Guidonia, 13 Luglio 2026 – Si è svolta ieri, in un clima di forte coesione e determinazione, la manifestazione indetta dalle Associazioni InComune, CeSMoT (Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti) e TrasportiAmo, per chiedere a gran voce la riapertura della storica stazione ferroviaria di Guidonia – Montecelio – S. Angelo, chiusa da RFI a seguito dell’attivazione del nuovo impianto in località Collefiorito.
La risposta del territorio è stata straordinaria: quasi cento cittadini hanno sfidato l’afa di una assolata domenica di luglio per far sentire la propria voce e difendere il diritto alla mobilità. Le associazioni promotrici desiderano esprimere il più sentito ringraziamento a tutta la cittadinanza per la massiccia e calorosa partecipazione, a dimostrazione di quanto il tema sia sentito e incida quotidianamente sulla vita delle persone. Un ringraziamento particolare va a Claudio Zarro, presidente dell’Associazione InComune, per il cruciale ruolo di coordinamento, e ai consiglieri comunali Emanuele Di Silvio, Rossella Nuzzo e Mario Lomuscio, che hanno raccolto l’invito scendendo in piazza senza bandiere e simboli politici al fianco delle associazioni e dei residenti.
“Ribadiamo con forza la nostra posizione: la convivenza tra i due impianti ferroviari è tecnicamente ed economicamente possibile” – dichiara Omar Cugini, Presidente del CeSMoT. “Il declassamento della vecchia stazione in fermata impresenziata, sul modello di quanto già fatto per altri scali della linea Roma-Sulmona come Salone, Arsoli e Colli Monte Bove, permetterebbe un riutilizzo funzionale dell’impianto esistente anche solo nelle ore di punta. La sosta comporterebbe un perditempo massimo di soli 5 minuti per i treni da e per Tivoli, una soluzione che mitigherebbe i pesanti disagi di tutta quella fascia di popolazione che oggi si vede privata della possibilità di raggiungere la stazione a piedi. Inoltre, l’area dell’ex scalo merci potrebbe essere riqualificata e riutilizzata per creare nuovi parcheggi o zone di verde pubblico.
Si tratta di due battaglie perfettamente complementari a vantaggio dei pendolari: se da un lato concordiamo sui potenziali vantaggi futuri della nuova stazione di Collefiorito, dall’altro non possiamo ignorare le gravi responsabilità politiche di chi ha affrettato un taglio del nastro senza accertarsi che l’opera fosse pienamente fruibile. Oggi i cittadini si scontrano con parcheggi a pagamento, totale assenza di sicurezza, mancanza di servizi minimi come biglietterie o punti ristoro, carenza di indicazioni stradali e una cronica assenza di coincidenze tra i treni e i bus CoTraL.”
Le associazioni esprimono profondo rammarico per l’assenza delle istituzioni locali durante la mobilitazione di ieri. “Chi governa ha il dovere democratico di ascoltare e non può trincerarsi dietro lo scaricabarile o erigere muri di gomma, liquidando la protesta dei cittadini come ‘campagna elettorale’. La mobilità non ha colore politico, appartiene a tutti, e l’amministrazione uscente verrà giudicata dall’operato dei 5 anni di consiliatura. Il mancato ascolto della cittadinanza su un tema così fondamentale, però, rischia di trasformarsi nella classica buccia di banana su cui potrebbe scivolare una eventuale ricandidatura. Auspichiamo che il Sindaco e l’Assessore ai Trasporti Torresi aprano finalmente un tavolo di confronto.”
La mobilitazione, intanto, punta ai tavoli istituzionali: “Prendiamo atto con favore dell’apertura dimostrata dall’Assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera, che sembra aver compreso le ragioni della nostra protesta. Restiamo in attesa di poter incontrare l’Assessore di persona non appena i suoi impegni lo renderanno possibile, mentre la nostra battaglia per la riapertura della stazione storica – e per la riconversione dei suoi locali in un museo dedicato alla ferrovia – proseguirà senza sosta in ogni sede opportuna.”
Ufficio Stampa CeSMoT
Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti
