Mobilità, CeSMoT : continuano ad esistere nel Lazio pendolari di serie A e pendolari di Serie B, Regione sani queste differenze.

Nel giorno in cui è ufficialmente terminato il periodo di lockdown totale dovuto all’emergenza covid e ci si avvia verso una graduale ripartenza, dobbiamo amaramente constare, come CeSMoT, che nel Lazio esistono pendolari di serie A e pendolari di serie B, sostanzialmente dimenticati dalle istituzioni. Ci riferiamo nel dettaglio, agli utenti della ferrovia Avezzano – Cassino, che continuano ad avere due soli autobus sostitutivi sulla tratta Sora – Cassino, agli utenti del TPL che continuano ad avere difficoltà nel raggiungere al mattino presto il posto di lavoro a causa della non ripresa del servizio notturno ATAC, agli utenti della Laurentina che, a causa delle “dimenticanze” del comune hanno degli inadeguati ed inquinanti autobus al posto degli ecologici e capienti filobus, ed ai pendolari della Casilina che, nonostante ormai da anni abbiano richiesto a gran voce la riattivazione della tratta ferroviaria Centocelle – Giardinetti, chiusa pretestuosamente da ATAC, si sono puntualmente scontrati contro un muro di gomma, ricevendo solo sdegnosi silenzi. In compenso da oggi è stato permesso ad ATAC di attivare delle inutili linee express, noleggiando, non si sa a quale prezzo, 70 autobus GT da vettori privati che altro non faranno che aumentare traffico ed inquinamento. Mentre in altre regioni si investe seriamente nel TPL, nel Lazio continuiamo ad assistere a preoccupanti amnesie da parte dell’assessore Alessandri. Vogliamo credere tuttavia alla buona fede della regione che, troppo impegnata a seguire le giravolte governative in materia di covid-19, non si è ricordata di ricalibrare il TPL in alcuni bacini. Auspichiamo però un rapido cambio di rotta: gli assembramenti odierni su autobus e metropolitane ci preoccupano enormemente in quanto è ben nota, in questa fase, l’importanza del distanziamento sociale come principale forma di prevenzione. Ci attendiamo rapide risposte a queste problematiche e torniamo a sollecitare la regione ad impegnarsi nello sviluppo di un trasporto pubblico ecosostenibile, mettendo in campo rapide azioni. Desideriamo ricordare alla regione che non solo è indispensabile sollecitare Trenitalia a far tornare i treni tra Sora e Cassino ed ATAC a riaprire la Centocelle – Giardinetti,ma che continuano a sussistere gravi  problemi da troppo tempo irrisolti come i disservizi sulla Roma – Civita Castellana – Viterbo e sulla Roma – Lido, il mancato inizio dei lavori di riattivazione della ferrovia Fossanova – Terracina ed il mancato completamento del ripristino della funicolare di Rocca di Papa. Non possono e non devono più esistere pendolari di serie A e pendolari di serie B: regione si impegni, insieme agli enti competenti, nel sanare queste differenze.

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Comunicato Stampa – CeSMoT: Legambiente certifica disastrosa gestione ATAC delle ferrovie regionali

Il consueto dossier annuale di Legambiente, Pendolaria, sullo stato di salute delle ferrovie in Italia, conferma, puntuale e implacabile, il disastro delle linee Roma-Viterbo e Roma-Lido gestite da ATAC.  I circa 75000 passeggeri che ogni utilizzano la linea si ritrovano con treni sovraffollati e vecchi, che viaggiano in media a 39 km/h, e che di conseguenza necessitano di una manutenzione sempre maggiore e non garantiscono la puntualità delle corse. Basta scorrere ogni giorno i social per leggere come i pendolari testimoniano il declino della linea e del servizio. La crisi della linea non è un evento recente, ma coincide con l’assunzione, nel 2010 del servizio da parte di ATAC, capace di dissipare in breve tutto il Know-how ereditato da Met.Ro. SpA, a sua volta erede della tradizione ferroviaria di  STEFER.  Complice i tagli al settore ed un totale disinteresse da parte della Regione Lazio, proprietaria dell’infrastruttura, i problemi si sono gradualmente amplificati fino ad arrivare al disastro attuale, accentuato dalla disposizioni di ANSF alle quali ATAC ha colpevolmente e tardivamente adempiuto (oltretutto nella maniera più restrittiva possibile, il tutto a scapito della regolarità del servizio). Così utenti e pendolari si trovano quotidianamente a fare i conti con treni soppressi e disservizi, senza dimenticare le corse sostituite da autobus e la mancata accessibilità di stazioni e mezzi per i disabili.  Non meglio vanno le cose sulla Ferrovia Roma – Lido che resta ancora tra le peggiori d’Italia perché nessun cambiamento è avvenuto e nessun cambiamento è alle porte, con ancora gli stessi problemi vissuti dai pendolari ed una situazione del servizio davvero vergognosa per i ritardi e per il degrado in cui versano le stazioni. Anche qui troviamo un drastico calo del servizio, complice la diminuzione dei convogli disponibili, ritardi e soppressione di corse. Non inclusa nel rapporto, ma non per questo esente da disservizi è la ferrovia Roma – Giardinetti, da alcuni anni ormai vergognosamente e pretestuosamente limitata alla stazione di Centocelle per le ben note follie trasportistiche di ATAC, secondo la quale tra Centocelle e Giardinetti la linea sarebbe un doppione della Metro C. Anche su questa linea l’utenza deve fare i conti con stazioni prive di qualsiasi servizio e mezzi obsoleti (alcuni con oltre 90 anni di servizio) e non accessibili ai disabili. Come CeSMoT riteniamo che la situazione sia inaccettabile e restiamo fortemente perplessi nella scelta della Regione Lazio, finora complice di ATAC nel disastro delle tre ferrovie, di affidare a partire dal prossimo anno la gestione dell’infrastruttura della Roma – Lido e della Roma – Nord ad ASTRAL ed il servizio, a partire dal 2021, a CoTraL. Sebbene siano entrambe realtà consolidate nei loro settori di competenza, nonchè lodevoli esempi di efficienza gestionale,mancano, allo stato attuale, di adeguato know-how nella complessa materia del trasporto ferroviario, essendosi occupati, rispettivamente, di manutenzione stradale e trasporto su gomma. Il rischio di un travaso nei nuovi gestori di parte del personale ATAC co-responsabile dell’attuale situazione,   è un’ipotesi da non sottovalutare ed accuratamente da evitare. A nostro giudizio sarebbe stato più opportuno seguire l’esempio Umbro, dove la gestione ed il rinnovo dell’infrastruttura ex FCU è stata affidata ad RFI, gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale. Ipotesi inizialmente prevista dalla regione ma poi misteriosamente scartata. Attendiamo, in ogni caso, di conoscere concretamente, da parte del Presidente Zingaretti (sperando che il suo ruolo di segretario del PD non gli sottragga troppo tempo da dedicare alla regione di cui è presidente) e dell’assessore Alessandri (finora molto poco attento alle questioni ferroviarie)  quale futuro abbia in mente la regione Lazio. per le sue tre ferrovie: finora di chiacchiere ne sono state spese tante ma di fatti se ne sono visti veramente pochi. Utenti e pendolari di queste linee non meritano e non possono più di essere considerati cittadini di serie B

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Sabato 16 Novembre manifestazione per la Ferrovia RomaNord

Dopo l’assemblea  di venerdì 7 novembre scorso i comitati che da lungo tempo si battono contro i disservizi sulla Ferrovia Roma – CivitaCastellana – Viterbo hanno avuto la consapevolezza che è tempo di unire le forze per dimostrare a Regione Lazio, Atac e a chi dovrebbe avere voce in capitolo sulla questione della Ferrovia Romanord che il tempo è scaduto e si rischia  seriamente che la tratta extraurbana possa chiudere a breve per manifesta incapacità di gestione e di governo. Per questo motivo sabato 16 a piazza del popolo dalle ore 10 ci sarà una manifestazione per protestare contro i quotidiani disservizi che da mesi colpiscono la ferrovia. Come CeSMoT esprimiamo la ns vicinanza ai comitati e continuiamo a trovare scandaloso l’assordante silenzio della Regione Lazio che,con la sua inerzia, sta condannando a morte la ferrovia. Riteniamo che la linea debba essere tolta ad ATAC, dimostratasi assolutamente incapace a gestire il servizio,  e l’infrastruttura affidata, come già ad esempio sta accadendo in Umbria sulla ex FCU, ad RFI per un piano di ammodernamento e risanamento.

