Comunicato Stampa – CeSMoT, bentornata CoTraL, da oggi inizia una nuova era per le ferrovie regionali del Lazio

Da oggi, 1 Luglio, inizia ufficialmente una nuova epoca per le ferrovie regionali Roma – Lido e Roma Civita Castellana – Viterbo. Dopo l’assurda separazione tra settore autolinee  e settore ferrovie, avvenuta nel 2000 con la creazione di due distinte società, ovvera Li.La. (Linee Laziali poi tornata con la denominazione CoTraL) e Metroferro (poi Met.Ro. Spa )  e gli ultimi infausti anni di malagestione ATAC, finalmente le due ferrovie tornano alle origini, sotto il diretto controllo di una società regionale e della regione stessa. Sebbene come CeSMoT avremmo preferito si fosse seguito il modello di altre regioni, ovvero affidamento dell’infrastruttura direttamente ad RFI, ritenendo che, senza nulla togliere ad ASTRAL, nuovo gestore dell’infrastruttura,  una società che finora si è sempre occupata di strade necessiti di più tempo per comprendere il mondo ferroviario ma siamo fiduciosi per il futuro, sopratutto alla luce dei risultati ottenuti negli ultimi anni sia da ASTRAL, nuovo gestore dell’infrastruttura, a cui spetterà arduo compito di ammodernare le due linee sia, principalmente da CoTraL, da oggi nuovo gestore del trasporto, diventata negli ultimi una moderna ed efficiente azienda, capace di offrire ai suoi utenti standard di trasporto a livelli europei. Realisticamente siamo anche consapevoli che nessuno ha la bacchetta magica e che ci vorrà del tempo per rimediare ai danni causati da anni di sciatteria, menefreghismo ed incapacità gestionale, ma, siamo anche certi che avere un unico soggetto a gestire i servizi su gomma e ferro porterà sicuramente a maggiore integrazione modale e, nel medio-lungo periodo, ad un netto miglioramento del servizio. Facciamo gli auguri alla presidente di CoTraL, Amalia  Colaceci, auspicando e confidando che possa conseguire con il settore ferroviario gli stessi ottimi risultati ottenuti finora con il settore autolinee. La sfida è ardua e va assolutamente vinta. Le due linee,per troppo tempo ingiustamente trascurate, sono e saranno due assi strategici per la mobilità regionale. La Roma – Lido, ribattezzata Metromare, dovrà, necessariamente tornare ai fasti passati, assicurando un rapido e puntuale collegamento tra Ostia e la capitale,  la Roma – Civita Castellana – Viterbo,la cui tratta extraurbana è rimasta nelle stesse condizioni della sua apertura, avvenuta nel lontano 1932, deve trasformarsi da “brutto anatroccolo” in “cigno” con importanti opere di ammodernamento che la rendano nuovamente competitiva rispetto al mezzo privato. In questa data storica per il trasporto romano, nel fare un grande Benvenuto/Bentornato a CoTraL, che  dopo 20 anni ricostituisce la grande famiglia, erede della gloriosa tradizione STEFER., ci permettiamo di suggerire al nuovo gestore anche di non dimenticare la storia e la cultura ferroviaria recuperando e riaprendo al pubblico il Polo Museale di Porta San Paolo, da alcuni anni colpevolmente abbandonato,  e puntando, sulla Roma – Civita Castellana – Viterbo, anche al turismo ferroviario restaurando e ripristinando lo storico “Treno della Tuscia”.

Share Button

Comunicato Stampa – CeSMoT : TPL sia priorità per futuro sindaco di Guidonia Montecelio

