Comunicato Stampa, CeSMoT: bene arrivo nuovi bus a Guidonia Montecelio,ora necessario rivedere la rete di TPL

Dopo l’annuncio dell’istituzione di un collegamento diretto  Guidonia – Marcellina,proseguono le novità per gli utenti del TPL del Comune di Guidonia Montecelio. Da alcuni giorni sono entrate in servizio le prime nuove vetture BMC Neocity,autobus Euro6 a pianale ribassato. Dopo anni in cui utenza ha dovuto purtroppo accontentarsi di vetture usate provenienti da altre città , usurate da anni di servizio impegnativo, (come i Mercedes Citaro e gli Iveco Cityclass  Cursor ex ATAC provenienti dal consorzio Roma TPL) finalmente si rinnova il parco mezzi con vetture nuove di fabbrica. “Siamo molto soddisfatti di questi nuovi arrivi – dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti -che permetteranno di offrire all’utenza un servizio finalmente all’altezza di una grande città come Guidonia Montecelio. A nostro giudizio è ora urgente una revisione generale di orari e percorsi,attivando anche un servizio festivo in quanto troviamo assurdo che chi abita in quartieri come Marco Simone,La Botte o Collefiorito debba essere costretto ad utilizzare l’automobile per non restare isolato. Auspichiamo che l’amministrazione comunale  sappia venire incontro alle esigenze della cittadinanza e trovando le opportune sinergie con la Regione Lazio possa in breve tempo dotare il territorio comunale di un TPL efficace, efficiente ed ecosostenibile. Riteniamo inoltre che attraverso azioni volte a disincentivare il traffico privato,attraverso ad esempio strisce blu o zone a traffico limitato si possa non solo migliorare la qualità dell’aria ma anche tramite gli introiti derivanti da queste iniziative,si possa arrivare ad offrire il TPL gratuito per i residenti,come avviene ad esempio in città come Nova Gorica in Slovenia o Vitrè in Francia”

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Comunicato Stampa – CeSMoT, dopo incidente di Ostia necessario ed urgente rivedere la rete ciclabile

Il grave incidente accaduto ieri ad Ostia,dove una autovettura si è schiantata sulle auto in sosta ai margini della pista ciclabile realizzata sul lungomare,rappresenta, a nostro giudizio un evento assolutamente da non sottovalutare. Al di là delle cause esterne, ovvero asfalto viscido, velocità sostenuta e scarsa illuminazione, su cui sarà compito delle competenti autorità indagare, è innegabile che le nuove ciclabili realizzate a Roma siano frutto esclusivamente di un patetico tentativo dell’ amministrazione capitolina di attirare i consensi del popolo dei ciclisti e non di una attenta progettazione. Così come avvenuto sulla Tuscolana o in Via Gregorio VII  ci si è limitati a restringere una parte di strada, spostando i parcheggi in mezzo alla strada, oltretutto spesso senza dare continuità alla ciclabile (in Via Gregorio VII addirittura le ciclabile si interrompe causa distributore di benzina),o,peggio, posizionando le fermate dell’autobus come ostacoli in mezzo alla strada.  Invece di seguire l’esempio di altre città europee, come Copenaghen o Utrecht, ma anche italiane, come la vicina Fiumicino, dove si sono realizzate infrastrutture permanenti ed armonizzate con la viabilità stradale, sicure sia per i ciclisti sia per gli utenti della strada,a Roma si è scelta la via più rapida delle c.d “pop-up bike lane” , ovvero ciclabili transitorie in attesa di lavori per la loro protezione e segregazione dal traffico veicolare. Questo da un lato ha permesso di realizzare le opere in breve tempo,  con conseguenti “meriti politici” , dall’altro ha creato situazioni a dir poco imbarazzanti, come ad Ostia, dove la nuova disciplina del traffico del lungomare non ha infatti risolto il problema delle auto in sosta a valle delle corsie di accumulo degli incroci. In particolare ai semafori i parcheggi sono interrotti per dare più spazio ai veicoli in marcia. Ripartendo tuttavia, chi si trova sul lato destra della carreggiata è costretto a zigzagare rapidamente a sinistra per evitare di ritrovarsi dopo poche centinaia di metri contro i veicoli in sosta ai bordi della ciclabile. Eppure ad Ostia era già presente una ciclabile sul Lungomare, dall’altezza della ex Colonia Marina al Porto, realizzata sfruttando i larghi marciapiedi, sicura per tutti: i ciclisti hanno il loro spazio per pedalare in sicurezza, i pedoni hanno il loro spazio e gli automobilisti non corrono il rischio di investire i ciclisti o schiantarsi contro le auto in sosta. Premettendo che con i suoi sette colli Roma non potrà mai essere una città totalmente adatta alle due ruote, riteniamo che sia più saggio realizzare poche opere ma fatte bene, piuttosto che riempire la città di opere transitorie,oltretutto molto spesso sotto utilizzate. Auspichiamo, come CeSMoT un rapido ripensamento dei progetti ancora da realizzare  ed un blocco delle opere in corso di realizzazione e che l’amministrazione smetta, una volta per tutte, di realizzare opere per pura propaganda, ma inizi seriamente a ragionare su progetti seri e a lungo termine,per una mobilità integrata, altrimenti, realizzare ciclabili del tutto fini a se stesse, per di più quando la rete di TPL è poco,o per nulla, bike friendly,è solo un ampio spreco di risorse.

