Apprendiamo, come anche comunicato dal Presidente Zannola, che la commissione mobilità riunitesi nella giornata di ieri, per discutere anche della riapertura della Ferrovia Termini – Centocelle, si è conclusa, purtroppo, con una “fumata nera” sul futuro della linea. Stando infatti a quanto dichiarato dall’assessore Patanè, a seguito dello scontro tra due treni lo scorso 4 marzo, nella tratta a binario unico del Sottovia Prenestino , le risultanze dell’inchiesta istituita da ANFISA, l’ente nazionale preposto alla sicurezza ferroviaria, hanno portato alla conclusione che, sia necessario attuare ulteriori misure mitigative rispetto a quanto esistente, ovvero installare a terra e sui treni un sistema che blocchi il convoglio in caso di un indebito superamento del segnale a via impedita. Sistema la cui spesa non è stata ritenuta sostenibile in vista della futura trasformazione della linea in tramvia. Per tanto, molto probabilmente, la linea non riaprirà più, nonostante che, nei giorni seguenti l’incidente siano stati effettuati da parte dell’esercente dei lavori di sistemazione dell’infrastruttura. Come CeSMoT non abbiamo al momento elementi per confutare le tesi espresse dall’assessore, tuttavia le richieste di ANFISA, ci sembrano un pochino sproporzionate, e ci chiediamo se vi sia stato un confronto tra Comune, ATAC ed Agenzia per valutare delle misure alternative al fine di permettere la riapertura della linea. Non vorremmo che qualcuno si stia nascondendo dietro “un dito” e, temendo l’impopolarità nel doversi prendere la responsabilità di ammettere che non si vuole riaprire la linea, preferisca affermare che sono state richieste “improbabili” misure di sicurezza. Ci è voluta una commissione mobilità, nella quale il presidente Giovanni Zannola, che ringraziamo per la disponibilità e per aver recepito le istanze dell’utenza, ha potuto finalmente far mettere “le carte in tavola” dai diretti interessati, per fare chiarezza su una vicenda nella quale il gestore della linea ha colpevolmente omesso di informare i cittadini. Tuttavia ci permettiamo di segnalare che se davvero si pensa di dare “il contentino” agli abitanti di Tor Pignattara, attualmente privati del loro diritto alla mobilità, facendo aggiungere 3 vetture alla linea 105 o istituendo una navetta ad hoc si è, purtroppo, completamente fuori strada, sia in quanto i convogli del “trenino giallo” hanno una capienza di circa 200 passeggeri, ben superiore a quella di un autobus, sia in quanto i bus risentono del traffico stradale, con inevitabili disagi per l’utenza. Siamo d’accordo che la linea paghi decenni di colpevole disinteresse da parte delle istituzioni (Regione Lazio in primis) e che il progetto di conversione a scartamento ordinario, avallato dalla precedente giunta (una delle peggiori mai avute a Roma), sia stato ereditato dal Sindaco Gualtieri senza possibilità di modifica , ma, in attesa che inizino i tanti attesi lavori, crediamo che debba essere garantito il diritto alla mobilità dei cittadini. Auspichiamo, per tanto, l’apertura di un tavolo di confronto con ANFISA al fine di valutare misure alternative di “Mitigazione del rischio” che permettano, senza eccessive spese, la riapertura della ferrovia almeno fino alla fine del 2026, ovvero fino all’inizio dei lavori. Come CeSMoT, umilmente, quanto prima porteremo le nostre proposte all’attenzione degli organi competenti auspicando che ciò possa essere un aiuto nella risoluzione del problema.