Con l’avvicinarsi delle prossime votazioni per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Guidonia, come CeSMoT rinnoviamo appello a tutti i candidati a  sindaco affinchè il TPL sia tra le prime priorità della loro agenda. Come abbiamo più volte in passato sottolineato la città di Guidonia ha una rete di TPL totalmente inefficace ed inefficiente,con poche linee, orari del tutto scollegati dalla reale domanda di trasporto, percorsi cervellotici  e totale assenza di servizio nei giorni festivi e nelle ore serali. Il cambio di gestore, da SAP (passata a gestire alcune linee del consorzio Roma TPL) a BIS ha solamente portato un rinnovamento della flotta mezzi ,con 11 vetture, ed alcune paline elettroniche installate nei capolinea sulla cui utilità e ,sopratutto leggibilità delle indicazioni, ci permettiamo di dubitare. Appare evidente che finora si è preferito effettuare una semplice operazione di facciata piuttosto che investire in un potenziamento del servizio. Evidentemente non c’è alcun interesse a convincere i cittadini a lasciare l’automobile privata per utilizzare il trasporto pubblico, ma del resto, nella attuale situazione è abbastanza improbabile che un cittadino di Guidonia si convinca a fare ciò. Ad aggravare la situazione è indubbiamente anche la mancata integrazione tariffaria. Complice l’incapacità gestionale dell’assessorato regionale, il Metrebus è stato finora considerato un dogma intoccabile: solo ATAC,CoTraL e Trenitalia,lasciando fuori i vettori locali. A queste condizioni è palese che l’utenza  cerchi di evitare il più possibile il doppio salasso e dove può o utilizza il CoTraL per i propri spostamenti o il mezzo privato.  Lasciando gli autobus pagati dal comune a girare praticamente vuoti,con conseguente spreco di denaro pubblico. Auspicando un veloce cambio di rotta ed una riforma del TPL, in sinergia anche con i comuni limitrofi, restiamo in attesa di leggere le proposte dei candidati, e,come sempre, vigileremo sul rispetto delle promesse della campagna elettorale. Ci aspettiamo un impegno concreto verso una mobilità sostenibile.

Share Button

Comunicato Stampa – Guidonia Montecelio: cambia il gestore del servizio TPL ma offerta resta inadeguata

Dallo scorso 1 Marzo la società BIS – Bus International Service è subentrata a SAP nella gestione delle linee di TPL del Comune di Guidonia Montecelio (e dei comuni di Marcellina, Montelibretti, Palombara Sabina e Santa Marinella). Se da un lato, almeno a Guidonia l’arrivo del nuovo gestore ha portato anche l’arrivo di nuove vetture (i BMC Neocity)restano in essere una serie di criticità che rendono ,almeno nel Comune di Guidonia, il servizio assolutamente non competitivo. Partiamo dai percorsi,che sono rimasti fondamentalmente invariati,con orari più simili a quelli di qualche sperduta città di campagna che di una grande città. Troviamo quantomeno singolare, come CeSMoT, che l’amministrazione comunale ritenga che dopo le 19 nessuno  abbia necessità di prendere l’autobus (e tutto sommato i cittadini di Guidonia sono fortunati, un viaggiatore che avesse la sventura di arrivare alla stazione di Marcellina dopo le 18:10 non avrebbe mezzi per raggiungere il paese),così come troviamo assurda la totale assenza di un qualsiasi cadenzamento,anche su linee molto corte come la 1/A e la 1/B che collegano Setteville con Setteville Nord e Marco SImone. Inoltre continua a non esistere alcun servizio festivo,penalizzando chi non ha la fortuna di avere la macchina o una linea CoTraL vicino casa che,di fatto, si vede privato del diritto alla mobilità. Una ulteriore criticità che riscontriamo è nel prezzo dei titoli di viaggio e nella difficile reperibilità degli stessi. Per quanto riguarda il prezzo, troviamo molto poco competitivo il prezzo di 1,10 € per la corsa semplice quando comuni come Fiumicino fanno pagare 1 € il biglietto orario da 90 minuti (gestore Trotta) o Pomezia 1,30 € il biglietto orario da 75 minuti (gestore Troiani) . Per quanto riguarda la reperibilità dei titoli di viaggio, sebbene la possibilità di utilizzare l’app “My Cicero” permette l’acquisto anche last minute del titolo di viaggio, troviamo assurdo che in una città come Guidonia l’unica biglietteria esistente sia quella nei pressi della stazione FS. Immaginiamo quindi che una persona anziana, di Setteville o Villalba, che non sia pratica delle nuove tecnologie e voglia prendere l’autobus, dovrà necessariamente viaggiare senza titolo di viaggio, con rischio di essere sanzionata in caso di controlli, oppure farsi accompagnare a Guidonia per fare adeguata scorta di biglietti. Appare evidente che con tali premesse, aggravate dalla assoluta mancanza di una mappa dei percorsi delle linee bus, il TPL di Guidonia resterà destinato a non essere mai competitivo, costringendo utenza ad usare nella migliore delle ipotesi il CoTraL e nella peggiore il mezzo privato.

