Trasporti, CeSMoT: plaudiamo a parole ministro Delrio, ma ora attendiamo fatti concreti per la cura del ferro

luna800x600Le dichiarazioni del Ministro Delrio, durante l’odierna commissione ambiente della Camera, ci lasciano ovviamente soddisfatti. Da sempre sosteniamo che la lotta all’inquinamento si deve fare attuando una radicale cura del ferro nelle città italiane, unico rimedio al “mal di traffico” . Tuttavia, vorremmo ricordare al Ministro che non è tutto oro quello che luccica. Infatti molte regioni, negli ultimi tempi, sono andate nettamente in controtendenza, sopprimendo, invece di potenziare, il trasporto su ferro. Desideriamo ricordare, tra tutte il Piemonte, con i suoi numerosi Km di linee soppresse, la Valle d’Aosta, che con scuse pretestuose,  ha da poco chiuso la Aosta – Prè Saint Didier o la Regione Abruzzo, che ha trasformato un collegamento strategico come la Sulmona – Carpinone  in una specie di plastico ferroviario in scala 1:1 dove portare solamente i turisti in gita con i treni storici, la stessa regione che ha finanziato i lavori di unificazione delle due stazioni di Castel di Sangro, entrambe poste su linee chiuse al traffico viaggiatori. Concordiamo pienamente con il Ministro quando dice che “a Roma c’è un utilizzo triplo di auto rispetto alle altre capitali europee dove si tende a ridurne l’uso” ma forse il Ministro ignora il totale disinteresse di Comune e Regione verso la cura del ferro. A Roma non solo non si realizzano nuove linee di tram, non solo si impiegano “ere geologiche” per aprire una metropolitana “monca” che non interscambia con niente, ma si è vergognosamente chiuso un collegamento strategico su ferro come la ferrovia Roma – Giardinetti, assecondando i “ditkat” dell’azienda di trasporto che millantava presunte sovrapposizioni con la nuova metropolitana, lasciando interi quartieri senza un indispensabile ed ecologico collegamento su ferro. E gli esempi, in tutta Italia, potrebbero essere, purtroppo, numerosi. Noi, come CeSMoT, chiediamo perciò al Ministro, che a queste bellissime parole a favore della cura del ferro, seguano rapidamente fatti concreti, che il Ministero si faccia promotore di una rinascita del trasporto su ferro in Italia, prendendo come esempio quelle città virtuose, come Palermo, che hanno rimesso il tram al centro del loro sistema di mobilità. . Leggiamo anche dell’impegno, insieme ad RFI, a collegare oltre che gli Aeroporti, i porti. Peccato che nel corso degli anni sia stata proprio RFI, insieme a Trenitalia,  a sopprimere sistematicamente numerosi collegamenti portuali, vedi ad esempio Olbia, Venezia, Salerno, Brindisi, Ancona o Civitavecchia. Non vorremmo perciò che tutte le belle parole del Ministro restino lettera morta: l’inquinamento si combatte solo ed esclusivamente con una seria e concreta politica di rilancio del trasporto su ferro.

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Atac: Card Over 70 anno 2016, come averla o rinnovarla Per cittadini romani con 70 anni compiuti ed ISEE inferiore o pari a 15 mila €

6021_01ducadigenovaL´Amministrazione Capitolina anche per l´anno 2016 rinnova la concessione dell´agevolazione Over 70, che consente di utilizzare gratuitamente i servizi di trasporto pubblico ai cittadini residenti a Roma Capitale che abbiano compiuto 70 anni, al momento della presentazione della domanda, e dispongano di un reddito, conteggiato con le modalità di calcolo ISEE, non superiore a 15.000 euro. Gli interessati al rinnovo dell´agevolazione speciale per il 2016, potranno recarsi dall’1 gennaio presso le biglietterie di ATAC S.p.A., di seguito indicate, presentando la certificazione ISEE in corso di validità, rilasciata da CAF o sedi e agenzie INPS e compilando l´apposito modulo disponibile presso le biglietterie Atac. Si evidenzia che la card Over 70 valida per il 2015 non potrà più essre utilizzata a partire dal 1° gennaio 2016 e che non sarà possibile rilasciare nuove card o rinnovare il titolo dopo il 31 di marzo 2016, data ultima stabilita per la concessione di tale agevolazione.

