Comunicato Stampa – Guidonia, CeSMoT e InComune bocciano i nuovi parcheggi: “Solo un palliativo. Si riapra la storica stazione

Apprendiamo oggi che, con una delibera di giunta, l’amministrazione comunale ha approvato l’esproprio di alcuni terreni nei pressi della nuova (e isolata) stazione di Guidonia al fine di realizzare futuri posti auto gratuiti. La delibera, che arriva sorprendentemente alla velocità della luce dopo che una forza politica ha sollevato la questione, a nostro giudizio non risolve il problema di fondo. Se da un lato la mancanza di stalli gratuiti era una criticità evidente fin dall’inizio – e stupisce che non si sia intervenuti prima con RFI –, dall’altro restano due nodi cruciali. Il primo è di natura temporale: tra espropri, stanziamento fondi e lavori passeranno almeno un paio d’anni, lasciando i pendolari nel disagio attuale. Il secondo è strutturale: un parcheggio non cancella l’errore di aver spostato lo scalo in mezzo al nulla, per di più privo di servizi e di sorveglianza. Per questo, come associazioni CeSMoT ed InComune, continuiamo a ritenere che la soluzione ottimale sia la riapertura, come fermata impresenziata, della storica stazione di Guidonia-Montecelio-Sant’Angelo, proposta già sostenuta dai cittadini durante la tavola rotonda del 28 giugno e nella manifestazione di domenica scorsa.

La nostra è una battaglia di mobilità sostenibile: costringere chi abita vicino al vecchio scalo a prendere l’automobile anche solo per raggiungere il nuovo genera traffico e inquinamento. Senza contare la fascia di popolazione non automunita, oggi di fatto isolata e costretta a rinunciare al treno o ad affidarsi a randomiche ed inefficienti corse dei bus.

In attesa di incontrare l’Assessore regionale Ghera, restiamo sorpresi dal comportamento del Sindaco Lombardo che, invece di mostrarsi super partes ed ascoltare i cittadini, preferisce assecondare solo le dinamiche di alcuni partiti. Ricordiamo al Primo Cittadino che governare significa rappresentare tutti. Quasi cento persone hanno sfidato l’afa domenicale di luglio per chiedere la riapertura della storica stazione (e il doppio ci ha contattato via social e mail sostenendo la nostra battaglia): questi non sono cittadini di serie B e vanno ascoltati. Esiste un problema primario che si può risolvere senza espropri, senza ulteriore cementificazione e a costi irrisori: chiedere ad RFI la riapertura della storica stazione chiusa lo scorso 15 giugno. Le fermate impresenziate sono previste dai regolamenti ferroviari e gli adeguamenti sarebbero rapidissimi da effettuare: basterebbe, semplicemente, realizzare un marciapiede al posto del binario soppresso. Come Associazioni continueremo a metterci la faccia per difendere i diritti dei pendolari. La nostra porta era, è e resterà aperta: se il Sindaco Lombardo vorrà fissare un incontro, saremo lieti di incontrarlo per dimostrargli, dati alla mano, che riaprire la vecchia stazione non solo è possibile, ma è anche l’unica scelta logica. Non chiediamo la luna, chiediamo solo un dialogo costruttivo e propositivo.

Omar Cugini

Presidente CeSMoT

Claudio Zarro

Presidente Associazione Uniti InComune

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