Auspichiamo che l’amministrazione comunale  si metta subito al lavoro, insieme alla Regione Lazio (in particolare l’Assessore Alessandri da tempo abbastanza distratto in tema di TPL) ed a cittadini ed  associazioni,per superare rapidamente queste criticità, arrivando ad una revisione della rete e ad una futura integrazione nel sistema Metrebus. Nel breve periodo chiediamo,come CeSMoT, un impegno a pubblicare una mappa dei percorsi delle linee di TPL e ad individuare nei vari quartieri in cui è divisa la città (Setteville, Setteville Nord, Montecelio,Pichini, Villalba, Collefiorito…) dei punti vendita ove poter reperire i titoli di viaggio

Share Button

Roma: CeSMot, un nuovo focus sulle ferrovie regionali del Lazio, in concessione ad ATAC

“A distanza di 5 anni dal precedente, ed in vista sia dell’imminente avvio della campagna elettorale per le elezioni comunali che del passaggio di due delle tre ex concesse ad ASTRAL/CoTraL , riteniamo, in virtù dell’importanza di esse nella mobilità del Lazio,  sia necessario fare un breve, nuovo e doveroso approfondimento sul futuro delle stesse”

. Così in una nota Omar Cugini, Presidente CeSMoT – Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti.

“Premettiamo intanto che tutte e tre le linee continuano a pagare un enorme gap dovuto a mancanza di investimenti e progetti a lungo periodo da parte del proprietario,ovvero la Regione Lazio, fino ad ora colpevolmente assente.  Tutto questo ha ovviamente provocato un generale invecchiamento del materiale rotabile,provato anche dall’ uso intenso. Con conseguenti guasti e disagi accentuati dall’incapacità dimostrata da ATAC nel raccogliere l’eredità lasciata da Met.Ro. SpA

1) Roma – Giardinetti: tutti la vogliono, nessuno la prende. Quello che restava della ferrovia per Fiuggi è attualmente limitato alla stazione di Centocelle (limitazione a ns giudizio affrettata ed inopportuna) in attesa di decisioni concrete sul futuro e del più volte strombazzato passaggio al Comune di Roma. La linea resta nel limbo, dato che nessuno sembra voler prendersi la responsabilità di decidere cosa fare della linea, preferendo invece lanciarsi in fantasmagorici progetti. Una ricostruzione integrale con conversione a scartamento ordinario appare secondo noi troppo onerosa e rischierebbe di privarare per anni la Casilina di un comodo e veloce mezzo di trasporto. Con pesanti ripercussioni sulla già critica viabilità della zona.  La strada migliore sarebbe quella di acquistare mezzi tramviari a scartamento ridotto (vedi Sassari) e cantierizzare il prolungamento da Giardinetti a Tor Vergata, facendo diventare la linea una moderna “metro tranvia”  Occorre però decidere in fretta cosa farne: i mezzi più nuovi hanno ormai 20 anni di servizio mentre i “bloccati” serie 100 e 420 hanno oltre 50 anni di onorata carriera sulle spalle e mostrano i loro limiti. Ed il rischio chiusura definitiva incombe ogni giorno che passa

2) Roma – Lido: la lungimiranza di Paolo Orlando che negli anni ’20 si battè per far costruire una moderna ferrovia a doppio binario ed elettrificata a servizio del costruendo borgo marittimo ha fatto sì che al giorno d’oggi tantissimi pendolari possano usufruire di un mezzo di trasporto veloce ed ecologico. Purtroppo ai lavori di ammodernamento della infrastruttura avvenuti a partire dagli anni ‘90 non son mai seguiti interventi sul materiale rotabile,anzi,la linea ha sempre ricevuto treni di “seconda mano” : prima le MR100/200/300 provenienti dalla Metro B, poi le c.d. “Frecce del Mare” , che altro non erano che le MA100 della Metro A ristrutturate negli interni, infine sempre dalla Metro A le MA200 di AnsaldoBreda. Con rotabili ormai anziani,nonostante l’apporto dei CAF MA.300, i guasti e le soppressioni sono all’ordine del giorno e l’orario di servizio resta,purtroppo,un qualcosa di molto teorico. Attendiamo di vedere se e quando arriveranno i nuovi treni promessi,ritenendo altresì che vada anche attentamente approfondita l’ipotesi ventilata anni fa di un prolungamento verso Torvaianica nonché valutato attentamente quali siano i progetti di ASTRAL e CoTraL per il futuro della linea.

3) Roma – Civita Castellana – Viterbo: la RomaNord  è l’emblema delle contraddizioni delle ferrovie regionali del Lazio: mentre la tratta urbana è stata oggetto di numerosi interventi di ammodernamento che l’hanno trasformata quasi in una moderna metropolitana, sebbene gravata da continue soppressioni di treni, la tratta extraurbana Montebello – Viterbo è rimasta sostanzialmente immutata sin dai tempi della sua costruzione da parte dell’Ing Besenzanica negli anni ‘30: segnali ad ala e scambi manovrati a mano sono sicuramente molto caratteristici ma decisamente superati e sono quasi del tutto scomparsi in Italia. Ed il sistema di Dirigenza Unica non è qualcosa di ben visto in ambito USTIF/ANSFISA. Oltre ad un rinnovo infrastrutturale occorre inoltre un rinnovo del materiale rotabile, che risente degli oltre 20 anni di utilizzo,  (il progetto della Freccia Flaminia Beta naufragò a causa della crisi aziendale dell’allora Firema)ed un orario che tenga conto delle diverse direttrici di traffico,magari integrato con criterio da bus. Necessaria è anche la nuova stazione urbana di Roma, in costruzione annunciata da anni ma di cui sembra non esserci alcuna certezza sulla fine dei lavori. Infine,viste le potenzialità turistiche della linea andrebbe recuperato il materiale storico de “Il treno della Tuscia” , che tanto ritorno di immagine assicurava ai tempi di Met.Ro. Spa ,materiale purtroppo attualmente non autorizzato al servizio viaggiatori per problematiche burocratiche”.

Share Button

Mobilità, CeSMoT : continuano ad esistere nel Lazio pendolari di serie A e pendolari di Serie B, Regione sani queste differenze.