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Ennesimo incendio di un bus ATAC

Nella giornata odierna, proprio mentre il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto era impegnato nell’ennesima presentazione farsa dei nuovi bus ATAC (già in servizio dal 1 agosto) , nei pressi di Acilia, un Mercedes Citaro, matricola 6165, in servizio sulla linea 04 veniva interessato da un incendio, per fortuna senza conseguenze per i viaggiatori. Viene lecito domandarsi per quale motivo si continuano a distogliere dal servizio vetture nuove per impiegarle in discutibili iniziative che non si vedevano dai tempi dei cinegiornali dell’Istituto Luce, lasciando in servizio vetture ormai giunte a termine vita operativa. Quanto accaduto oggi è l’ennesima dimostrazione del disastro ATAC (che sicuramente si affretterà a sminuire l’incendio con toni degni della Pravda ai tempi di Stalin) : dietro la propaganda  di ATAC e Comune c’è, purtroppo,  solo un servizio in caduta verticale,fatto solo di disagi e disservizi quotidiani, come ben sanno gli utenti rimasti in città in questo periodo. Desideriamo ricordare che da inizio anno sono andate già distrutte 9 vetture per incendi.

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Comunicato Stampa – Referendum TPL Roma, CeSMoT: un risultato che premia solo Atac

3152lidocentroIl mancato raggiungimento del quorum al  referendum sul TPL romano,al di là delle varie e fantasiose interpretazioni politiche, mostra una città apatica e rassegnata. Il romano medio,sempre pronto al lamento specie sui social network, quando è stato chiamato a prendere una decisione ha ritenuto più opportuno decidere di non decidere. Indubbiamente in questo è stato aiutato da una campagna informativa abbastanza evanescente,condotta da entrambi gli schieramenti più a base di fake news che sugli effettivi argomenti del referendum, avendo come unico risultato quello di confondere le idee. E su questo dovrebbero riflettere un poco tutti: un referendum é a prescindere uno strumento di partecipazione e democrazia con il quale il cittadino è chiamato a dire la sua opinione. Non aver raggiunto il quorum ,oltre all’inevitabile spreco di soldi, rappresenta una sconfitta. Con il fallimento del referendum hanno vinto solamente le decine di dirigenti e quadri di atac che rimarranno tranquillamente al loro posto a prendere lo stipendio senza fare nulla se non burocratizzare le attività interne aziendali e a creare solo inutili costi e inefficienze,gli unici che veramente potevano correre rischi,visto e considerato che chiunque avesse vinto una gara per i servizi di tpl avrebbe avuto obbligo di assumere il personale operativo. Per il futuro,come CeSMoT, continuiamo a ritenere opportuno una messa a gara dei servizi in maniera intelligente, con lotti di linee omogenei e alcuni obblighi di partecipazione,considerando anche che le norme europee invogliano a farlo e che laddove si mette a gara il tpl vengono erogati fondi aggiunti da parte del ministero. Solo così si potrà avere un trasporto efficace ed efficiente, adeguato ad una capitale europea.

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Comunicato Stampa – CeSMoT, con B+ finalmente in ATAC arriva il progresso

3152lidocentro“Quando nel resto del mondo si iniziano a sperimentare nel campo del tpl le tecnologie del futuro a Roma finalmente usciamo dal medioevo. Dopo aver scoperto,con B+, il nuovo sistema di acquisto biglietti, le nuove tecnologie integrate di bigliettazione e pagamento telematico e dematerializzato, già in uso da anni in altre città tra cui Milano,finalmente forse il nuovo management atac scoprirà anche che per fare trasporto pubblico servono bus. E magari moderni, ecologici e capienti. Poi, forse dopo, si potrà accennare ai fondamenti di tram e metropolitane. Se il Presidente Simioni pensa che basti dematerializzare i titoli di viaggio per fidelizzare la “clientela” ed aumentare i ricavi vuol dire allora che fino ad ora non é stato messo al corrente della situazione prossima al collasso del TPL romano,che soffre di una cronica carenza di vettura nonché di una generale obsolescenza del parco attuale mezzi. Come CeSMoT attendiamo perciò passi concreti per un rilancio del TPL romano”

