Comunicato Stampa – Ferrovia Roma – Lido, CeSMoT: dalla Regione solo una serie infinita di favole mentre il servizio affonda

Tre  giorni fa abbiamo assistito al pomposo annuncio da parte della Regione Lazio che dal prossimo Gennaio,con il passaggio a CoTraL, la Ferrovia RomaLido diventerà la futura Metromare, il tutto condito da una sfilza di vaghe promesse: nuovi treni, risanamento dell’infastruttura ecc. Vorremmo tanto credere alle parole del Presidente ZIngaretti e dell’Assessore Alessandri ma non possiamo fare a meno di notare che sono ormai 9 anni che Zingaretti governa la Regione Lazio e di interventi per le tre ferrovie di proprietà regionale non se ne sono praticamente visti, nonostante i palesi disservizi causati anche da ATAC. Dove era la Regione quando ATAC chiudeva con futili scuse la tratta Centocelle – Giardinetti? Dove era la Regione quando ATAC creava il nuovo orario extraurbano sulla Roma – Civitacastellana – Viterbo infarcendolo di autobus?Dove era la Regione quando era palese che il sistema di gestione della circolazione sempre sulla tratta Catalano – Viterbo era non armonizzato con le nuove normative ANSF? Dove era la Regione Lazio quando sulla Roma-Lido l’orario era solo un qualcosa valido sulla carta?Purtroppo la risposta è che la Regione ha dormito in questi anni e che,dopo aver promesso la riapertura della funicolare di Rocca di Papa (che ancora attendiamo)ora promette un servizio migliore ai pendolari sulla RomaLido. Vorremmo tanto crederci ma è difficile poter offrire un buon servizio con soli 4 / 5 treni atti al servizio e con la linea attualmente limitata a Lido Centro. Non mettiamo in dubbio gli investimenti futuri,ma ci piacerebbe sapere che progetti ha la Regione per il breve periodo,tanto più che dal 2022 la linea verrà affidata a due società,ASTRAL e CoTraL, società sicuramente valide ma che,purtroppo, non hanno assolutamente esperienza nel settore ferroviario e cui spetterà un arduo compito. Come CeSMoT avremmo preferito che infrastruttura fosse stata affidata ad RFI e che per il servizio si fosse fatto ricorso alla collaborazione di una Impresa Ferroviaria già attiva,visto che inevitabilmente in questi anni è andato perduto il know-how ereditato da STEFER e successivamente Met.Ro SpA. Restiamo anche perplessi sulla scelta di realizzare un nuovo deposito ad Ostia: non che manchi lo spazio (l’area dell’ex scalo merci)ma semplicemente perchè riteniamo più coerente rilanciare il progetto di far diventare Magliana un importante polo manutentivo italiano. Abbiamo la sensazione che il recente annuncio sia solo una vuota lista di desideri e vaghe promesse, a volersi lavare la coscienza dopo anni di sonno profondo. Gli utenti della RomaLido (e non solo loro) di promesse ne hanno avute fin troppe, nessuna delle quali è stata mai realizzata. Restiamo in attesa di fatti concreti e,sopratutto, di un incontro aperto a tutte le associazioni e comitati, per illustrare un cronoprogramma certo per minimizzare i disagi dovuti alla mancanza di rotabili nonchè i disagi per i futuri cantieri annunciati. Tra 3 anni la RomaLIdo spegnerà 100 candeline, e,l’auspicio è che per quella data utenza possa riavere un valido ed efficiente collegamento ferroviario

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Comunicato Stampa – CeSMoT,Ferrovia Roma – Lido: Regione Lazio ugualmente responsabile del disastro attuale insieme ad ATAC e Comune di Roma