Nel giorno in cui è ufficialmente terminato il periodo di lockdown totale dovuto all’emergenza covid e ci si avvia verso una graduale ripartenza, dobbiamo amaramente constare, come CeSMoT, che nel Lazio esistono pendolari di serie A e pendolari di serie B, sostanzialmente dimenticati dalle istituzioni. Ci riferiamo nel dettaglio, agli utenti della ferrovia Avezzano – Cassino, che continuano ad avere due soli autobus sostitutivi sulla tratta Sora – Cassino, agli utenti del TPL che continuano ad avere difficoltà nel raggiungere al mattino presto il posto di lavoro a causa della non ripresa del servizio notturno ATAC, agli utenti della Laurentina che, a causa delle “dimenticanze” del comune hanno degli inadeguati ed inquinanti autobus al posto degli ecologici e capienti filobus, ed ai pendolari della Casilina che, nonostante ormai da anni abbiano richiesto a gran voce la riattivazione della tratta ferroviaria Centocelle – Giardinetti, chiusa pretestuosamente da ATAC, si sono puntualmente scontrati contro un muro di gomma, ricevendo solo sdegnosi silenzi. In compenso da oggi è stato permesso ad ATAC di attivare delle inutili linee express, noleggiando, non si sa a quale prezzo, 70 autobus GT da vettori privati che altro non faranno che aumentare traffico ed inquinamento. Mentre in altre regioni si investe seriamente nel TPL, nel Lazio continuiamo ad assistere a preoccupanti amnesie da parte dell’assessore Alessandri. Vogliamo credere tuttavia alla buona fede della regione che, troppo impegnata a seguire le giravolte governative in materia di covid-19, non si è ricordata di ricalibrare il TPL in alcuni bacini. Auspichiamo però un rapido cambio di rotta: gli assembramenti odierni su autobus e metropolitane ci preoccupano enormemente in quanto è ben nota, in questa fase, l’importanza del distanziamento sociale come principale forma di prevenzione. Ci attendiamo rapide risposte a queste problematiche e torniamo a sollecitare la regione ad impegnarsi nello sviluppo di un trasporto pubblico ecosostenibile, mettendo in campo rapide azioni. Desideriamo ricordare alla regione che non solo è indispensabile sollecitare Trenitalia a far tornare i treni tra Sora e Cassino ed ATAC a riaprire la Centocelle – Giardinetti,ma che continuano a sussistere gravi  problemi da troppo tempo irrisolti come i disservizi sulla Roma – Civita Castellana – Viterbo e sulla Roma – Lido, il mancato inizio dei lavori di riattivazione della ferrovia Fossanova – Terracina ed il mancato completamento del ripristino della funicolare di Rocca di Papa. Non possono e non devono più esistere pendolari di serie A e pendolari di serie B: regione si impegni, insieme agli enti competenti, nel sanare queste differenze.

Share Button

Sabato 16 Novembre manifestazione per la Ferrovia RomaNord

Dopo l’assemblea  di venerdì 7 novembre scorso i comitati che da lungo tempo si battono contro i disservizi sulla Ferrovia Roma – CivitaCastellana – Viterbo hanno avuto la consapevolezza che è tempo di unire le forze per dimostrare a Regione Lazio, Atac e a chi dovrebbe avere voce in capitolo sulla questione della Ferrovia Romanord che il tempo è scaduto e si rischia  seriamente che la tratta extraurbana possa chiudere a breve per manifesta incapacità di gestione e di governo. Per questo motivo sabato 16 a piazza del popolo dalle ore 10 ci sarà una manifestazione per protestare contro i quotidiani disservizi che da mesi colpiscono la ferrovia. Come CeSMoT esprimiamo la ns vicinanza ai comitati e continuiamo a trovare scandaloso l’assordante silenzio della Regione Lazio che,con la sua inerzia, sta condannando a morte la ferrovia. Riteniamo che la linea debba essere tolta ad ATAC, dimostratasi assolutamente incapace a gestire il servizio,  e l’infrastruttura affidata, come già ad esempio sta accadendo in Umbria sulla ex FCU, ad RFI per un piano di ammodernamento e risanamento.

Maggiori informazioni sulla manifestazione di sabato a questo link:

Sabato 16 ci sarà tanta voglia di riprendersi la ferrovia Roma Nord! #manifestazione #evento

Share Button

Comunicato Stampa – CeSMoT, Roma – Civita Castellana – Viterbo : urgente trovare delle mitigazioni meno impattanti sul servizio ferroviario