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Comunicato Stampa – Roma, CeSMoT: preoccupati per futuro TPL ATAC

6021_01ducadigenovaNonostante la recente riduzione “d’ufficio” delle corse autobus voluta dall’attuale giunta comunale più per demagogia che per reale volontà di rilanciare il servizio, il futuro per il servizio di superficie su gomma di ATAC non è affatto roseo, nonostante il quotidiano e virtuoso impegno del personale delle rimesse per mettere in strada più vetture possibili. Dai dati in nostro possesso ( vedi file :elenco_bus) a fronte di una dotazione di circa 2900 vetture (alle quali vanno sommati circa 380 furgoni), il parco potenzialmente atto al servizio ammonta a 1978 vetture circa, con un saldo negativo di oltre 500 vetture. Se esaminiamo nel dettaglio, già nel segmento dei 18 metri, a fronte di 240 vetture radiate, ne sono arrivate solo 131, mentre per i 12 metri abbiamo avuto 146 vetture già radiate, 602 di prossima radiazione e solamente 206 vetture arrivate (irisbus citelis Roma 12) a cui si dovranno aggiungere le 150 vetture acquistate dalla precedenti amministrazione e promesse in prossimo arrivo dall’attuale assessore. Una goccia nell’immenso mare  che lascia seri interrogativi sul futuro del TPL gestito da ATAC, futuro che diventa ancora più nebuloso se consideriamo la cronica mancanza di vetture corte da 9 metri (129 teoricamente atte al servizio) di cui non è prevista a breve alcuna sostituzione e la necessità di rinnovare il parco tramviario e filoviario. Come CeSMoT, stante la più volta strombazzata volontà dell’attuale amministrazione di mantenere ATAC “pubblica” impedendo l’arrivo a Roma di eventuali nuovi gestori, ci domandiamo quali siano le iniziative previste per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini. In questi 100 giorni abbiamo purtroppo solo ascoltato scuse patetiche e scaricabarile demagogici su di chi fosse la colpa dell’attuale crisi ATAC,e, la scellerata e pretestuosa rinuncia alle Olimpiadi ha potenzialmente privato la città di futuri stanziamenti che potevano essere utilizzati per ammodernare e potenziare le reti di trasporto pubblico. Riteniamo che più che pensare demagogicamete al passato sia urgentemente necessario reperire i fondi necessari ad un rinnovo della flotta su gomma autofilotramviaria di ATAC ed al suo salvataggio, portando contestualmente a completamento il piano di revisione della rete di superficie che permetterà di ottimizzare i percorsi. La lotta all’inquinamento si può fare solo incentivando il TPL: solo così si potranno instaurare dei comportamenti virtuosi che porteranno Roma ad essere alla pari di altre capitali europee.

 

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CeSMoT, favorevoli a Roma 2024 solo con investimenti a favore tpl

9220_3emanuelefilibertoIl dibattito sull’opportunità o meno di proporre Roma come città candidata alle Olimpiadi del 2024,animato più da questionin ideologiche che pratiche,non tiene finora assolutamente in considerazione quali e quanti investimenti fare nel TPL, incentrando tutto sugli impianti da realizzare e sulle “location” delle gare. Come CeSMoT siamo favorevoli alla candidatura olimpica se e solo se gli investimenti riguarderanno infrastrutture per la città. Altre cattedrali nel deserto raggiungibili solo con la macchina lungo una strada a due corsie e senza parcheggi, non servono e ne abbiamo già abbastanza. Quindi, si alle olimpiadi SOLO se gli investimenti riguarderanno il tpl. Se invece il programma  riguarda SOLO realizzare impianti restiamo assolutamente contrari,vista anche esperienza dei Mondiali di Nuoto. Ovviamente fare  investimenti nel tpl non vuol dire fare ad esempio una preferenziale in mezzo al prato fino a tor vergata,dove.si prevede il Villaggio Olimpico,ma vuol dire farci arrivare una metropolitana,come ad esempio il prolungamento come metropolitana leggera della Roma -Giardinetti. Prima di pensare alla realizzazione degli impianti, occorre realizzare le infrastrutture: solo così evento Olimpico potrà essere occasione di crescita per la città. Le tante criticate Olimpiadi del 1960,hanno si comportato la soppressione di numerose linee tramviarie (ma si trattava di percorsi in gran parte ormai superati,risalenti alla riforma del 1929) ma hanno lasciato in eredità alcuni importanti assi viari ed in generale un rinnovamento del tpl. E,probabilmente,se non si fosse stati in pieno boom aitomobilistico,avrebbero lasciato in eredità anche nuovi collegamenti su ferro. Riteniamo che se il Comitato Organizzatore ed il.Governo mettano nero su bianco precisi impegni in tema di tpl,l’amministrazione comunale non debba farsi sfuggire occasione,fermo restando che devono essere progetti immediatamente cantierizzabili e da realizzarsi a prescindere se Roma verrà scelta o meno. Altrimenti conviene disimpegnarsi ed evitare cattedrali nel deserto ed ulteriori colate di cemento

