Il clamoroso ed incredibile dietrofront a cui abbiamo assistito nella giornata di ieri, con la “giravolta” del TAR del Lazio che a distanza di pochissime ore prima sospende e poi revoca lo stop sull’avvio dell’Unità di Rete (UdR) 11 Sud Pontino, getta un’ombra pesante sul futuro della mobilità locale e ci sorprende. Ci troviamo di fronte a un balletto burocratico e giudiziario che non fa altro che esasperare l’incertezza in un settore vitale per i cittadini, proprio in coincidenza con la delicata riapertura delle scuole. Lo dichiara in una nota il CeSMoT (Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti).
Non possiamo che ribadire i forti dubbi sulla sostenibilità di una macro-gara aggiudicata con importanti ribassi economici, un modello che rischia strutturalmente di tradursi in un drastico taglio della qualità del servizio per i pendolari e in una contrazione dei diritti per i lavoratori.
Ciò che appare ancor più grave è l’assegnazione del bacino a un raggruppamento di imprese che minimamente conosce il territorio del Sud Pontino. Parliamo di operatori, sicuramente strutturati, come TPER ma distanti centinaia di chilometri, privi di radicamento storico e di consapevolezza delle reali e specifiche esigenze di mobilità di un quadrante geografico complesso. Come si può garantire efficienza quando i centri decisionali ignorano le criticità quotidiane delle nostre strade?
Che l’approccio di ASTRAL sia fallimentare lo dimostra, per contrasto, quanto avvenuto in altri lotti: nell’UdR 4 – Castelli Romani il servizio è stato assegnato a un’RTI composta da aziende storicamente radicate sul territorio (Schiaffini Travel, Ago Uno, Atral e Seatour), così come accaduto nel Reatino (UdR 7 affidata ad Autoservizi Troiani). Scelte che rappresentano quantomeno uno “zuccherino” e una minima garanzia di continuità per l’utenza, l’esatto contrario dello scriteriato salto nel buio imposto al Sud Pontino.
In questo scenario di totale caos, il CeSMoT assiste con profonda amarezza all’imbarazzante silenzio dei Comuni interessati e all’atteggiamento di tutta la politica regionale. Assistiamo a uno squallido gioco delle parti in cui il Partito Democratico difende queste macro-gare solo perché ideate dalla precedente giunta in cui era in maggioranza, mentre la destra al governo della Regione le avvalla per intestarsi i presunti meriti delle modifiche. e dell’interlocuzione con i comuni. Che finora ha portato ad ulteriore caos, con continue modifiche di linee e percorsi, segno evidente che in generale, lo studio commissionato all’epoca dalla Regione Lazio e le modalità di attuazione della “grandiosa riforma” fanno acqua da tutte le parti. In questa misera contesa, a rimetterci sono esclusivamente i cittadini.
A questo punto, auspichiamo che gli attuali gestori locali intraprendano ulteriori e durature azioni legali contro ASTRAL e la Regione Lazio per il gravissimo danno economico subito. È doveroso che le aziende uscenti vengano indennizzate non solo attraverso l’obbligo di acquisto della loro flotta bus da parte dei subentranti, ma soprattutto attraverso l’immediato e totale assorbimento di tutto il personale dipendente, che altrimenti rischia drammaticamente di rimanere disoccupato a causa di scelte calate dall’alto.
Questo disastro gestionale non deve ripetersi. Esprimiamo fin da ora forte preoccupazione per le UdR Ciociaria e Terra di Lavoro, non ancora partite, dove regna la medesima incertezza e dove ancora non è chiaro chi gestirà il servizio e quali saranno i servizi offerti. Chiediamo nuovamente ad ASTRAL e alla Regione un immediato passo indietro su questi lotti prima che il caos del Sud Pontino si replichi, paralizzando altre province del Lazio. Il CeSMoT continuerà a vigilare con estrema attenzione in vista della Camera di Consiglio del prossimo 23 settembre nella quale, auspichiamo,il TAR riconosca le ragioni dei ricorrenti bloccando il progetto di Regione Lazio ed ASTRAL.

