«Sarà pure bella, innovativa e luccicante, come sostiene il Sindaco di Guidonia Montecelio, Mauro Lombardo, ma questo non basta a fare della nuova stazione FS – entrata in esercizio stamattina – un nodo ferroviario rispondente alla domanda di mobilità dei cittadini e del territorio». Lo dichiarano in una nota congiunta Omar Cugini (Presidente del CeSMoT), Claudio Zarro (cittadino,capotreno ed ex consigliere comunale) e David Nicodemi (Presidente dell’Associazione TrasportiAmo), al termine del sopralluogo svolto questa mattina presso il nuovo impianto ferroviario.
«Mentre la stazione storica era ed è facilmente raggiungibile a piedi, in bici o in auto tramite l’arteria principale che attraversa il cuore della città – oltre che da Montecelio o Sant’Angelo Romano grazie alle linee del TPL che effettuano capolinea proprio accanto all’impianto recentemente chiuso –, il nuovo scalo si trova invece lontano dal centro abitato ed il suo accesso è affidato a una viabilità secondaria, nello specifico a via Paolina: una strada clamorosamente deficitaria, con una carreggiata di larghezza irrisoria rispetto ai flussi di traffico che sarà chiamata a sopportare. Cosa succederà a settembre, quando scuole e attività riprenderanno a pieno regime? Nel corso del sopralluogo è poi emerso un altro tema finora sottovalutato: quello della sicurezza. Come sarà garantita l’incolumità dei pendolari, considerata la posizione isolata dello scalo?
Altro discorso spinoso è quello dei parcheggi. Tralasciando il fatto che, sulla linea FL2 Roma-Tivoli, solo in questa nuova stazione la sosta è a pagamento. Sebbene sia comprensibile che RFI cerchi di recuperare le spese per la realizzazione della strada d’accesso e del piazzale (come già avvenuto in altre realtà), basta una rapida consultazione del sito di FSPark – la società del gruppo FS che gestisce le aree di sosta ferroviarie – per verificare che i precedenti riguardano o grandi stazioni (come Roma Termini o Roma Tiburtina) o realtà in cui, nelle immediate vicinanze, sono disponibili ulteriori parcheggi gestiti dal Comune (che incassa i proventi delle strisce blu).
Nel caso di Guidonia, invece, i soli 80 stalli gratuiti – vanto del Sindaco Lombardo – si trovano a circa 850 metri dall’ingresso della stazione. Per di più, il tragitto si sviluppa lungo un percorso privo di alberature o pensiline che permettano di ripararsi dalla pioggia o dal sole cocente. Chi avrà la sfortuna di trovare questi posti esauriti (e 80 stalli si riempiono rapidamente) sarà costretto a pagare un euro all’ora, oppure sei euro per l’intera giornata. Un costo aggiuntivo non indifferente, che finirà per gravare su lavoratori e studenti. A peggiorare il quadro, allo stato attuale non vi sono conferme ufficiali da parte di ASTRAL (gestore del già deficitario servizio dell’UdR Valle dell’Aniene) o di Cotral circa l’attivazione di corse bus che transitino nei pressi o davanti alla nuova stazione.
Come tecnici e rappresentanti del territorio, ci siamo fatti portavoce delle concrete necessità della popolazione e degli utenti della linea. Avremmo auspicato un canale di comunicazione diretto con il Sindaco e la giunta, attraverso una convocazione formale o una partecipazione al tavolo di confronto, per individuare una strategia condivisa anziché avallare una scelta che rischia di privare il centro urbano di un servizio essenziale. Al contrario, le risposte fornite dall’amministrazione comunale nel Consiglio del 2 luglio in merito alla chiusura della vecchia stazione non appaiono supportate da reali vincoli tecnici. Il Sindaco ha persino preferito lanciare accuse immotivate di strumentalizzazione politica, tirando in ballo un partito che non era affatto presente alla Tavola Rotonda del 28 giugno; un incontro che ribadiamo essere stato esclusivamente tecnico, apolitico e promosso dalle associazioni del territorio.
Poiché il Sindaco Lombardo continua a sottrarsi al confronto – concludono Cugini, Zarro e Nicodemi –, preferendo affidare le proprie considerazioni ai social network (dove i commenti sono disabilitati) o a monologhi in Consiglio comunale, abbiamo deciso di rivolgerci direttamente alla Regione Lazio, ente committente del servizio ferroviario. Al Presidente Francesco Rocca e all’Assessore regionale ai Trasporti Fabrizio Ghera abbiamo richiesto un incontro urgente, forte anche della recente raccolta firme, per rivedere il provvedimento di dismissione dello storico scalo.
Ribadiamo che non sussiste alcun conflitto tra le due realtà ferroviarie, che anzi rappresenterebbero un valore aggiunto combinato per il territorio, e che non vi sono impedimenti tecnici al mantenimento della situazione preesistente. La nostra proposta è riattivare la vecchia stazione come fermata impresenziata. Questa modalità d’esercizio consente a una località di svolgere regolarmente il servizio viaggiatori e, essendo priva di segnali di blocco, non influisce in alcun modo sul distanziamento dei treni né sulla capacità della linea. Ciò salvaguarderebbe una posizione strategica nel centro città, evitando di penalizzare sia i pendolari quotidiani sia l’utenza saltuaria, come i molti partecipanti ai concorsi presso l’aeroporto di Guidonia. Un periodo di transizione appare necessario, almeno fino al completamento dei lavori di raddoppio del binario tra Tivoli Terme e la nuova Stazione di Guidonia – interventi che non vedranno la luce prima di due anni – così da scongiurare un drastico peggioramento del servizio, dell’intermodalità e un ulteriore ingolfamento della viabilità cittadina».