I cittadini interessati al primo rilascio dell´agevolazione speciale Over 70, per l´anno 2016, non in possesso della card ricaricabile, che abbiano compiuto il settantesimo al momento della presentazione della domanda, possono recarsi presso una delle suddette biglietterie e compilare il modulo di richiesta allegandovi, oltre alla certificazione del reddito ISEE (nuovo ISEE), la copia del documento d’identità; il personale della biglietteria, verificati i predetti requisiti minimi (residenza a Roma, età anagrafica, reddito ISEE) provvederà alla predisposizione ed alla consegna della tessera Over 70 per la libera circolazione sulla rete del trasporto pubblico locale.

Biglietterie Atac:

  • Metro A: Battistini, Ottaviano, Lepanto, Anagnina;
  • Metro B: Ponte Mammolo, Termini, Eur Fermi, Laurentina;
  • Metro B1: Conca D´Oro;
  • Ferrovia Roma-Viterbo: Flaminio
  • Ferrovia Roma-Lido; Porta San Paolo

Orario di apertura al pubblico:

  • dal lunedì al sabato: dalle 7.00 alle 20.00;
  • domenica e festivi: dalle 8.00 alle 20.00;

Si ricorda che la suddetta agevolazione speciale Over 70 riguarda esclusivamente la circolazione sulle linee del trasporto pubblico locale (bus, filobus, tram, metropolitane A, B, B1 e C e ferrovie regionali Roma-Lido, Roma-Giardinetti e Roma-Civitacastellana-Viterbo tratto urbano) . In caso di furto o smarrimento il duplicato della tessera Over 70 potrà essere richiesta presso le biglietterie ATAC S.p.A. previa presentazione della denuncia all´Autorità Giudiziaria, ovvero autocertificazione, e rimborso dei costi amministrativi pari a € 7,00.

Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero 060606

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Trasporti, CeSMoT: Un 2015 con poche luci e molte ombre per il TPL romano

7101_collpmgQuesto 2015 ormai al termine, con Roma, assediata dall’inquinamento e vessata da inutili provvedimenti palliativi (targhe alterne) sarà ricordato come un anno, in tema di TPL, con poche luci e molte ombre. Il principale dato positivo, da ricordare, è l’apertura, in fortissimo ritardo, della prima tratta della linea C della metropolitana, da Pantano a Lodi, opera attesa da anni, strategica per la mobilità del quadrante sud, ma destinata  a portarsi dietro la coda di polemiche, di indagini penali e mostruosi ritardi rispetto al programma dei lavori prestabilito. Con il risultato che la metropolitana ancora non è arrivata a San Giovanni, importante nodo di scambio con la linea A della metropolitana, e che dovremo attendere ancora anni per vederla arrivare fino a Colosseo, auspicando che l’eventuale prolungamento oltre questa stazione venga accuratamente riprogettato, abbandonando l’inutile percorso verso Chiesa Nuova ed Ottaviano. L’altra parziale buona notizia, grazie anche all’effetto Giubileo, è l’inizio dei lavori per la riapertura della prima tratta dell’anello ferroviario, da Valle Aurelia a Vigna Clara. Dopo anni di progetti, di opere usa e getta realizzate per i famosi mondiali di calcio del 1990 e poi abbandonate, la montagna partorirà il famoso topolino, con i treni che nell’anno che verrà torneranno a circolare fino a Vigna Clara, senza alcuna certezza sulla realizzazione dei tratti mancanti, Vigna Clara – Tor di Quinto – Nomentana e Vigna Clara – Pineto – Roma Aurelia, e con il serio rischio che, finito l’effetto trainante del Giubileo, le opere vengano nuovamente abbandonate, un poco come è successo per la fermata di Val D’Ala, dimenticata dalla Regione Lazio. Ultimo barlume di luce, l’arrivo e l’inizio dei collaudi dei nuovi filobus BredaMenariniBus, destinati alla costruenda filovia laurentina, opera funestata varianti di progetto, ritardi e dalla corruzione. Se come sembra alcune vetture verranno impiegate sulla linea 90, in supporto agli attuali Solaris Trollino, le possibilità di rivedere la linea completamente esercitata con ecologici filobus potrebbero diventare concrete. Positivo, ma riguarderà marginalmente i pendolari romani, sarà il piano si rinnovamento della flotta autobus intrapreso da CoTraL, che permetterà finalmente, a quanti si recano a Roma per studio o per lavoro, di viaggiare su mezzi moderni e confortevoli. A fronte di queste poche luci, tante sono le ombre che pensano su questa annata. La più evidente resta la scandalosa ed inconcepibile sospensione della tratta ferroviaria Centocelle – Giardinetti, decisa arbitrariamente dall’ATAC, con l’avallo della Regione Lazio ed il colpevole silenzio della ex amministrazione comunale, in maniera quasi carbonara in piena estate, con la città in vacanza. Tale scelta, come noto, ha de facto privato alcuni quartieri di un valido ed efficiente collegamento su ferro. Al posto del treno, inquinanti autobus. I picchi di inquinamento atmosferico nascono anche da queste scelte poco sagge . Ombre, e non poche, anche sulla altre due ferrovie regionali gestite, non proprio al meglio, sempre da ATAC: sulla Roma – Lido i disagi ed i disservizi, dovuti alla scarsa disponibilità di materiale rotabile nonchè dall’eccessiva vetustità di esso, potrebbero terminare se ,come sembra, andrà in porto l’affidamento del servizio ai francesi di Trans Dev la quotidiana via crucis dell’utenza potrebbe terminare,ma, nell’attesa, i problemi della linea restano irrisolti e , almeno nel medio periodo, il rischio per gli utilizzatori di dover convivere con i disservizi non è poi così remoto. Futuro incerto anche per l’ultima delle tre ferrovie regionali gestite da ATAC, ovvero la Roma – Civita Castellana – Viterbo, dove il nuovo orario varato alcuni mesi fa da ATAC ha, di fatto, peggiorato il servizio, specie con l’introduzione delle corse automobilistiche, spesso e volentieri vengono effettuate con vetture inadatte al tipo di servizio, e dove non si vede l’ombra di un progetto per il rinnovamento del materiale rotabile, che, specie quello urbano, viaggia ormai sui 20 anni di servizio

