“Con un video su facebook il Sindaco di Guidonia Montecelio, Mauro Lombardo, cerca di far chiarezza e di giustificare la dismissione dell’attuale stazione in favore di quella nuova a Colle Fiorito, più bella e più superba che pria di petroliniana memoria, nella vana illusione di placare le legittime proteste dei cittadini. L’operazione gli sarebbe riuscita, se non si fosse spinto in spiegazioni di natura tecnica, che hanno soltanto contribuito a consegnare ai social una narrazione disseminata di inesattezze e dove è difficile comprendere le motivazioni che impediscano la convivenza delle due stazioni. Forse avrebbe fatto bene, prima di parlare, a studiare la documentazione e magari capire come funzionano gli esercizi ferroviari della rete nazionale”.Così in una nota congiunta Omar Cugini e David Nicodemi, rispettivamente Presidente del Cesmot e dell’Associazione TrasportiAmo.
“In ordine sparso. Lombardo ci dice che è stata RFI a volere la chiusura e la sua ricollocazione a Colle Fiorito, quando sa benissimo, all’epoca già sedeva in Consiglio Comunale, che nella conferenza dei servizi era presente anche il Comune di Guidonia Montecelio. E dai verbali non risultano obiezioni né tanto meno si hanno notizie di suoi interventi in Aula di merito. Ci dice che la dismissione è un processo ormai irreversibile, ma si dimentica di dire che le stesse conferenze di servizi possono essere oggetto di varianti. E siccome l’iter del raddoppio e della nuova stazione è rimasto aperto per anni, passando per una successiva conferenza di servizi nel 2015, e blindato definitivamente solo il 23 gennaio 2025 con l’intesa Stato-Regione in Giunta Regionale, questa e le precedenti amministrazioni avevano gli strumenti e la possibilità per far pressioni e rivedere questa decisione. Non a caso durante una commissione trasporti di un paio di anni fa, cui abbiamo partecipato, il rappresentante Italferr disse che la coesistenza delle due stazioni non interferiva con l’opera di raddoppio né con l’esercizio. Lombardo ci dice, infine, che la FL2 non è la metropolitana di Guidonia. Altra grave inesattezza, che ignora la natura stessa della rete FL in ambito capitolino e regionale, nate negli anni ’90 grazie all’intesa tra la Regione Lazio e Roma Capitale e concepite con l’obiettivo di utilizzare l’infrastruttura ferroviaria per svolgere un servizio capillare e ad alta frequentazione, del tutto assimilabile a una metropolitana di superficie. Già nel 2000 vi erano ben 16 coppie di treni metropolitani Tiburtina – Tivoli e viceversa, a cui si aggiungevano i treni limitati proprio a Guidonia. Senza dimenticare il servizio merci che, a quanto ci risulta, serviva al cementificio”.
“Riteniamo anche fuorviante”, precisano i due Presidenti, “giustificare il sacrificio dell’attuale stazione in quanto a singolo binario. A parte che provvisoriamente la tratta Bagni di Tivoli – Guidonia resterà a binario semplice, facciamo presente al Sindaco che anche in futuro la tratta compresa tra la nuova stazione di Guidonia e Pescara resterà a semplice binario. Senza che questo possa inficiare sulla sicurezza della circolazione ferroviaria. Come del resto non inficiano sulla sicurezza la presenza dei deviatoi. Di esempi ce ne sono a decine, non solo nel Lazio. Facciamo inoltre presente che l’attuale stazione vede 8 coppie di treni da e per Roma, in aggiunta da e per Tivoli/Avezzano. E che non è assolutamente vero che non è possibile mantenere l’attuale stazione. Evidentemente il Sindaco ignora l’esistenza in ferrovia delle fermate impresenziate, quelle che svolgono servizio pubblico ma, essendo prive di segnali, non intervengono nel distanziamento dei treni. Come accade ad esempio a La Rustica. O anche, per restare sulla tratta a binario unico, ad Arsoli, Oricola o Colli di Monte Bove: tre località che un tempo erano stazioni ma che, con la famosa e famigerata ‘rete snella’, sono state declassate a fermate. Non si possono fare incroci ma i treni continuano a fermarsi”.
“Vorremmo chiedere perciò al Sindaco: perché queste tre località sono state declassate a fermate in anni recenti e per Guidonia invece no? L’elenco è lungo, tra Bagni di Tivoli e Sulmona si contano 9 impianti che hanno subìto questo destino. È per la vicinanza delle due stazioni? E no, neanche questo può reggere, vista la distanza ravvicinata tra La Rustica Città e La Rustica UIR o tra Ponte di Nona e Lunghezza. E allora, cos’è che impedisce di mantenere l’attuale stazione, ancora non lo abbiamo capito. Forse il timore che l’opera si riveli un flop colossale? Tirate le somme, si ha la sensazione che la chiusura sia più una precisa volontà politica che tecnica. Anzi, ne siamo quasi certi”.
“Noi restiamo convinti che la dismissione sia contraria a ogni logica di programmazione”, concludono Cugini e Nicodemi, “per la posizione strategica dell’attuale stazione e perché con un Comune che conta quasi centomila abitanti ed è in continua espansione urbanistica, avere due stazioni, come ne abbiamo in altri territori con minori abitanti e pendolari, garantisce un’accessibilità capillare e permette una decongestione del traffico viario. Al contrario, chiudere e unire i flussi passeggeri, per di più con una rete viaria attualmente insufficiente, significa peggiorare la qualità dell’offerta trasportistica e incrementare il traffico. Oltre a comportare la desertificazione commerciale e una svalutazione delle case. Oltretutto al danno si aggiungerà la beffa della sosta a pagamento ”.
