili,piuttosto dovrebbe dare, ad esempio, una risposta a tutti quei romani che ancora attendono di sapere se avranno o meno diritto al rimborso dell’abbonamento metrebus non utilizzato durante i mesi di “lockdown” , oppure dovrebbe specificare se intende oppure no rispettare il valore della mozione con la quale l’assemblea chiedeva unanime la riapertura della ferrovia Centocelle – Giardinetti, chiusa da anni da ATAC con scuse motivazioni astruse e pretestuose. oppure, impegnarsi non solo per far andare avanti spediti i lavori del prolungamento della Metro C ma anche ad arrivare ad approvare un progetto definitivo oltre Piazza Venezia prima del termine della consiliatura. Se poi davvero la sindaca volesse davvero intitolare la futura stazione della Metro C ad un personaggio “chiave” della storia di Roma, lanciamo una “provocazione” : potrebbe farla  denominare “Porta Metronia – Francesco Totti” , in onore del calciatore nato proprio nel quartiere:  probabilmente la parte cittadina di fede biancoceleste non approverebbe l’iniziativa e storcerebbe il naso, ma avrebbe invece sicuramente l’eterna e sicura riconoscenza da parte di tutti i cittadini di fede giallorossa

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Comunicato Stampa – CeSMOT, Nuovo Orario TPL Guidonia: offerta notevolmente peggiorata nel disinteresse del Comune

Mentre l’amministrazione Barbet arranca dilaniata dalle faide interne, i cittadini di Guidonia Montecelio si trovano a dover fare i conti con il nuovo orario del servizio TPL gestito da SAP (http://www.autolineesap.it/it/2/3/22/comune-di-guidonia-estivo.aspx) che, purtroppo,  invece di migliorare il servizio  in generale lo peggiora.

A fronte di alcune discrete novità, come la corsa delle ore 7 da Guidonia per Setteville e la corsa delle 18.30 da Setteville per Guidonia, notiamo la scomparsa di diverse corse su tutto il servizio urbano e la soppressione della linea 2 che permetteva da Setteville di raggiungere la ASL di Via dei Castani. Grace è anche la soppressione delle corse delle ore 08:10 e delle 10 da Setteville per Guidonia, utilissime per raggiungere in tutta comodità gli uffici comunali. Sebbene in questo periodo di post-lockdown l’operatività degli uffici è ancora ridotta, riteniamo assurdo costringere i cittadini a levatacce mattutine oppure a prendere il bus alle ore 11, nel picco di calore. Come CeSMoT continuiamo a rilevare inoltre orari non cadenzati su tutta la rete, difficilmente memorizzabili, percorsi cervellotici, assenza quasi ovunque di pensiline che costringono utenza ad aspettare autobus senza alcun riparo ed assenza di un servizio festivo che di fatto nega il diritto alla mobilità a tutti coloro non in possesso di una autovettura privata. Troviamo anche assurdo l’utilizzo del Mercedes O405 NK ex Troiani già utilizzata nel servizio urbano di Monterotondo , una vettura con oltre 20 anni di servizio. Fortunatamente sembrano non essere più utilizzati gli Iveco Cityclass Cursor provenienti da Roma TPL, vetture fortemente usurate dall’mpegnativo servizio urbano di Roma che hanno fatto una breve apparizione per le strade di Guidonia per essere rispedire a Roma.. In vista della “ripartenza autunnale” con la riapertura delle scuole, auspichiamo un serio impegno dell’amministrazione comunale verso una riforma della rete ed un impegno, attraverso interlocuzione con la regione Lazio, ad ottenere fondi per rinnovare il parco vetture e per ottenere una integrazione dei servizi urbani nel sistema tariffario Metrebus. Una grande città come Guidonia Montecelio merita un servizio di TPL efficace ed efficiente

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Comunicato Stampa: CeSMoT, Buon compleanno Tram 2, da 30 anni al servizio dei romani