Notte fonda anche per la rete di superficie: andata deserta la gara per l’acquisto di nuovi autobus per ATAC, e svanita anche la possibilità che arrivassero gli autobus cinesi, si continua a fare servizio con un parco vetture che inizia a mostrare i seni dell’età e dell’intenso uso. Notte fonda anche per la rete tramviaria: tutti i progetti di estensione della rete sono rimasti sulla carta, ancora persiste l’assurda situazione della linea 3 esercitata per un parte con tram e per la restante con autobus, ed anche qui, il parco mezzi avrebbe necessità di un radicale rinnovamento.

Invertire il trend negativo non è certamente un processo rapido ed immediato, e siamo consapevoli che l’attuale limbo amministrativo in cui giace l’amministrazione comunale non semplifica le cose, però riteniamo che il Commissario Tronca, libero da qualsiasi condizionamento politico  e svincolato dalle logiche di partito , possa e debba dare il via alla rinascita del TPL cittadino, tracciando una strada che servirà da guida per il “sindaco che verrà” . Se si vuole realmente combattere l’inquinamento occorre necessariamente mettere da parte provvedimenti inutili e demagogici come targhe alterne o blocchi del traffico ed intraprendere una virtuosa strada di rilancio del TPL, somministrando a Roma quella famosa “Cura del Ferro” da anni annunciata ma mai seriamente attuata . Ma, per far si che ciò avvenga, occorre lo sforzo di tutti i soggetti, a partire dal Governo, che deve garantire alla città i necessari stanziamenti, passando per Regione Lazio e Città Metropolitana fino ad arrivare alle forze politiche, le quali, con grande senso di responsabilità, devono finalmente essere consapevoli che il TPL è un bene di tutti e non può e non deve essere ostaggio di lotte politiche il cui unico scopo è il no a priori solo per “accaparrarsi” il voto degli “scontenti”

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CeSMoT: 32 anni senza Roma – Fiuggi

