La recente sentenza della corte di Cassazione,con la condanna dell’ex AD del Gruppo FS Mauro Moretti,per i ben noti fatti di Viareggio,ci lascia,come CeSMoT, profondamente sconcertati. Abbiamo,purtroppo, come l’impressione che si sia cercato,a tutti i costi, il capro espiatorio “eccellente” ,ignorando la catena degli eventi e le carte processuali che indicavano chiaramente che le responsabilità del disastro non erano attribuibili a Moretti o al Gruppo FS ma erano della società proprietaria dei carri. Strano paese il nostro dove, quando è avvenuto il crollo di un ponte autostradale sono stati condannati solamente i tecnici e la società responsabile dei controlli, mentre nel caso di Viareggio, dove è deragliato un treno merci di carri stranieri,a causa della rottura di un asse dovuta ad una carente manutenzione effettuata dai proprietari, la colpa è del Gruppo Ferrovie dello Stato. Che però non aveva alcun strumento per prevenire l’accaduto, tanto più che, come da normativa, la società proprietaria dei carri “incriminati” aveva presentato documentazione attestante le revisioni effettuate,e per tanto quei carri erano stati autorizzati a circolare sull’infrastruttura ferroviaria nazionale. Siamo di fronte a due pesi e due misure,come se le concessioni autostradali fossero maggiormente da “tutelare” mentre il Gruppo FS può essere” carne da macello”. Del resto siamo anche il paese dove gli incidenti stradali, anche quando gravi, hanno sempre meno rilevanza mediatica di quelli ferroviari.I tragici fatti di Viareggio non sono stati assolutamente causati da negligenza o imperizia del Gruppo FS, ma probabilmente si è preferito accontentare una certa opinione pubblica che da tempo chiedeva a gran voce il condannato “eccellente”, e che ora è “contenta” di aver avuto “giustizia”. A voler pensar male forse le colpe di Moretti non sono state quelle di Viareggio (che resta,pur comprendendo il dolore delle famiglie delle vittime, una tragica fatalità) ma quelle di aver cercato di trasformare il carrozzone statale FS in una azienda capace di stare sul mercato:vedi ad esempio l’inizio dell’avventura dell’Alta Velocità. O forse la colpa dell’Ing Moretti è stata quella di non aver provveduto a spostare altrove i binari della linea Pisa – Genova che erano lì dal 1862. Ingiustizia adesso è fatta:esprimiamo,come CeSMoT, tutta la nostra solidarietà all’Ing Moretti,vittima, come tanti,della malagiustizia. Oltretutto,la sentenza, apre un pericoloso precedente che avrà come unico scopo quello di ingessare ancora di più la circolazione ferroviaria: d’ora in avanti, in presenza della più minima anomalia, nessuno si prenderà più la responsabilità di far circolare un treno,fosse anche solamente rimorchiare un treno guasto. Perchè in caso di un ben minimo incidente si rischia il processo. Anche se si rispettano le procedure. E si otterrà lo scopo di dirottare ancora più persone e merci sul vettore stradale, perchè è risaputo che il treno è pericoloso, i camion no.
