TRASPORTI: CESMOT, “DOVE SONO I PROGETTI PER NUOVO DEPOSITO E RILANCIO DELLA RETE TRAM”

“Alcuni mesi fa si è fatto un grande parlare sulla realizzazione del nuovo deposito tram nella Capitale. Dopo aver ipotizzato negli ultimi anni diverse e svariate soluzioni, finalmente era giunto l’accordo sulla realizzazione in viale Palmiro Togliatti, nelle adiacenze del mattatoio comunale. Ad oggi però non si ha nessuna notizia sull’avvio dei lavori e viene spontaneo chiedersi dove sia finito il piano di rilancio della rete tramviaria romana che doveva partire proprio dalla nuova struttura di manutenzione e rimessaggio, mentre già si inizia a progettare lo smantellamento e il riuso dell’attuale struttura di Porta Maggiore con il rischio di trovarsi i tram parcheggiati per strada o relegati fuori servizio presso alcune rimesse bus”.
Lo dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, analizzando l’attuale situazione della rete tramviaria della Capitale e del progetto del nuovo deposito tram in viale Palmiro Togliatti.
“Comprendiamo e condividiamo pienamente – aggiunge il CeSMoT – la necessità di realizzare una nuova struttura per il rimessaggio e la manutenzione dei mezzi che attualmente sostano nell’attuale storico impianto di Porta Maggiore, aperto oltre un secolo fa ospitando i primi tram a cavalli e che a visto sostare sotto la sua tettoia tutti i modelli che hanno fatto la storia del trasporto pubblico a Roma. Con il nuovo deposito di viale Palmiro Togliatti, si potrà avere finalmente una struttura moderna e capace di ospitare sia tutti i mezzi attualmente in dotazione che i futuri tram nuovi e riammodernati che torneranno sui binari nei prossimi anni”.
“Un deposito però – analizza il CeSMoT – che verrebbe a sorgere in una posizione altamente sbilanciata rispetto alla rete tram della Capitale, ponendosi all’estremo di una delle linee radiali che collegano la periferia con il centro. Una posizione molto penalizzante che costringerebbe i tram a lunghi percorsi per le corse di uscita e di rientro e con il il rischio che, nella più banale delle ipotesi a causa di un semplice tamponamento lungo la Prenestina tra due autoveicoli in corrispondenza di un attraversamento dei binari, vedrebbe la paralisi dell’intera rete, con l’impossibilità alle vetture di tornare in deposito”.
“Per questa valutazione – prosegue il CeSMoT – e soprattutto se realmente riprende forma il progetto di realizzare nuove linee e quindi la necessità di avere maggiore disponibilità di vetture pronte ad entrare in servizio nel minor tempo possibile, è necessario riprendere in considerazione l’ipotesi di realizzare una seconda rimessa, anche di dimensioni più limitate, ma tale da garantire la sosta per le vetture delle linee più distanti dal deposito principale, quali il 2, l’8 o altri futuri percorsi. Proprio su questo argomento negli anni passati si era parlato di convertire, prima della sua chiusura, la rimessa Vittoria di piazza Bainsizza, o di trasformare l’ex deposito di Trastevere, dove il progetto è stato fermato per alcuni ritrovamenti archeologici, che negli anni successivi non hanno impedito però nella stessa area la realizzazione di un parcheggio a pagamento per gli autoveicoli privati”.
“Un deposito indispensabile quindi quello previsto su via Togliatti – conclude il CeSMoT – spunto per un rilancio del trasporto pubblico, che deve passare dal tram e dalla sua capacità di creare un sistema a rete integrato con ferrovie e metropolitane”.

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