“La notizia è abbastanza allarmante e sconcertante. Italia Nostra, cavalcando la richiesta di reinserire nel progetto la fermata Nomentana, ha presentato un ricorso al Tar che rischia di allungare i tempi di realizzazione della diramazione B1”. Lo dichiara il CeSMoT, Centro Studi per la Mobilità e i Trasporti, in merito il ricorso al Tar presentato per il reinserimento in progetto della fermata Nomentana lungo la diramazione B1. “E’ senza dubbio – aggiunge il CeSMoT – una situazione molto spiacevole, ma come pendolari e cittadini, chiediamo rispetto per noi e i nostri diritti. Rischiare di fare slittare o allungare i lavori per la diramazione B1, non può che trovare il nostro più completo e totale disaccordo. La realizzazione della fermata Nomentana, come abbondantemente motivato dal Comune e da Roma Metropolitane, in considerazione anche del parere negativo espresso dagli abitanti del quartiere, potrebbe portare ben pochi vantaggi rispetto ai disagi per i cantieri, comportando di riflesso un purtroppo probabile allungamento dei tempi di realizzazione ed un sicuro aumento delle spese. Chi protesta, forse non tiene conto che si sta parlando di soldi pubblici e quindi di tutti i cittadini. Il sacrificio di una fermata, posta per giunta a poche centinaia di metri dalla precedente e dalla successiva, è stata una scelta sofferta, ma indubbiamente a vantaggio della collettività “. “I cittadini e gli utenti del trasporto pubblico capitolino – conclude il CeSMoT – hanno l’esigenza vitale di una rete di trasporto efficente, puntuale e veloce. Mentre Italia Nostra lotta per una fermata della metropolitana, ma non va dimenticato però che è proprio la stessa associazione che si oppone maggiormente al ritorno del tram e del filobus in centro città , con la stessa voce grossa con cui negli anni passati ha appoggiato e promosso lo smantellamento della rete tranviaria e filoviaria romana”.
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