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Comunicato Stampa – Trasporti, CeSMoT: bene stanziamento fondi TPL da parte Regione Lazio ma occorre lavorare a revisione reti ed integrazione tariffaria

TAF41_vignadivalleLa notizia del recente trasferimento di fondi per il TPL da parte della Regione Lazio a Roma Capitale ed agli altri comuni della regione è senza dubbio una notizia alquanto positiva in quanto costituisce una bocca d’ossigeno in un settore da sempre caratterizzato da cronica mancanza di risorse finanziare e, nel medio periodo, permetterà importanti interventi migliorativi come il rinnovo del parco mezzi. Tuttavia resta irrisolta l’annosa criticità  generata da sovrapposizioni di vettori e mancata integrazione tariffaria con i servizi locali, che genera, di fatto, inefficienze e spreco di risorse. Basti pensare ad alcuni eclatanti esempi come la direttrice Ostia – Torvaianica, servita sia dal Comune di Roma, per mezzo di ATAC, che dal Comune di Pomezia, tramite la Società Troiani, affidataria dei servizi di TPL, ove non esiste reciproco riconoscimento dei titoli di viaggio, oppure alla direttrice Anagnina – Ciampino servita da due vettori regionali, ATRAL e CoTraL, uno del comune di Roma, linea ATAC 515, e dal comune di Ciampino con i mezzi di Schiaffini, affidataria dei servizi di TPL. Senza dimenticare tutti quei comuni dove è praticamente impossibile avere informazioni sui servizi di TPL per la totale mancanza di indicazioni, a partire dai portali internet istituzionali (a titolo d’esempio, Atina in Provincia di Frosinone)

Per questi motivi, in ottica anche di incentivo all’uso del TPL, riteniamo come CeSMoT che sia necessario da parte della Regione, e din particolare dell’Assessore Civita  un impegno concreto, anche attraverso l’Agenzia AREMOL, al fine di estendere l’integrazione tariffaria dell’attuale e superato sistema Metrebus a tutti i servizi di TPL del Lazio nonchè alla revisione, in collaborazione con le provincie, la città metropolitana ed i comuni interessati, delle reti di TPL, eliminando tutte le sovrapposizioni di servizi e favorendo la creazione di servizi integrati, gestiti in tandem dalle varie società.  Urgente infine è anche una maggiore attenzione nel rispetto da parte di Trenitalia degli standard previsti dal contratto di servizio ed un concreto impegno per il miglioramento dell’offerta ferroviaria.

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Comunicato Stampa – CeSMoT: bene stanziamento fondi per cura del ferro ma preoccupa assenza progetti per ferrovia Roma – Giardinetti