La presa in carico da parte di CoTraL a partire da oggi di alcuni autobus sostitutivi delle corse ferroviarie sulla Roma – Civita Castellana – Viterbo è indubbiamente un evento positivo per i pendolari in quanto il servizio viene preso in carico da un soggetto dotato dei mezzi e del know-how necessario a gestire un servizio automobilistico extraurbano. Tuttavia, come CeSMoT, continuiamo a ritenere l’intera vicenda assolutamente paradossale. Una linea che fino a quando è stata di competenza dell’USTIF era perfettamente in regola  improvvisamente, per un cambio di soggetto preposto alle verifiche in tema di sicurezza ferroviaria, è diventata insicura e fuori norma. Ci teniamo a ricordare che all’epoca della creazione di ANSF ad RFI  vennero concessi  ben 10 anni per l’adeguamento, mentre ora si pretende che in 24 mesi si trasformino delle linee “dimenticate da Dio” in gioielli di alta tecnologia. Con quali fondi però non è dato sapere. Ovviamente tutti questo accanimento che c’è sul ferro non si vede sul concorrente gommato che può ancora fare il lavoro che faceva 50 anni fa senza spendere neanche “1cent” in sistemi di sicurezza: del resto è ben noto che fanno notizia solo gli incidenti ferroviari, non quelli provocati dai TIR. Ad aggravare la situazione della Roma – Civita Castellana – Viterbo c’è anche il totale disinteresse da parte di ATAC, i cui interventi  mitigativi sono stati solamente quelli di togliere i treni. Come se a loro nulla importasse dell’esercizio ferroviario, trattato solo come la gallina dalle uova d’oro per prendere i km del contratto di servizio. Nel chiedere con urgenza di trovare delle mitigazioni meno impattanti sul servizio ferroviario, in attesa dei necessari interventi di ammodernamento della linea, come hanno fatto le altre aziende, desideriamo anche ricordare, come CeSMoT, che il DECRETO 3/2019 che disciplina il periodo transitorio tra l’esercizio in regime USTIF (con le autorizzazioni rilasciate ai sensi del DPR 753/80) e quello nel nuovo regime ANSF, non sono impone provvedimenti urgenti di minimizzazione dei rischi da attuare obbligatoriamente a priori di alcuna analisi ma stabilisce che “spetta ai singoli esercenti svolgere un’analisi dei rischi che individui tali provvedimenti” che devono “tenere conto delle caratteristiche della tratta ferroviaria, dei veicoli e del servizio di trasporto” . Se ATAC non è interessata a gestire la linea , rinunci quanto prima all’esercizio,ma prima sarebbe opportuno forse che cambiasse il direttore d’esercizio delle ferrovie regionali: nonostante un passato nel gruppo Ferrovie dello Stato è innegabile che dal 2010, data della sua nomina, le tre ferrovie regionali abbiano imboccato una preoccupante parabola discendente, specie in termini di servizio offerto.

Share Button

Comunicato Stampa – CeSMoT, ferrovia RomaNord assassinata dalla burocrazia e da disinteresse Regione Lazio

Con il passaggio delle competenze in materia di circolazione ferroviaria a partire da Lunedì sotto ANSF,si è completato il delitto perfetto per assassinare definitivamente la ferrovia Roma Civita castellana Viterbo che vedrà i treni extraurbani sostituiti da “comodi” e “veloci” autobus. A tutto discapito dell’utenza. Nonostante ci fossero i soldi per l’ammodernamento ,  il protocollo con RFI e nonostante lo si sapesse da un anno e mezzo che la linea ,ancora esercitata come negli anni ’30, non rispondesse alla maggior parte delle cervellotiche norme dei burocrati fiorentini, né la Regione Lazio né Atac hanno ritenuto opportuno fare qualcosa,lavandosene le mani in ossequio alla filosofia “Treno fermo rischio azzerato” . A pensare male si potrebbe ipotizzare che lo scopo fosse proprio quello di costringere utenza ad abbandonare la linea per chiuderla definitivamente,come come hanno fatto con la Centocelle – Giardinetti.Mentre nel resto d’Italia le infrastrutture vengono rinnovate,come ad esempio in Umbria dove la ex FCU è stata ceduta dalla regione ad RFI per il rinnovamento, in una capitale come Roma, soffocata da inquinamento e traffico, mezzi ecologici come le ferrovie concesse non vengono tutelate ed aggiornate. A questo punto sarebbe addirittura auspicabile che un buon avvocato denunci Atac per interruzione di pubblico servizio. E la Regione, se non fosse corresponsabile, di mancato rispetto del cds.
Ci domandiamo come CeSMoT se il presidente Zingaretti,ormai terminata la campagna elettorale Delle amministrative,trovi il tempo e la voglia di pensare alla sua regione o ai trasporti. Altrimenti,se fosse troppo gravoso sommare i ruoli di segretario di partito e presidente della Regione,rinunciasse ad uno dei due incarichi. Nel frattempo,ancora una volta,nel triste gioco della burocrazia,a rimetterci saranno sempre e solo i pendolari.

