Comunicato Stampa – Ferrovia Roma – Giardinetti, CeSMoT; necessario rapido ammodernamento della linea

L’incidente avvenuto nella giornata di ieri sulla ferrovia Roma – Giardinetti, dove due treni si sono scontrati, fortunatamente senza gravi conseguenze, nella breve tratta a binario unico del Sottovia Prenestino, ha messo in luce le gravi carenze infrastrutturali della linea, che,pensata come ferrovia extraurbana oltre 100 anni fa, svolge ormai da decenni un servizio esclusivamente urbano di tipo tramviario con mezzi tipicamente ferroviari,totalmente inadeguati all’utilizzo che sono chiamati a svolgere. Come CeSMoT riteniamo che il problema principale della linea non sia tanto di sicurezza, tema su cui in ogni caso attendiamo le risultanze della commissione d’inchiesta prontamente istituita, premesso che sulla linea vige il regime della marcia a vista come sulla rete tramviaria e la velocità massima ammessa è di 50 Km/h, ridotta a 15 nel luogo dell’incidente dove la tratta è protetta da un sistema di blocco automatico , ma di obsolescenza ed inadeguatezza del tracciato e dei mezzi. La sconsiderata scelta fatta anni fa da ATAC di limitare la linea a Centocelle, adducendo pretestuosamente una presunta sovrapposizione con la Linea C della metropolitana, ha fatto sicuramente perdere utenza alla linea, anche considerando che non si è mai ritenuto di dover prolungare la linea fino all’incrocio con la Togliatti al fine di garantire interscambio con la metropolitana. Inoltre il parco mezzi, in cui i treni più nuovi hanno “solo” 26 anni di servizio ed i più vecchi, seppure modificati risalgono praticamente all’apertura della linea, totalmente inaccessibile alle persone anziane o con mobilità ridotta, stante l’assenza del pianale ribassato, non invoglia utenza a prendere il treno. La nostra associazione, da sempre favorevole allo sviluppo di una mobilità sostenibile, è chiaramente soddisfatta del progetto di trasformazione ed ammodernamento della linea, tuttavia, continuiamo a chiederci come mai non si sia vista l’ombra di un operaio sulla tratta sospesa all’esercizio, dove i lavori potrebbero tranquillamente iniziare senza particolati problematiche. Vogliamo credere, e siamo fiduciosi, visto che l’Assessore Patanè è il primo assessore dai lontani tempi di Tocci, a credere fermamente nello sviluppo della rete tramviaria romana, che i lavori non siano iniziati solo per qualche italico “cavillo burocratico” , perché magari mancano dei dettagli da definire tra la Regione Lazio, proprietaria dell’infrastruttura, ed il Comune di Roma per il definitivo passaggio di consegne, oppure perché ci sono stati dei ritardi nell’aggiudicazione delle gare e che, nel breve periodo partiranno i tanto sospirati lavori di ammodernamento. Ci sentiamo di lanciare un appello a tutte le forze politiche nel mettere da parte le divisioni “ideologiche” ed a lavorare insieme nello sviluppo di una mobilità sostenibile. Il TPL non può e non deve essere terreno di scontro politico perché un autobus, un filobus, un tram od una metropolitana non hanno un colore politico. Troppe volte in passato abbiamo assistito a tentativi di “affossamento” di opere di TPL solo perché volute dalla parte politica avversa: potremmo citare gli esempi di Padova o Lecce ad esempio, ma anche la polemica, puramente politica, che ci fu a Roma in occasione della realizzazione del tram 8 o della filovia 90 Express. L’incidente di ieri, cinicamente, ha avuto il “pregio” di far tornare sotto i riflettori la ex Roma – Giardinetti: ora è tempo di far partire i lavori, in tempi rapidi e certi, per dare all’utenza ciò che chiede da anni: un mezzo di trasporto rapido, ecologico ed efficiente

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