Ancora una volta la Ferrovia Roma Lido di Ostia viene dimenticata dal suo proprietario, la Regione Lazio. Dopo anni di indifferenza, dopo aver rifiutato di passarla a RATP, quando ormai sembrava imminente il passaggio ad ASTRAL, arriva la doccia fredda per i pendolari con un comunicato del presidente Zingaretti che, su Twitter, chiedendo ancora pazienza, annuncia che da Gennaio partiranno i cantieri per l’ammodernamento. Nel frattempo si preannuncia un’altra estate di passione per gli utenti della linea, alle prese con disservizi e soppressioni di corse. Come CeSMoT vorremmo ricordare la presidente Zingaretti che è “solamente” dal 2018 che governa la Regione Lazio, proprietaria della linea, e ci chiediamo come mai finora non si sia accorto dei problemi della linea e non sia intervenuto per revocare la gestione ad ATAC. Ma, del resto, è la stessa amministrazione che ha avallato la chiusura della tratta Centocelle – Giardinetti della ex Roma Fiuggi ed ha assistito senza muovere dito al decadimento del servizio sulla Roma – Civita Castellana Viterbo, dove gli interventi di ammodernamento se avverranno è solo perchè ANSFISA ha emesso delle prescrizioni limitative rispetto all’attuale sistema di esercizio della tratta extraurbana.   Chiaramente le colpe del disastro non sono solo della Regione, visto che sia Comune di Roma che ATAC hanno fatto poco e niente per migliorare la situazione ed è innegabile che quando si scelse di effettuare la fusione tra Trambus, che gestiva il TPL di autobus e tram, e Met.Ro. Spa , erede della STEFER, in un’unica azienda si sia rapidamente disperso il know-how di chi da sempre gestiva il trasporto su ferro. Non vorremmo che il temporeggiamento da parte della Regione più che a cause tecniche fosse dovuto a cause politiche: in autunno ci saranno le elezioni comunali a Roma e, a voler pensare male (ma come diceva un politico del calibro di Andreotti “a pensar male si fa peccato ma quasi sempre si indovina” ) , anche la Lido potrebbe entrare nella campagna elettorale con la Regione, in caso di vittoria del candidato del PD, ovvero Gualtieri, disposta a lasciare tutto nelle mani di ATAC e Comune,mentre se vincesse un qualsiasi altro candidato allora la linea passerà nelle mani della Regione. Al di là della fantapolitica occorre un rapido cambio di rotta,occorre investire in nuovo materiale rotabile e rinnovare infrastruttura. Non importa chi sia il gestore, importante che utenti e pendolari di questa strategica infrastruttura possano avere un servizio efficace ed efficiente. Chiediamo per tanto al presidente Zingaretti ed all’assessore Alessandri, entrambi finora fin troppo assenti nell’interessarsi delle problematiche delle ferrovie regionali, di fare chiarezza sul futuro mettendo da parte i proclami e di non fare campagna elettorale sulla pelle dei pendolari. L’invito ovviamente è anche per l’attuale sindaco e per quello che verrà: meno proclami demagogici e più fatti concreti. Quanto ATAC, parlarne male è come sparare sulla Croce Rossa, fio a quando quella che un tempo era una gloriosa azienda sarà vittima dei giochi politici le cose non miglioreranno, e, vista la situazione attuale sotto gli occhi di tutti, unica strada è portare i libri contabili in tribunale, fare tabula rasa della attuale dirigenza e rifondare tutto da zero mettendo al comando tecnici esperti e slegati dalla politica, che abbiano come obbiettivo quello  di offrire un TPL degno di una capitale europea, supportato ovviamente da una comunicazione all’utenza incentrata alla cortesia ed alla customer satisfaction.

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Comunicato Stampa, CeSMoT: incontro Italia – Svizzera di stasera mostrerà anche all’estero inefficienze TPL romano