Maggiori informazioni sulla manifestazione di sabato a questo link:

Sabato 16 ci sarà tanta voglia di riprendersi la ferrovia Roma Nord! #manifestazione #evento

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Comunicato Stampa – CeSMoT, Roma – Civita Castellana – Viterbo : urgente trovare delle mitigazioni meno impattanti sul servizio ferroviario

La presa in carico da parte di CoTraL a partire da oggi di alcuni autobus sostitutivi delle corse ferroviarie sulla Roma – Civita Castellana – Viterbo è indubbiamente un evento positivo per i pendolari in quanto il servizio viene preso in carico da un soggetto dotato dei mezzi e del know-how necessario a gestire un servizio automobilistico extraurbano. Tuttavia, come CeSMoT, continuiamo a ritenere l’intera vicenda assolutamente paradossale. Una linea che fino a quando è stata di competenza dell’USTIF era perfettamente in regola  improvvisamente, per un cambio di soggetto preposto alle verifiche in tema di sicurezza ferroviaria, è diventata insicura e fuori norma. Ci teniamo a ricordare che all’epoca della creazione di ANSF ad RFI  vennero concessi  ben 10 anni per l’adeguamento, mentre ora si pretende che in 24 mesi si trasformino delle linee “dimenticate da Dio” in gioielli di alta tecnologia. Con quali fondi però non è dato sapere. Ovviamente tutti questo accanimento che c’è sul ferro non si vede sul concorrente gommato che può ancora fare il lavoro che faceva 50 anni fa senza spendere neanche “1cent” in sistemi di sicurezza: del resto è ben noto che fanno notizia solo gli incidenti ferroviari, non quelli provocati dai TIR. Ad aggravare la situazione della Roma – Civita Castellana – Viterbo c’è anche il totale disinteresse da parte di ATAC, i cui interventi  mitigativi sono stati solamente quelli di togliere i treni. Come se a loro nulla importasse dell’esercizio ferroviario, trattato solo come la gallina dalle uova d’oro per prendere i km del contratto di servizio. Nel chiedere con urgenza di trovare delle mitigazioni meno impattanti sul servizio ferroviario, in attesa dei necessari interventi di ammodernamento della linea, come hanno fatto le altre aziende, desideriamo anche ricordare, come CeSMoT, che il DECRETO 3/2019 che disciplina il periodo transitorio tra l’esercizio in regime USTIF (con le autorizzazioni rilasciate ai sensi del DPR 753/80) e quello nel nuovo regime ANSF, non sono impone provvedimenti urgenti di minimizzazione dei rischi da attuare obbligatoriamente a priori di alcuna analisi ma stabilisce che “spetta ai singoli esercenti svolgere un’analisi dei rischi che individui tali provvedimenti” che devono “tenere conto delle caratteristiche della tratta ferroviaria, dei veicoli e del servizio di trasporto” . Se ATAC non è interessata a gestire la linea , rinunci quanto prima all’esercizio,ma prima sarebbe opportuno forse che cambiasse il direttore d’esercizio delle ferrovie regionali: nonostante un passato nel gruppo Ferrovie dello Stato è innegabile che dal 2010, data della sua nomina, le tre ferrovie regionali abbiano imboccato una preoccupante parabola discendente, specie in termini di servizio offerto.

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Comunicato Stampa – CeSMoT, Regione Lazio, ATAC ed ANSF uccidono anche la ferrovia Roma – Giardinetti

Con il passaggio delle competenze in materia di circolazione ferroviaria a partire da Lunedì sotto ANSF,anche la Roma – Giardinetti resterà purtroppo vittima delle cervellotiche norme dei tristi burocrati fiorentini, che, in nome di una presunta sicurezza stanno ingessando il sistema ferroviario. Pur riconoscendo la natura tramviaria della linea è stata infatti imposta la velocità massima di 30 Km/h e la battuta di arresto ad ogni incrocio. In pratica da Lunedì i treni dovranno fermarsi anche con il semaforo tramviario disposto per la via libera al treno. Dopo l’ assurda e pretestuosa limitazione a Centocelle ancora una volta la Regione Lazio ed Atac dimostrano totale disinteresse nei confronti della linea e non hanno ritenuto opportuno fare qualcosa,lavandosene beatamente le mani. A pensare male si potrebbe ipotizzare che lo scopo fosse proprio quello di costringere utenza ad abbandonare la linea per chiuderla definitivamente,facendo felici gli abitanti di Via Giolitti che non vedono l’ora di avere tanti parcheggi al posto dei binari. In una capitale come Roma, soffocata da inquinamento e traffico, mezzi ecologici come le ferrovie concesse non vengono tutelate ed aggiornate. Finora, nonostante i proclami ed i progetti , tra cui quello di portare la ferrovia a Tor Vergata, non si sono visti interventi, complice anche l’evanescenza dell’amministrazione comunale che ancora non ha concordato acquisizione della linea . Ci domandiamo come CeSMoT se il presidente Zingaretti,ormai terminata la campagna elettorale delle amministrative,trovi finalmente il tempo e la voglia di pensare alla sua regione ed ai trasporti. Altrimenti,se fosse troppo gravoso sommare i ruoli di segretario di partito e presidente della Regione,rinunciasse ad uno dei due incarichi. Nel frattempo,ancora una volta,nel triste gioco della burocrazia,a rimetterci saranno sempre e solo i pendolari. Vittime di questo gioco al massacro