Share Button

Comunicato Stampa, CeSMoT: bene passaggio ferrovia Termini – Giardinetti a Comune,Regione Lazio ora ceda anche le altre due ferrovie

056-421-063_centocelleCon l’annunciato passaggio della ferrovia termini – giardinetti dalla regione al comune potrebbe finalmente aprirsi un nuovo scenario per futuro della linea per la quale auspichiamo un sano e concreto rilancio con la riapertura della tratta fino a Giardinetti ed il prolungamento fino a Tor Vergata. Sebbene finora l’amministrazione capitolina non sia brillata in tema di provvedimenti concreti a favore del TPL , dobbiamo constatare che anche la situazione delle tre Ferrovie regionali non sia migliore: la roma nord è abbandonata a se stessa dove il servizio sopravvive più per inerzia che per volontà di mantenerlo,con orari che sembrano studiati appositamente per scoraggiare utenza;
la centocelle giardinetti chiusa per assurde paranoie di dirigenti che non sanno distinguere un cerchione ferroviario da un pneumatico; la Lido che da anni attende un rilancio ed una trasformazione in metropolitana e dove l’orario ufficiale è ufficiale solo sulla carta.
Quindi la regioni lasci definitivamente perdere le ferrovie. Nessuno nega che è stata molto brava nel risanare cotral, mostrando quindi la sua vocazione gommarola, ma è evidente,e la questione della Centocelle Giardinetti lo ha dimostrato, di essere completamente incapace con le ferrovie. se passa la mano,anche se il gestore dovesse restare ATAC, sicuramente peggio di così non può andare. Tanto più che ora,con un governo  “amico” ad amministrazione comunale non dovrebbe avere alcun problema nell’avere stanziamenti di fondi a favore del TPL Del resto appare anche evidente che la Regione abbia a cuore solo i pendolari che si spostano sulla rete CoTraL e quelli che utilizzano Trenitalia. Gli altri sono di serie B. Restiamo in attesa di veder partire la tanto annunciata cura del ferro.

Share Button

Comunicato Stampa – Ferrovie, CeSMoT : scandaloso il disinteresse di Lazio ed Abruzzo verso linea Avezzano – Roccasecca

2ALnSoraCon il consueto cambio di orario fioccano le ennesime brutte sorprese per gli utenti della linea Avezzano – Roccasecca, che,  nonostante il fattivo e costante impegno del comitato Salviamo la Ferrovia Avezzano Roccasecca ,  è stata privata di altre due corse ferroviarie. Tale soppressione risulta non solo immotivata ma anche presa all’insaputa dell’utenza che al posto dei treni ora sarà costretta a servirsi degli autobus. Concordiamo pienamente con le posizioni del comitato e riteniamo scandaloso sia l’operato di Trenitalia che il vergognoso silenzio delle Regione. Se per quanto attiene la Regione Abruzzo non ne siamo sorpresi, visto che da anni preferiscono che una linea trasversale coma la Sulmona – Carpinone resti utilizzata come un magnifico plastico in scala 1:1 per i treni turistici, lustro e vanto di fondazione FS e degli enti locali che tramite queste iniziative possono lavarsi la coscienza,per quanto attiene la Regione Lazio dobbiamo purtroppo notare la memoria corta del Presidente Zingaretti, che forse considera il bacino della Ciociaria un bacino di serie B, poco degno di attenzioni. Ma del resto, in tema di trasporto su ferro, la Regione Lazio, salvo acquistare nuovi treni, ha fatto ben poco per valorizzare le linee “secondarie” . Auspichiamo nel breve periodo la reintroduzione dei treni soppressi e chiediamo, nel medio e lungo periodo che il Gruppo FS e gli enti locali chiariscano il futuro della linea, anche in virtù del fatto che le ALn 668, attualmente  utilizzate sulla linea, sono quasi giunte a fine carriera. Condividiamo in pieno le preoccupazioni del Comitato e degli utenti: non vorremmo trovare “Improvvise” soppressioni di corse per carenza materiale rotabile, preludio ad una chiusura della linea.

Share Button