Il secondo incontro dei campionati europei di calcio in programma questa sera a Roma tra Italia e Svizzera sarà purtroppo occasione, ancora una volta, per mostrare anche all’estero il disastro del trasporto pubblico romano. I coraggiosi tifosi svizzeri che arriveranno oggi a Roma dovranno fare i conti con le consuete e ben note inefficienze ATAC con le quali i romani fanno i conti tutti i giorni: stazioni metro chiuse o totalmente inaccessibili ai disabili a causa dei guasti delle scale mobili, frequenze dei mezzi pubblici molto spesso non rispettate,senza dimenticare lo scandalo della linea tramviaria 2, rapido ed ecologico collegamento tra la metro Flaminio e lo Stadio Olimpico ormai sospeso dallo scorso 4 dicembre a causa dinon meglio specificati problemi all’infrastruttura. Più volte come CeSMoT abbiamo constato e denunciato il declino del TPL romano, vittima di 5 anni di nulla assoluto, chiedendo, inascoltati, un drastico cambio di rotta. I romani sono stati “raggirati” da presentazioni multiple degli stessi nuovi bus che sembravano uscite direttamente dai cinegiornali Luce degli anni ’30,e mentre la maggioranza si glorificava dei suoi presunti successi chiusa nel palazzo,complice l’imbarazzante silenzio di una opposizione praticamente evanescente, abbiamo assistito a situazioni paradossali, come il dover completamente chiudere delle stazioni della metropolitana per la sostituzione delle scale mobili giunte a fine operativa senza che nessuno si fosse preoccupato di pianificare interventi le cui scadenze dovrebbero essere ben note agli addetti ai lavori. Per non parlare della filovia fantasma sulla Laurentina,ormai diventata “busvia” (i filobus sono spariti da mesi ormai) , della linea 90 esercitata al 90% con autobus,il disastro delle tre ferrovie regionali ed i fantasiosi progetti del PUMS  come le funivie. Certamente la crisi del TPL romano viene da lontano, e sarebbe ingiusto scaricarle solo sull’attuale amministrazione sebbene sia sotto gli occhi di tutti che al di là dei proclami ,specialmente sui social dove è garantito l’applauso dei fedelissimi, si sia fatto poco e niente, complice anche l’immobilismo della Regione Lazio che ha assistito quasi in silenzio al declino delle tre ferrovie di sua proprietà e per le quali il passaggio da ATAC ad ASTRAL resta ancora un qualcosa di nebuloso. Auspichiamo che gli errori passati e presenti servano da lezione per il futuro sindaco,e che, prendendo spunto da essi si faccia finalmente una seria politica sulla mobilità, fatta di tram,filobus e metropolitane e non ad esempio di monopattini o di inutili ciclabili realizzate in maniera randomica senza alcuna pianificazione semplicemente disegnando strisce gialle sull’asfalto in strade assolutamente inadatte ai ciclisti (vedi Via Gregorio VII). Roma merita finalmente un TPL all’altezza del suo ruolo. Cambiare rotta si può e si deve e,gli esempi, anche in Italia non mancano certamente

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Comunicato Stampa – Roma, CeSMoT :inconcepibile il crollo del servizio di tram e filobus, comune faccia urgente chiarezza

Da ormai diversi mesi stiamo assistendo ad un crollo verticale del servizio offerto a Roma da Tram e Filobus. Grazie ai dati pubblicati dal blogger “Mercurio Viaggiatore” ,ricavabili dagli open data messi a disposizione da Roma Servizi per la Mobilità (che alleghiamo) ,  si rileva che attualmente servizio è sotto al 60%. In un anno risultano spariti dal servizio  il 75% dei  Tram Roma2 serie 92xx (Fiat Ferroviaria Cityway 2 costruite nel 2000)  ed il 25% dei più vecchi tram articolati Stanga (serie 7xxx, vetture che ormai si avvicinano alla fine della vita operativa, considerando che sono state costruite a partire dal 1948). Il servizio resta assicurato, oltre che dalle Stanga Superstiti dai Citway Roma I (costruite da Fiat Ferroviaria a partire dal 1997)  ed, incredibilmente, dai Tram Socimi serie 90xx , nonostante le ben note vicende che li hanno visti coinvolti. Ricordiamo infatti che inizialmente era prevista una serie di 60 unità, ma che la loro produzione si interruppe nella primavera 1992 quando ne erano state consegnate soltanto 33, a causa del dissesto finanziario della SOCIMI, tanto che tre di queste unità (9030, 9032 e 9033) furono poi accantonate prematuramente per poter ricavare pezzi di ricambio per le altre vetture, non essendo più possibile ordinarli dalla casa costruttrice, nel frattempo fallita . In seguito l’ATM di Milano, che aveva rilevato lo stabilimento SOCIMI di Binasco, riuscì a completare la costruzione di altri 8 tram, consegnati ad ATAC nel corso del 2004  e numerati da 9034 a 9041. Senza dimenticare la Linea 2 ormai da mesi sospesa e sostituita da autobus per la quale i tempi di riattivazione non si preannunciano brevi. Ben più grave è la situazione dei filobus, con un servizio praticamente inesistente: da Maggio dell’anno scorso sono spariti i 45 Breda sulla linea 74, il famoso Corridoio Laurentina, vanto dell’attuale amministrazione che si prese il merito di averlo portato a termine dopo gli “sprechi” delle passate amministrazioni. Anche la linea 90 ha visto la sparizione dei filobus Breda e dopo la consueta pausa estiva sono tornati saltuariamente in servizio solo alcuni dei 30  Filobus Solaris Trollino, vetture che, ricordiamo, hanno avuto lunghi periodi di fermo a causa di problematiche alle batterie. Nonostante un servizio in caduta libera, il Comune non solo si ostina a non applicare penali ad ATAC,ma, continua a pagare il servizio al 100% . In questa situazione appare evidente che il PUMS, vanto ed orgoglio di Roma Servizi per la Mobilità e del Comune,resterà un magnifico esercizio di stile ,destinato a rimanere nel cassetto dei sogni, come già successo a tanti progetti passati. Del resto sembra che l’amministrazione pensi di risolvere tutti i problemi di mobilità disegnando ciclabili in maniera assolutamente casuale semplicemente disegnando  una striscia gialle in terra. Come CeSMoT temiamo che,al di là di qualche vga promessa elettorale, il TPL romano resti destinato a proseguire il suo inarrestabile declino: mentre altre città italiane ed europee si investe su tram e filobus, Roma resta al palo, umiliata da quattro anni di nulla cosmico complice la scarsa capacità degli assessori alla mobilità (o meglio dell’immobilità) Meleo prima e Calabrese ora . Ci piacerebbe che, in vista delle prossime elezioni,  i candidati a sindaco sottoscrivessero un chiaro impegno , davanti ai cittadini, a rilanciare il TPL: meglio poche opere ma fatte bene che scenografiche promesse irrealizzabili. Urgente ed improcrastinabile, a nostro giudizio, è in primis  l’acquisto di nuovi tram , necessari sia per potenziare il servizio sulla rete esistente sia se realmente oltre alle varie linee promesse si vorrà realizzare la linea  lungo C.so Vittorio/ Via Gregorio VII  fino a C:ne Cornelia: la famosa TVA, progettata quasi 20 anni fa, ciclicamente promessa e puntualmente riposta nel libro dei sogni. Roma ed i romani meritano  di avere un trasporto pubblico efficace ed efficiente, all’altezza di una capitale europea.  Nell’attesa di risposte da parte dell’amministrazione comunale  auspichiamo nell’intervento dell’ Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale,per verificare il rispetto dei contratto di servizio tra Comune di Roma ed ATAC.