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Comunicato Stampa – CeSMoT, ferrovia RomaNord assassinata dalla burocrazia e da disinteresse Regione Lazio

Con il passaggio delle competenze in materia di circolazione ferroviaria a partire da Lunedì sotto ANSF,si è completato il delitto perfetto per assassinare definitivamente la ferrovia Roma Civita castellana Viterbo che vedrà i treni extraurbani sostituiti da “comodi” e “veloci” autobus. A tutto discapito dell’utenza. Nonostante ci fossero i soldi per l’ammodernamento ,  il protocollo con RFI e nonostante lo si sapesse da un anno e mezzo che la linea ,ancora esercitata come negli anni ’30, non rispondesse alla maggior parte delle cervellotiche norme dei burocrati fiorentini, né la Regione Lazio né Atac hanno ritenuto opportuno fare qualcosa,lavandosene le mani in ossequio alla filosofia “Treno fermo rischio azzerato” . A pensare male si potrebbe ipotizzare che lo scopo fosse proprio quello di costringere utenza ad abbandonare la linea per chiuderla definitivamente,come come hanno fatto con la Centocelle – Giardinetti.Mentre nel resto d’Italia le infrastrutture vengono rinnovate,come ad esempio in Umbria dove la ex FCU è stata ceduta dalla regione ad RFI per il rinnovamento, in una capitale come Roma, soffocata da inquinamento e traffico, mezzi ecologici come le ferrovie concesse non vengono tutelate ed aggiornate. A questo punto sarebbe addirittura auspicabile che un buon avvocato denunci Atac per interruzione di pubblico servizio. E la Regione, se non fosse corresponsabile, di mancato rispetto del cds.
Ci domandiamo come CeSMoT se il presidente Zingaretti,ormai terminata la campagna elettorale Delle amministrative,trovi il tempo e la voglia di pensare alla sua regione o ai trasporti. Altrimenti,se fosse troppo gravoso sommare i ruoli di segretario di partito e presidente della Regione,rinunciasse ad uno dei due incarichi. Nel frattempo,ancora una volta,nel triste gioco della burocrazia,a rimetterci saranno sempre e solo i pendolari.

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Comunicato Stampa , CeSMoT: sconcertati da ennesimo ricorso contro apertura stazione Vigna Clara

La notizia dell’ennesimo ricorso al TAR contro l’apertura della tratta ferroviaria per Vigna Clara ci lascia interdetti e sconcertati. Arrivati a questo punto, constatato ormai l’evidente e palese ostracismo degli abitanti verso la ferrovia, chiediamo che RFI provveda a smantellare tutto ,addebitando integralmente tutti i costi ai residenti, che potranno così finalmente dormire sonni tranquilli cullati dalle vibrazioni continue, costanti e letali provocate dal traffico automobilistico intenso sulle strade del quartiere,respirando a pieni polmoni salutari boccate di PM10.
Ancora una volta Il nimby di quattro gatti trionfa sui bisogni della collettività, ma non possiamo aspettarci altro da una cittadinanza votata e devota al dio automobile. Al posto della ferrovia,  chiediamo che il sedime della stazione venga adibito a stoccaggio delle balle di rifiuti solidi urbani: solo questo meritano coloro i quali da anni,con scuse pretestuose,stanno impedendo la riapertura di un’opera strategica per la mobilità cittadina.

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Comunicato stampa – CeSMoT,perplessi su risultato analisi costi-benefici linea Torino Lione

AGV+ETR500L’analisi costi-benefici sulla linea Torino – Lione ,resa finalmente nota, ci lascia fortemente perplessi. Sebbene fosse purtroppo evidente  che ci  fosse una forza  politica che spingeva per avere a tutti i costi un parere tecnico negativo per giustificare la sua opposizione all’opera,tanto da nominare una commissione che non ha mai fatto mistero della sua contrarietà (è stato come mettere dei vegani a capo di una commissione per decidere se macellare un maiale per fare un prosciutto)  è anche abbastanza evidente che alcuni dati siano abbastanza falsati. Ad esempio viene indicato un costo complessivo di 12 mld, gonfiato di 1,2mld,con un costo per l’Italia che viene dichiarato di 5,5mld quando è in realtà di 3 mld. Questo perché hanno in sede di analisi si è evitato di calcolare il 40% del contributo UE. Oltre a ciò non viene assolutamente considerato che la Torino-Lione un’opera strategica inserita nel corridoio europeo Lisbona Kyiv , che permetterà un veloce movimento di merci e persone. Per non parlare dei limiti attuali della linea Torino Modane. Opporsi alle ferrovie significa non avere a cuore l’ambiente e non volere togliere tir dalle strade. Ci teniamo infine a ricordare  che in caso di stop all’opera,oltre alle penali da pagare ci sarebbero i fondi da restituire all’Unione Europea che, presumibilmente,li assegnerà a stati non governati da chi ha fatto della decrescita felice la sua bandiera. Auspichiamo,come CeSMoT,che il Parlamento sovrano esamini attentamente utilità dell’opera dandone via libera