471-113serroneCon l’OdS dell’allora AcoTraL N° 349 del 9 dicembre 1983 si metteva la parola fine sulla ferrovia Roma – Fiuggi disponendo la sospensione , “fino a nuovo avviso” , dell’esercizio tra San Cesareo e Fiuggi a partire dal successivo 27 Dicembre. La sospensione, imposta dal Ministero, sotto certi aspetti metteva fine all’agonia di una linea che versava in condizioni a dir poco critiche: poco tempo prima, un sopralluogo dell’USTIF, aveva imposto pesanti rallentamenti, anche a 30 Km/h, sulle tratte ancora armate con binari da 27,5 Kg/m e la linea era, di fatto, limitata alla stazione di Cave a causa di una frana. A distanza di 32 anni dalla chiusura, con la linea ormai ridotta alla sola tratta Laziali – Centocelle a causa di una sconsiderata decisione di ATAC, con il forte dubbio se si riusciranno a festeggiare nel 2016 i 100 anni di esercizio, se paragoniamo il tracciato della linea con altre illustri ferrovie, come ad esempio il Bernina, è molto forte il rimpianto per ciò che si poteva fare e non si è fatto. Anni trascorsi senza un’idea per il futuro, con investimenti ridotti allo stretto indispensabile e mancate promesse di ammodernamento portarono all’inevitabile epilogo ed alla perdita di una infrastruttura, trasformata parzialmente in pista ciclabile dalla dubbia utilità, che da un lato poteva ancora giocare un ruolo per i collegamenti su ferro, dall’altro avrebbe potuto rivelare ampie potenzialità turistiche, specie nella tratta montana. Ora più che mai, dopo tutte le occasioni perdute ed i soldi spesi (vedi l’ammodernamento della tratta Torrenova – Pantano poi ricostruito da zero a causa delle varianti al progetto per la Metro C o la nuova stazione di Giardinetti buttata alle ortiche dopo neanche 10 anni) riteniamo occorra decidere in fretta il futuro di ciò che resta della linea che, nonostante gli anni,  mostra ancora enormi potenzialità e che, se ammodernata nell’infrastrutture e nei mezzi, potrebbe giocare un ruolo chiave per la mobilità del quadrante Roma Sud, magari con un auspicabile prolungamento da Giardinetti verso Tor Vergata o magari realizzando anche un collegamento di tipo tramviario tra Pantano Borghese Metro C e San Cesareo.  I progetti, sulla carta, non mancano, ma resta forte il dubbio che ci sia la reale volontà di passare dalle parole ai fatti, specie dopo avere osservato, con rammarico, l’assurdo silenzio della Regione Lazio sul futuro della linea. Per quanto riguarda il passato, inutile, purtroppo, piangere sul “latte versato” e chiedersi cosa sarebbe potuta essere la linea se…

I dubbi su cosa sarebbe potuto succedere con più investimenti, su cosa sarebbe potuto succedere se l’allora ACoTraL avesse davvero intrapreso i lavori richiesti dal Ministero, se fosse andato in porto il piano di ammodernamento proposto negli anni ’80, su cosa sarebbe potuto succedere senza le frane che prima tagliarono la linea tra Genazzano e Fiuggi e poi tra Pantano e San Cesareo…sono dubbi molto affascinanti, ma la storia non si fa con i se e con i ma e queste risposte purtroppo resteranno senza risposta. L’unico dato di fatto è che la tratta Torrenova – Pantano è stata salvata, ammodernata ed ora è diventata una moderna metropolitana, che, nonostante ATAC, esiste ancora la tratta Giardinetti – Roma Laziali e che si è conservata la memoria della linea sia con la realizzazione del museo ferroviario nella ex stazione di Colonna, sia con il restauro del locomotore 1 esposto presso il Polo Museale di Porta San Paolo. Occorre prendere esempio dalla storia e non ripetere gli errori del passato: Roma non può permettersi la perdita di ulteriori Km di ferrovia, ed il progetto di ATAC di limitare definitivamente ciò che resta della linea nei pressi della stazione di Centocelle altro non farebbe che far perdere, definitivamente, una importante infrastruttura ferroviaria.

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CeSMoT, necessario riaprire Ferrovia Termini – Giardinetti almeno fino al 2018

820_pontecasilinoLa recente notizia di un possibile slittamento dell’apertura dell’interscambio tra la metro A e la metro C a San Giovanni non prima del 2018, come risulta dagli ultimi bollettini di Roma Metropolitane, evidenzia ulteriormente l’importanza che la ferrovia Roma – Giardinetti ricopre per garantire il collegamento diretto tra il quadrante lungo la via Casilina (anche i quartieri già serviti dalla linea C) e la stazione Termini.  Con la scellerata ed assurda chiusura della tratta terminale operata da ATAC tra Centocelle e Giardinetti attuata i primi giorni di agosto, e questa notizia allarmante di un rinvio per il nodo di san Giovanni, i cittadini romani che scelgono di usare la terza linea metro della capitale vengono relegati DEFINITIVAMENTE a cittadini di serie B, isolati dal resto della città e costretti ad estenuanti e scomodi cambi con poco frequenti bus per poter portare al termine il loro, a questo punto davvero, faticoso viaggio. A tutto ciò si aggiunge che attualmente non esiste alcun accenno dei tanto sbandierati lavori per la realizzazione del nuovo terminale ferroviario di Parco di Centocelle che potrebbe servire, seppur in parte, a garantire un minimo di comodo interscambio tra la Metro C e la Ferrovia Termini – Giardinetti.