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Comunicato Stampa – Guidonia Montecelio: cambia il gestore del servizio TPL ma offerta resta inadeguata

Dallo scorso 1 Marzo la società BIS – Bus International Service è subentrata a SAP nella gestione delle linee di TPL del Comune di Guidonia Montecelio (e dei comuni di Marcellina, Montelibretti, Palombara Sabina e Santa Marinella). Se da un lato, almeno a Guidonia l’arrivo del nuovo gestore ha portato anche l’arrivo di nuove vetture (i BMC Neocity)restano in essere una serie di criticità che rendono ,almeno nel Comune di Guidonia, il servizio assolutamente non competitivo. Partiamo dai percorsi,che sono rimasti fondamentalmente invariati,con orari più simili a quelli di qualche sperduta città di campagna che di una grande città. Troviamo quantomeno singolare, come CeSMoT, che l’amministrazione comunale ritenga che dopo le 19 nessuno  abbia necessità di prendere l’autobus (e tutto sommato i cittadini di Guidonia sono fortunati, un viaggiatore che avesse la sventura di arrivare alla stazione di Marcellina dopo le 18:10 non avrebbe mezzi per raggiungere il paese),così come troviamo assurda la totale assenza di un qualsiasi cadenzamento,anche su linee molto corte come la 1/A e la 1/B che collegano Setteville con Setteville Nord e Marco SImone. Inoltre continua a non esistere alcun servizio festivo,penalizzando chi non ha la fortuna di avere la macchina o una linea CoTraL vicino casa che,di fatto, si vede privato del diritto alla mobilità. Una ulteriore criticità che riscontriamo è nel prezzo dei titoli di viaggio e nella difficile reperibilità degli stessi. Per quanto riguarda il prezzo, troviamo molto poco competitivo il prezzo di 1,10 € per la corsa semplice quando comuni come Fiumicino fanno pagare 1 € il biglietto orario da 90 minuti (gestore Trotta) o Pomezia 1,30 € il biglietto orario da 75 minuti (gestore Troiani) . Per quanto riguarda la reperibilità dei titoli di viaggio, sebbene la possibilità di utilizzare l’app “My Cicero” permette l’acquisto anche last minute del titolo di viaggio, troviamo assurdo che in una città come Guidonia l’unica biglietteria esistente sia quella nei pressi della stazione FS. Immaginiamo quindi che una persona anziana, di Setteville o Villalba, che non sia pratica delle nuove tecnologie e voglia prendere l’autobus, dovrà necessariamente viaggiare senza titolo di viaggio, con rischio di essere sanzionata in caso di controlli, oppure farsi accompagnare a Guidonia per fare adeguata scorta di biglietti. Appare evidente che con tali premesse, aggravate dalla assoluta mancanza di una mappa dei percorsi delle linee bus, il TPL di Guidonia resterà destinato a non essere mai competitivo, costringendo utenza ad usare nella migliore delle ipotesi il CoTraL e nella peggiore il mezzo privato.