823_casilina_togliattiApprendiamo con viva soddisfazione il recente stanziamento di 1,4 mld di euro da parte del governo per la città di Roma, parte dei quali saranno destinati al rilancio e potenziamento del trasporto su ferro. Se da un lato è una buonissima notizia sapere che finalmente, dopo anni di immobilismo, vengono stanziati fondi per il tpl romano con i quali potranno essere realizzati interventi per ammodernamento e potenziamento delle ferrovie Roma – Civita Castellana – Viterbo e Roma – Lido di Ostia, ci preoccupa, e non poco la totale assenza di progetti ed investimenti verso la ferrovia Roma – Centocelle – Giardinetti, erede della Roma – Fiuggi – Frosinone,  che proprio quest’anno si appresta a spegnere le 100 candeline di onorato servizio. Mentre infatti ci si appresta a celebrare un centenario all’insegna della “nostalgia” , tale linea continua a pagare il totale e completo disinteresse dell’ente proprietario, ovvero la Regione Lazio, che sembra averla abbandonata a se stessa, in attesa che siano altri soggetti, come la futura amministrazione comunale capitolina,a decidere cosa farne. Allo stato attuale quella che potrebbe essere una importante direttrice su ferro, a servizio dei popolosi quartieri della Casilina,presenta un esercizio ibrido, ovvero un treno che in realtà segue i regolamenti tramviari ed un parco rotabili che nonostante gli interventi di ammodernamento ha oltre 60 anni di servizio ed è totalmente inaccessibile per disabili e chiunque abbia difficoltà a camminare. Inoltre, da quando lo scorso agosto ATAC ne ha deciso l’attestamento temporaneo a Centocelle in ottica di evitare sovrapposizioni con la Metro C, non solo non si è più realizzata la prevista stazione di interscambio all’altezza della Togliatti, ma si continua a navigare a vista, senza idee per il futuro. Un poco come avvenne in fase di ricostruzione: prima si realizzò la nuova infrastruttura per la “ferrovia” , poi si decise che si sarebbe dovuta utilizzare per la metro C rifacendo da zero gran parte delle opere, con conseguente spreco di soldi pubblici, o come è stato fatto per l’attestamento a Giardinetti, dopo 10 anni abbandonato. Come CeSMoT riteniamo indispensabile che da parte della Regione si faccia definitivamente chiarezza su quale debba essere il futuro della linea, che a nostro giudizio necessita la trasformazione in tramvia ed integrata nella rete urbana ATAC , così come anche previsto nel Ferrotramviario Rapporto 1.0 redatto tempo fa da Roma Servizi per la Mobilità e che rappresenta un valido strumento a cui fare riferimento. Proseguire con questa situazione ibrida avrà come unica conseguenza solo quello di una lenta agonia della linea, fino alla sua soppressione. Per questo riteniamo che una delle priorità del futuro sindaco sia quella di perfezionare il passaggio dell’infrastruttura al Comune: solo così la linea potrà essere potenziata ed ammodernata, magari realizzando il prolungamento verso Tor Vergata, rispondendo adeguatamente alla forte domanda di trasporto.

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Comunicato Stampa: CeSMoT, Roma – TPL sia al centro dei programmi del futuro sindaco

9220_3emanuelefilibertoCon il recente deposito delle liste elettorale è entrata ormai nel vivo la lunga “maratona” elettorale che nel mese di giugno porterà Roma ad avere un nuovo sindaco. Tuttavia, con vivo rammarico, dobbiamo constatare che finora da parte degli aspiranti sindaco, spesso troppo impegnati a polemizzare tra loro, si è parlato poco e niente del trasporto pubblico, e, quando lo si è fatto, sono state illustrate proposte che definire fantasiose e bizzarre, vedi la “funivia di boccea” , è dir poco. Riteniamo, come CeSMoT, che il futuro sindaco di Roma debba avere come priorità quella del rilancio della cura del ferro per la capitale,vigilando, in primis, sul rispetto del cronoprogramma per l’apertura della tratta Lodi – San Giovanni e San Giovanni – Colosseo – Venezia della Metro C. Urgente è anche, a nostro giudizio, definire il futuro delle ferrovie regionali strategiche per la mobilità dei cittadini.  Per la Termini – Centocelle – Giardinetti, occorre con la massima urgenza deciderne il futuro, con la trasformazione in tramvia ed ammodernamento della tratta attualmente aperta all’esercizio ed una rapida decisione su come realizzare l’auspicato prolungamento verso Tor Vergata, ovvero riutilizzando parzialmente la tratta sospesa all’esercizio Centocelle – Giardinetti oppure attraverso un  nuovo tracciato a servizio della zona di Via dei Romanisti. Per la Roma – Lido, anche in relazione al futuro stadio della Roma che si realizzerà a Tor di Valle, occorre invece proseguire verso la trasformazione in vera metropolitana, operando contestualmente un massiccio rinnovo del materiale rotabile. Rinnovo del materiale rotabile necessario anche per la terza ferrovia, la Roma – Civita CAstellana – Viterbo, per la quale è però imprescindibile operare in sinergia con la regione Lazio. La cura del ferro, sempre a nostro giudizio, non può e non deve tralasciare il rilancio di tram e filobus, mezzi ecologici per eccellenza, espandendo la rete attuale. Occorre prendere esempio da altre città italiane ed europee che negli ultimi anni stanno seriamente investendo su un TPL efficace ed efficente. Roma non può e non deve rimanere indietro. Auspichiamo perciò che, chiunque sarà il nuovo sindaco, sappia raccogliere il ns appello e lavori per una nuova era della mobilità

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