Inutile a questo punto continuare a lamentarsi se i romani preferiscono non utilizzare la Metro C, se nei loro confronti vengono applicate con costanza decisioni trasportistiche tali da renderla di fatto avulsa o inutile, come in primis le due linee bus 106 e 107 che con la Metro C condividono integralmente tutto il percorso e tutte le fermate.

L’amministrazione di Roma Capitale, il sindaco Marino e l’assessore Esposito intervengano pertanto rapidamente per ripristinare la ferrovia fino a Giardinetti, senza dare ascolto alle fantasiose giustificazioni di chi ha deciso di sopprimere una linea portante su ferro unicamente per sovrapporci due linee bus totalmente inefficienti. Sono i cittadini di ROMA, elettori, che lo chiedono a gran voce. Il futuro della politica romana dipende anche da queste scelte.

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Comunicato Stampa: CeSMoT, con arrivo nuovi treni Swing Toscana si dimostra ancora una volta regione virtuosa in tema di TPL

atr220Mentre alcune regioni sopprimono o hanno soppresso il servizio ferroviario sulle linee “minori” (come il Piemonte o la Campania) ed altre proseguono nella loro sonnolenta apatia (vedi ad esempio Lazio o Abruzzo), la regione Toscana “cambia musica” e si dimostra sempre più virtuosa in tema di TPL investendo nel trasporto su ferro. L’arrivo dei nuovi treni Swing, presentati oggi in Garfagnana, dimostra la volontà dell’amministrazione regionale di rilanciare e potenziare il trasporto ferroviario, anche sulla tratte  che, a torto, in passato sono state considerate minori. Nel fare i complimenti al Presidente Rossi ed all’Assessore Ceccarelli, che seppur in un momento di crisi economica come questo hanno compreso l’importanza del TPL investendo risorse economiche per migliorare gli spostamenti dei loro cittadini (ricordiamo anche il recente rinnovo delle flotte autobus di Arezzo, Piombino e Siena), auspichiamo che i loro omologhi colleghi di altre regioni prendano esempio da loro, tornando ad investire sulla ferrovia, riaprendo tutte quelle tratte fin troppo frettolosamente chiuse ed impedendo il declino di altre linee secondarie. Pensiamo ad esempio alla Sulmona – Carpinone o alla Priverno – Terracina o alla Sacile – Gemona o alla Pinerolo – Torre Pellice, da troppo tempo ingiustamente “sospese” ma anche a quelle linee che seppure riaperte continuano ad essere in pericolo, come ad esempio la Avezzano – Roccasecca. Il treno resta il mezzo ecologico per eccellenza, e le ferrovie “minori” sono un patrimonio da salvare e potenziare. Non esistono “rami secchi” ma solo linee gestite male, con materiale spesso obsoleto,mancata integrazione con gli altri vettori ed orari che non tengono conto delle esigenze reali dell’utenza. Cambiare musica, si può.

 

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Roma, CeSMoT: Buon Compleanno Metro A, da 35 anni a servizio dei romani