Auspichiamo che l’amministrazione comunale  si metta subito al lavoro, insieme alla Regione Lazio (in particolare l’Assessore Alessandri da tempo abbastanza distratto in tema di TPL) ed a cittadini ed  associazioni,per superare rapidamente queste criticità, arrivando ad una revisione della rete e ad una futura integrazione nel sistema Metrebus. Nel breve periodo chiediamo,come CeSMoT, un impegno a pubblicare una mappa dei percorsi delle linee di TPL e ad individuare nei vari quartieri in cui è divisa la città (Setteville, Setteville Nord, Montecelio,Pichini, Villalba, Collefiorito…) dei punti vendita ove poter reperire i titoli di viaggio

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Comunicato Stampa – CeSMoT, ancora un venerdì di “passione” per gli utenti del TPL Romano

Ancora una volta purtroppo  registriamo ed assistiamo ad una  giornata tragica per gli utilizzatori del disastrato TPL romano,costretti a fare i conti con l’ennesimo vergognoso guasto sulla Linea B della metropolitana e navette sostitutive ampiamente insufficienti. Ancora una volta ATAC riesce a dare il peggio di se,prova provata di una manifesta incapacità, al di là della propaganda, di riuscire ad assicurare il diritto alla mobilità dei romani. Con le tre ferrovie regionali agonizzanti (complice il disinteresse della Regione, anche essa finora capace solo di futili promesse),la rete tram che a dispetto dei progetti strombazzati aspetta un serio rilancio (e la riattivazione della linea 2), il corridoio filoviario sulla Laurentina che da mesi vede solo autobus e due stazioni della Metro B ancora chiuse per lavori, ci chiediamo se l’amministrazione comunale ed in particolare l’assessore Calabrese ritengano opportuno mettere in campo qualche azione correttiva o se pensano che la mobilità cittadina possa basarsi solo su monopattini e ciclabili progettate senza alcuna logica e spesso totalmente inutili. Come sempre Roma,capitale d’Italia, continua a fare i conti con politiche per la mobilità evanescenti,e,cosa più grave,senza nessuno che ammetta le proprie responsabilità,preferendo invece lo scaricabarile. Auspichiamo che la mobilità rappresenti un cardine nei programmi del futuro sindaco,con meno fantasie e più certezze

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Comunicato Stampa, CeSMoT: bene arrivo nuovi bus a Guidonia Montecelio,ora necessario rivedere la rete di TPL

Dopo l’annuncio dell’istituzione di un collegamento diretto  Guidonia – Marcellina,proseguono le novità per gli utenti del TPL del Comune di Guidonia Montecelio. Da alcuni giorni sono entrate in servizio le prime nuove vetture BMC Neocity,autobus Euro6 a pianale ribassato. Dopo anni in cui utenza ha dovuto purtroppo accontentarsi di vetture usate provenienti da altre città , usurate da anni di servizio impegnativo, (come i Mercedes Citaro e gli Iveco Cityclass  Cursor ex ATAC provenienti dal consorzio Roma TPL) finalmente si rinnova il parco mezzi con vetture nuove di fabbrica. “Siamo molto soddisfatti di questi nuovi arrivi – dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti -che permetteranno di offrire all’utenza un servizio finalmente all’altezza di una grande città come Guidonia Montecelio. A nostro giudizio è ora urgente una revisione generale di orari e percorsi,attivando anche un servizio festivo in quanto troviamo assurdo che chi abita in quartieri come Marco Simone,La Botte o Collefiorito debba essere costretto ad utilizzare l’automobile per non restare isolato. Auspichiamo che l’amministrazione comunale  sappia venire incontro alle esigenze della cittadinanza e trovando le opportune sinergie con la Regione Lazio possa in breve tempo dotare il territorio comunale di un TPL efficace, efficiente ed ecosostenibile. Riteniamo inoltre che attraverso azioni volte a disincentivare il traffico privato,attraverso ad esempio strisce blu o zone a traffico limitato si possa non solo migliorare la qualità dell’aria ma anche tramite gli introiti derivanti da queste iniziative,si possa arrivare ad offrire il TPL gratuito per i residenti,come avviene ad esempio in città come Nova Gorica in Slovenia o Vitrè in Francia”