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Comunicato Stampa – CeSMoT, Ferrovia RomaNord: l’assordante silenzio della Regione Lazio

26_santaluciaL’entrata in vigore dell’orario invernale sulla ferrovia RomaNord ha portato purtroppo nuovi disagi all’utenza che quotidianamente sta vedendo sopprimere quattro corse ferroviarie ed otto corse automobilistiche integrative .Se da un lato appare ormai evidente l’inadeguatezza di ATAC nel gestire la ferrovia, complice la ben nota situazione aziendale ed il concordato in corso, ciò che colpisce maggiormente è l’assenza della Regione Lazio, proprietaria della linea ,che,non solo sembra non svolgere il suo ruolo di “controllore” nel verificare il rispetto degli standard previsti dal contratto di servizio, ma anche sembra essere assente nel suo compito di proprietario, avendo finora investito poco e niente nel potenziamento di infrastruttura e materiale rotabile . In questa situazione a poco servono le buone intenzioni dell’assessore Mauro Alessandri che , dopo le reiterate proteste dei pendolari, ora promette interventi , senza però specificare modi e tempi: anche ammettendo che dalle scorse elezioni di Marzo non si sia accorto delle problematiche della linea, possibile che nè il suo predecessore Civita, nè il Presidente Zingaretti si siano mai accorti di nulla? Ci chiediamo anche come mai anche da parte dei numerosi comuni attraversati dalla ferrovia non si siano mai levate incisive proteste, come se il treno fosse un mezzo di trasporto “antiquato” . Eppure, il quotidiano traffico che interessa la Via Flaminia, dovrebbe far riflettere sulle potenzialità della ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo, infrastruttura strategica per la mobilità dell’alto Lazio. Come CeSMoT auspichiamo rapidi interventi: sarebbe davvero paradossale la chiusura di una ferrovia che nel 2009, secondo i piani della Regione Lazio, sarebbe dovuta diventare il collegamento principale per il nuovo aeroporto di Viterbo e per la quale era previsto raddoppio ed ammodernamento.

 

 

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Comunicato Stampa, CeSMoT: bene passaggio ferrovia Termini – Giardinetti a Comune,Regione Lazio ora ceda anche le altre due ferrovie

056-421-063_centocelleCon l’annunciato passaggio della ferrovia termini – giardinetti dalla regione al comune potrebbe finalmente aprirsi un nuovo scenario per futuro della linea per la quale auspichiamo un sano e concreto rilancio con la riapertura della tratta fino a Giardinetti ed il prolungamento fino a Tor Vergata. Sebbene finora l’amministrazione capitolina non sia brillata in tema di provvedimenti concreti a favore del TPL , dobbiamo constatare che anche la situazione delle tre Ferrovie regionali non sia migliore: la roma nord è abbandonata a se stessa dove il servizio sopravvive più per inerzia che per volontà di mantenerlo,con orari che sembrano studiati appositamente per scoraggiare utenza;
la centocelle giardinetti chiusa per assurde paranoie di dirigenti che non sanno distinguere un cerchione ferroviario da un pneumatico; la Lido che da anni attende un rilancio ed una trasformazione in metropolitana e dove l’orario ufficiale è ufficiale solo sulla carta.
Quindi la regioni lasci definitivamente perdere le ferrovie. Nessuno nega che è stata molto brava nel risanare cotral, mostrando quindi la sua vocazione gommarola, ma è evidente,e la questione della Centocelle Giardinetti lo ha dimostrato, di essere completamente incapace con le ferrovie. se passa la mano,anche se il gestore dovesse restare ATAC, sicuramente peggio di così non può andare. Tanto più che ora,con un governo  “amico” ad amministrazione comunale non dovrebbe avere alcun problema nell’avere stanziamenti di fondi a favore del TPL Del resto appare anche evidente che la Regione abbia a cuore solo i pendolari che si spostano sulla rete CoTraL e quelli che utilizzano Trenitalia. Gli altri sono di serie B. Restiamo in attesa di veder partire la tanto annunciata cura del ferro.

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