482m-22La mattina del 16 febbraio 1980, 35 anni fa, iniziava,dopo anni di interminabili lavori, il servizio commerciale della Linea A della metropolitana, opera da lungo tempo attesa e su cui molti erano pronti a scommettere che sarebbe diventata l’ennesima italica opera incompiuta, mentre invece, nonostante le cassandre e la nostalgia di chi avrebbe preferito ancora continuare a servirsi dell’ormai insufficiente tramvia Termini – Cinecittà, è immediatamente diventata un asse portante e fondamentale della mobilità romana. Nel ricordare questa data, che ha radicalmente cambiato il modo di viaggiare a Roma, vogliamo rendere il doveroso omaggio a tutte le persone che prima come STEFER, poi come ACoTraL/CoTraL, poi come Met.Ro. ed ora come ATAC hanno reso e rendono possibile, con il loro lavoro, lo svolgimento quotidiano del servizio, garantendo il diritto alla mobilità di romani e turisti. E a queste persone, gli uomini e le donne della metropolitana di Roma: agenti di stazione, operai,macchinisti, personale del movimento,della direzione d’esercizio…va il nostro più sentito grazie. Come CeSMoT vogliamo approfittare della ricorrenza anche per sottolineare, con vivo rammarico come Roma paghi un enorme ritardo in termini di infrastrutture strategiche per la mobilità, come le metropolitane, rispetto ad altre realtà Europee,e che , non solo non si cantierizzano nuove opere, come ad esempio la Metro D , ma anche quelle in costruzione, come la Metro C, hanno registrato e registrano ritardi mostruosi rispetto ai crono-programmi iniziali.  Per quanto riguarda invece la Metro A ed il suo futuro, siamo ben lieti di apprendere dei progetti di ammodernamento promessi dall’Assessore Importa anche in visto del possibile appuntamento olimpico del 2025, ma più che pensare all’automazione della linea sarebbe opportuno, a nostro giudizio, reperire in tempi rapidi i fondi per iniziare i progettati prolungamenti verso nord da Battistini a Torrevecchia e verso sud da Anagnina verso Tor Vergata, che, se realizzati, avrebbero un impatto più che positivo sulla mobilità dei quartieri interessati. Senza dimenticare i necessari interventi di restyling delle stazioni, sulla falsariga di quanto già magistralmente effettuato in passato nelle stazioni di Manzoni e Termini, al fine di migliorarne accessibilità ed aspetto. Tanta strada è stata percorsa, tanta strada c’è ancora da percorrere, intanto, Buon Compleanno Metro A!

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Metro C, CeSMoT: bene apertura tratta Pantano – Centocelle , ora concentrare sforzi per completare opera

DSCN8469Dopo anni di attese e di lavori infiniti e dopo la “falsa partenza” di circa un mese fa, finalmente Roma ha la sua terza linea della Metropolitana,.La nuova ed innovativa opera, che collega Pantano Borghese, ai confini sud del territorio comunale, con Centocelle, contribuirà, e non poco, grazie anche al servizio integrativo di autobus ed alla ferrovia Roma – Giardinetti con cui interscambia,   a migliorare la mobilità degli abitanti della Casilina, offrendo loro un rapido ed ecologico mezzo per i propri spostamenti, sebbene, in questa prima fase, il ridotto orario di servizio ed il percorso ancora incompleto, limiteranno le grandi potenzialità della linea. Per questo motivo riteniamo che la data di oggi sia un punto di partenza, e che sia giunto il momento di lasciare da parte lo sciame di sterili polemiche, anche politiche,  a cui si è assistito in questi anni e di concentrare tutti gli sforzi per arrivare il più presto possibile alle prossime tappe previste, ovvero Piazza Lodi, San Giovanni e Piazza Venezia, tappe che, permettendo l’interscambio con le esistenti linee A e B della metropolitana,  renderanno l’opera completamente funzionale ed ancora più  strategica per la mobilità. Purtroppo Roma, a livello infrastrutturale, paga un enorme ritardo rispetto ad altre capitali europee, e per questo, come CeSMoT, riteniamo che si debba proseguire il percorso virtuoso di investire sul trasporto pubblico, stanziando, anche a livello statale, gli opportuni fondi sia per far si che la Metro C possa proseguire oltre Piazza Venezia, sia per realizzare nuove linee tramviarie e filoviarie che possano essere da complemento alle metropolitane. Oggi è stata scritta una nuova pagina nella storia del trasporto romano, ed i numerosi viaggiatori, tra cui numerosi bambini, che hanno affollato sin dal mattino le corse in questa prima giornata ci lasciano ben sperare che la terza linea della metropolitana sia già entrata nel cuore dei romani e che da domani ci sarà qualche cittadino in più che lascerà l’automobile in garage e si servirà dei mezzi pubblici.

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Interruzione Linea A Metropolitana: alcuni scatti delle navette sostitutive

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Entrato in servizio sulla Roma – Lido un nuovo treno con aria condizionata

MA 226 Porta San paolo

MA 226 Porta San paolo

Una buona notizia per gli utenti della ferrovia Roma – Lido di Ostia: da alcuni giorni è entrato in servizio il convoglio composto dalle MA 204+RA202+MA 203/ MA 225+ RA213 + MA 226 sul quale è stato installato l’impianto di aria condizionata. Si tratta di un piccolo ma significativo passo da parte di ATAC per migliorare le condizioni di viaggio dei numerosi utenti che scelgono questa ferrovia come mezzo per i loro spostamenti quotidiani.

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