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Comunicato Stampa – CeSMoT, funivia Casalotti: opera costosa e totalmente irrilevante per la mobilità cittadina

La notizia dell’approvazione del progetto da 110 Milioni € per la Funivia Battistini – Casalotti, ritenuto assolutamente prioritario dalla Giunta capitolina e talmente sollecitato da aver ottenuto il finanziamento dal MIT già un anno fa ci lascia profondamente perplessi. Le funivie,infatti,  sono un mezzo di trasporto adoperato in precisi contesti,come per superare dislivelli più o meno accentuati oppure,in casi rari, per sorvolare agglomerati urbani ad altissima densità abitativa, dove non è ragionevole o possibile realizzare alternative come metropolitane. La progettata funivia, stando ai dati ufficiali di Roma Metropolitane , impiegherebbe quasi 18 minuti per percorrere i 3,8 km di percorso, ad una velocità di 13 Km/h risultando ben più lenta della maggior parte delle linee bus che dovrebbe andare a sostituire , come risulta dalle tabelle pubblicate da Roma Servizi per la Mobilità. Se prendiamo come esempio la linea 146, che passa esattamente dove parte e dove finisce la funivia calcolando il percorso  con Google Maps,si può verificare come  impieghi gli stessi identici 18 minuti della funivia, ma in più faccia un giro dentro il quartiere Bastogi, fa numerose fermate sotto i caseggiati lungo il percorso, è molto più capillare ed è quindi in grado di fornire il servizio ad un’utenza molto più ampia.  passandola a prendere praticamente sotto casa. Le 7 stazioni della funivia invece si troveranno ai limiti delle zone abitate, ovvero lì dove è possibile costruire senza dover abbattere nulla.  Per prendere la funivia in una delle stazioni l’utenza dovrà percorrere un tratto anche significativo da casa. Tutto questo comporterà, inevitabilmente, uno scarsissimo utilizzo della funivia, con il rischio che gli abitanti della zona preferiscano sposarsi in automobile, visto che l’intero percorso verrebbe coperto in questo caso in soli 8 minuti. Senza dimenticare l’enorme impatto ambientale che avrà l’opera, viste le previsioni di realizzare 41 piloni con un’altezza compresa tra 15 e 36 metri, senza dimenticare le 200 cabine appese.  Ancora più gravi sono le incaute affermazioni della sindaca che, in evidente stato confusionale, è arrivata a dichiarare sui social che la funivia “Qualora non dovesse più servire si smonta e si può rimontare da un’altra parte” .Riteniamo, come CeSMoT,  tali affermazioni gravissime, intanto perchè sono implicitamente un’ammissione che si sta proponendo un’opera che non è utile (perchè di fatto non è stata studiata) e della quale non si è nemmeno convinti della relativa utilità. Inoltre, tali affermazioni comportano anche il non rendersi conto che costruire, smontare e ricostruire da un’altra parte significa spendere soldi pubblici senza una reale motivazione. Auspichiamo che la giunta rinunci a questo folle progetto: al posto della funivia si può e si deve realizzare il prolungamento della linea A della metropolitana il cui progetto è stato già redatto da Roma Metropolitane. Le funivie le lasciamo volentieri alle località di montagna. Roma ha bisogno di seri investimenti sulla mobilità,non di inutile propaganda

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Comunicato Stampa – CeSMoT,preoccupati per futuro del tram a Roma