Il 7 giugno 1990, esattamente 30 anni fa, a Roma veniva inaugurata la nuova linea tramviaria 225 (attuale 2) da P.le Flaminio a Piazza Mancini, realizzata nell’ambito delle opere previste per i mondiali di calcio del 1990 per collegare lo Stadio Olimpico con la metropolitana. Corsie riservate, avveniristiche palline dotate di display che avrebbero fornito i tempi di attesa,percorso interamente in sede protetta, priorità semaforica, e i nuovi tram bidirezionali Socimi a pianale ribassato ordinati appositamente per fare servizio su questa linea in via prioritaria (seppur ancora non in servizio da subito) portarono a definire il 225 come “metropolitana leggera”, con corse regolari, frequenti e puntuali. Un livello che non si riuscì a bissare 8 anni dopo con la linea 8 Torre Argentína-Casaletto. Nonostante alcune scelte discutibili fatte negli anni, come non utilizzare il capolinea davanti alla stazione della Ferrovia Roma Nord, la mancata attivazione dei display elettronici in fermata (errore ripetuto anche con la linea 8)  e lo smantellamento del capolinea ad anello per realizzare un nuovo capolinea tronco in Via Flaminia, la linea rappresenta non solo un collegamento fondamentale per la mobilità del quadrante flaminia ma anche un esempio di come andrebbero progettate le linee tramviarie. Il nostro auspicio è che l’amministrazione capitolina, indipendentemente dai colori politici attuali e futuri, si renda finalmente conto della convenienza ad investire nei tram, riqualificando le linee esistenti al livello della linea 225 di 30 anni fa, e che si prosegua con determinazione e rapidità nella realizzazione di quanto previsto dal PUMS a partire dalla riapertura e dal prolungamento della Termini-Giardinetti e della TVA. Urgente, a nostro giudizio, è procedere anche al rinnovo della flotta di tram utilizzando anche gli  appositi strumenti contrattuali per ampliare gli ordini prevedendo opzioni ed un valido servizio di manutenzione e logistica dei ricambi a lungo termine. Attualmente Roma è in forte ritardo sull’ammodernamento della flotta tramviaria, in considerazione del fatto che i mezzi più moderni, ovvero i tram Fiat modello Cityway, risalgono ai primi anni 2000, mentre le Stanga, seppur ancora affidabili, hanno ormai oltre 70 anni di servizio sulle “ruote” e le Socimi,oltre ad avere 30 anni di servizio, si son portate dietro le ben note vicende della società costruttrice che portarono alla consegna di sole 33 vetture

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Mobilità, CeSMoT : continuano ad esistere nel Lazio pendolari di serie A e pendolari di Serie B, Regione sani queste differenze.

Nel giorno in cui è ufficialmente terminato il periodo di lockdown totale dovuto all’emergenza covid e ci si avvia verso una graduale ripartenza, dobbiamo amaramente constare, come CeSMoT, che nel Lazio esistono pendolari di serie A e pendolari di serie B, sostanzialmente dimenticati dalle istituzioni. Ci riferiamo nel dettaglio, agli utenti della ferrovia Avezzano – Cassino, che continuano ad avere due soli autobus sostitutivi sulla tratta Sora – Cassino, agli utenti del TPL che continuano ad avere difficoltà nel raggiungere al mattino presto il posto di lavoro a causa della non ripresa del servizio notturno ATAC, agli utenti della Laurentina che, a causa delle “dimenticanze” del comune hanno degli inadeguati ed inquinanti autobus al posto degli ecologici e capienti filobus, ed ai pendolari della Casilina che, nonostante ormai da anni abbiano richiesto a gran voce la riattivazione della tratta ferroviaria Centocelle – Giardinetti, chiusa pretestuosamente da ATAC, si sono puntualmente scontrati contro un muro di gomma, ricevendo solo sdegnosi silenzi. In compenso da oggi è stato permesso ad ATAC di attivare delle inutili linee express, noleggiando, non si sa a quale prezzo, 70 autobus GT da vettori privati che altro non faranno che aumentare traffico ed inquinamento. Mentre in altre regioni si investe seriamente nel TPL, nel Lazio continuiamo ad assistere a preoccupanti amnesie da parte dell’assessore Alessandri. Vogliamo credere tuttavia alla buona fede della regione che, troppo impegnata a seguire le giravolte governative in materia di covid-19, non si è ricordata di ricalibrare il TPL in alcuni bacini. Auspichiamo però un rapido cambio di rotta: gli assembramenti odierni su autobus e metropolitane ci preoccupano enormemente in quanto è ben nota, in questa fase, l’importanza del distanziamento sociale come principale forma di prevenzione. Ci attendiamo rapide risposte a queste problematiche e torniamo a sollecitare la regione ad impegnarsi nello sviluppo di un trasporto pubblico ecosostenibile, mettendo in campo rapide azioni. Desideriamo ricordare alla regione che non solo è indispensabile sollecitare Trenitalia a far tornare i treni tra Sora e Cassino ed ATAC a riaprire la Centocelle – Giardinetti,ma che continuano a sussistere gravi  problemi da troppo tempo irrisolti come i disservizi sulla Roma – Civita Castellana – Viterbo e sulla Roma – Lido, il mancato inizio dei lavori di riattivazione della ferrovia Fossanova – Terracina ed il mancato completamento del ripristino della funicolare di Rocca di Papa. Non possono e non devono più esistere pendolari di serie A e pendolari di serie B: regione si impegni, insieme agli enti competenti, nel sanare queste differenze.

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