Le recenti notizie di stampa, emerse dal resoconto della commissione mobilità dello scorso 1 febbraio, secondo le quali sussiste a Roma un forte debito manutentivo sia dell’infrastruttura che dei mezzi tramviari ci rendono estremamente preoccupati in quanto sussiste il serio rischio che i cittadini romani, già privati dallo scorso dicembre della linea 2, si vedano a breve privati di importanti linee come il 3 e l’8. Ci stupisce come sia l’amministrazione comunale che l’azienda abbiano peccato in pianificazione e come, dopo due gare per la fornitura dei binari andate praticamente deserte non sia suonato un campanello d’allarme. Appare evidente che, quando accadono simili situazioni, vi siano responsabilità sia dei tecnici che dei politici. Ma considerando  anche che ben presto occorrerà provvedere anche al rinnovo del parco mezzi,specialmente se andranno in porto gli sbandierati progetti previsti dal PUMS come la tanto attesa tramvia TVA da Termini a Cornelia, non ci interessa trovare capri espiatori ma ci interessa che qualcuno spieghi chiaramente ai cittadini quali saranno gli scenari del breve periodo e come intenda agire. Non riusciamo inoltre a comprendere,come CeSMoT,come mai Roma, capitale d’Italia, da anni abbia un pesante gap trasportistico in confronto anche ad altre città italiane (non parliamo dell’Europa dove il confronto è palesemente impietoso) dove si è deciso di puntare seriamente sul tram,come ad esempio i recenti progetti annunciati a Bologna e Reggio Emilia o anche come a Firenze o Palermo dove si è deciso di prolungare la rete esistente. Forse sarebbe opportuno che finalmente la politica smetta di inseguire fantasiosi progetti utili solo ad avere titoli sui giornali (vedi le famose funivie promesse dall’attuale amministrazione) e si concentri sulle reali esigenze dei cittadini. E su un rilancio del trasporto pubblico a Roma auspichiamo che tutti coloro che a breve inizieranno la corsa per diventare il prossimo sindaco della capitale prendano un serio impegno con i cittadini, garantendo interventi per una mobilità ecologica e sostenibile,ovvero sviluppando la rete tramviaria e filoviaria con rinnovo del parco mezzi e prendendo anche una decisione definitiva sul futuro di ciò che resta della Termini – Giardinetti, ormai ridotta ad un ibrido totalmente incapace di rispondere al meglio delle esigenze di mobilità dei cittadini. I fondi europei potranno essere sicuramente validamente d’aiuto per sviluppare ed ampliare il TPL romano, a patto che si agisca in fretta senza perdere tempo in futili chiacchiere. Roma non può e non deve perdere il tram

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Comunicato Stampa- CeSMoT, intollerabili disservizi odierni su Metro C

Questa mattina i pendolari romani hanno avuto l’amara sorpresa di trovare la Metro C completamente interrotta, a causa dell’indisponibilità del personale, nello specifico Agenti di Stazione, non sufficiente, a detta di ATAC, per garantire l’esercizio in sicurezza della linea. Ancora una volta l’azienda capitolina, già famosa per i suoi autobus soggetti “ad autocombustione” riesce a dare il peggio di se, riuscendo a trovarsi improvvisamente senza personale e, contemporaneamente, non riuscendo ad organizzare un servizio sostitutivo decente.  Inutile ora che Atac dichiari che sta controllando i documenti giustificativi giunti in azienda da parte del personale assente, anche per valutare eventuali azioni davanti alle autorità, anche perchè riteniamo che nessun lavoratore sarebbe così stolto da produrre documentazione falsa rischiando licenziamento ed azioni penali. Invece di minacciare il personale sia l’azienda che l’assessore capitolino alla mobilità (che passa il tempo ad insultare gli avversari politici sui social) , dovrebbero presentare le loro scuse all’utenza,spiegare chiaramente se sussistono critictà nel personale disponibile  ed impegnarsi a risolvere le attuali problematiche presenti nel TPL romano, come le improvvise soppressioni di corse sulla Ferrovia Roma Civita Castellana Viterbo o i disagi sulla Ferrovia Roma Giardinetti, penalizzata sia dalla scandalosa limitazione a Centocelle, decisa arbitrariamente da ATAC in barba a tutti i soldi spesi per costruire il nuovo capolinea di Giardinetti, sia dalla mancanza di progetti certi sul futuro della linea.  gli utenti del trasporto pubblico romano non meritano apprendisti stregoni e dilettanti allo sbaraglio in un settore strategico come la mobilità, specialmente in un periodo delicato come quello attuale. Auspichiamo , come CeSMoT, che la mobilità sia prioritaria nei programmi dei futuri candidati a sindaco di Roma, ritenendo purtroppo difficile che attuale amministrazione, dopo cinque anni spesi in chiacchiere e propaganda, riesca ad attuare una seria e concreta politica dei trasporti.

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