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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
"Non cessano i disagi quotidiani per i pendolari della Fr4 Roma-Velletri, che lamentano la situazione di abbandono della linea ferroviaria dei Castelli e i continui gravi disagi ai viaggiatori che utilizzano il treno come mezzo di trasporto pubblico". Lo afferma il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, raccogliendo le segnalazioni provenienti dagli utenti della Fr4 Roma-Ciampino-Velletri. "Ci giungono continue segnalazioni prosegue il CeSMoT - soprattutto in questi giorni di grande caldo, di vetture senza aria condizionata e finestrini bloccati, e lamentele per i continui ritardi causati dagli incendi divampati nei giorni scorsi, conseguenza di una scarsa manutenzione ordinaria della vegetazione arbustiva che lambisce la ferrovia senza nessun intervento da parte di chi ha in gestione la linea per il mantenimento della stessa. Il servizio di trasporto è stato sospeso precauzionalmente già troppe volte con pesanti difficoltà subite da parte degli utenti rimasti bloccati per ore nelle stazioni lungo la tratta". "Ad aggravare ulteriormente la situazione puntualizza il CeSMoT - è stato l'irresponsabile decisione di negare la dovuta informazione agli utenti presso la stazione Termini circa i guasti e l'entità dei ritardi, rendendo ulteriormente difficile così la possibilità ai cittadini di scegliere altri mezzi di trasporto pubblico, i pendolari di Velletri protestano vivamente per questo blackout informativo, perchè il diritto all'informazione è uno dei cardini fondamentali delle società democratiche e civili, molte volte ignorato invece dalle aziende di trasporto pubblico". "Ci associamo anche noi - conclude il CeSMoT, alla richiesta dei nostri amici pendolari, che l'assessorato ai Trasporti della Regione Lazio applichi con rigorosità le penali previste dal contratto di servizio e proceda con provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili di tale disservizio, agendo nel rispetto delle normative. I pendolari sono più disposti a subire alcun tipo di disagio, soprattutto se prevedibile ed eliminabile".
"Al consigliere Desideri piace fare comunicazione ad impatto e gettare
i cittadini nel caos illustrando uno scenario del trasporto romano che
in realtà ben altro. All'inizio di luglio infatti con il termine del
periodo scolastico, Atac ha comunicato ufficialmente, come fa sempre
dalla sua nascita circa un secolo fa, che fino a settembre, in virtù
della riduzione del carico passeggeri e delle ferie estive per il
personale, entra in vigore l'orario estivo con le corse previste per
il sabato".
E' il commento del CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti,
in merito alle osservazioni del consigliere regionale Desideri sul
trasporto pubblico a Roma nel periodo estivo
"Anche noi - aggiunge il CeSMoT - non risparmiamo critiche alle
amministrazioni e alle aziende di trasporto quando si presentano forti
problematiche che danneggiano i cittadini e gli utenti, ma forse
Desideri, che cavalca il trasporto pubblico come una giusta battaglia
politica non ha una perfetta conoscenza del settore. In estate è vero
che arriva un numero maggiore di turisti, ai quali piace girare e
scoprire gli angoli più nascosti della nostra bella città a piedi, ma
tantissimi romani vanno in ferie e la città lentamente si svuota. Ed è
quindi normale che le linee che manifestano un maggior calo di
affluenza, subiscano una maggiore contrazione del servizio".
"Al contrario invece - puntualizza il CeSMot - viene incrementata la
mobilità nelle zone ad alto impatto vacanziero come il litorale, dove
da fine giugno il servizio è stato incrementato per agevolare gli
spostamenti delle persone che vogliono godere il mare di Roma
muovendosi con i mezzi pubblici".
"Sul tram 3 poi - prosegue il CeSMoT - si continua purtroppo a fare
una costante disinformazione e si prova un incomprensibile piacere nel
ripetere che a Roma i tram stanno scomparendo e che la linea non
riaprirà mai. I problemi sono, purtroppo, ben noti, la mancanza di
vetture tramviarie disponibili e il percorso occupato dai cantieri per
l'Amla, gli interventi di potenziamento della metro A, che hanno
costretto l'azienda ad esercitare con bus la linea, quindi tuttora
attiva e in esercizio, nei giorni feriali. Entro alcuni mesi però
siamo fiduciosi che potremo rivedere il 3 sui binari da Porta Maggiore
a Trastevere, infatti verso il capolinea di Valle Giulia il sabato e i
festivi i tram circolano regolarmente, così insieme a Desideri potremo
nuovamente fare un giro sui binari fino a Trastevere".
"Forse - conclude il CeSMoT - il consigliere Desideri non andrà in
vacanza, impegnato a seguire di persona così come fanno i nostri
associati, le problematiche del trasporto a Roma, ma possiamo
assicurare che gli autisti, i tramvieri e i macchinisti romani hanno
un inconfessabile bisogno delle proprie ferie e il pieno diritto a
goderle serenamente".
"Una settimana difficile per i trasporti romani, e in modo particolare per il servizio tramviario, che si è conclusa ieri sera con una lunga serie di problemi e disservizi lungo la linea 8". Lo dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, a seguito delle segnalazioni giunte da alcuni cittadini in merito ai disagi riscontrati ieri sera lungo la linea tramviaria 8 Casaletto-Argentina "Ieri sera in occasione della Festa de' Noartri a Trastevere - commenta il CeSMoT - era già stato comunicato da giorni che il servizio avrebbe limitato a piazza Bernardino da Feltre, ma per un'assurda ordinanza comunale, che dimostra come il tram venga sempre relegato sempre in secondo piano rispetto alla mobilità privata e su gomma, le vetture in servizio dal Casaletto a largo Argentina, sono state deviate a piazzale di Porta San Paolo per l'impossibilità di utilizzare gli scambi di inversione marcia, i flessi, disposti lungo la linea. Tali scambi infatti non sono utilizzabili perchè pur esistendo le corsie protette, considerati pericolosi e di "intralcio" per la circolazione". "Una decisione - critica il CeSMoT - che contrasta con i lavori e i soldi spesi in questi anni per installare lungo tutta la rete tramviaria, e in particolar modo lungo la linea di Trastevere e Monteverde, queste punti di inversione, necessari per poter garantire, in occasioni come quelle di ieri sera, un servizio regolare, seppur limitato. Si è deciso invece una nuova strada, quello di deviare il capolinea a Porta San Paolo, con relativi aumenti dei tempi di percorrenza. Situazione che si è aggravata per il guasto di un tram, che ha costretto di spostare ulteriormente più lontano, a piazza Albania, il terminale per l'inversione, dove, udite udite, alla fine si è stati costretti ad utilizzare il flesso esistente". "Auguriamo inoltre - aggiunge il CeSMoT- al tranviere aggredito ieri mattina sul 5 una rapida ripresa rinnovando la fiducia a lui e ai suoi colleghi, sperando che questo clima di odio verso il trasporto pubblico possa cessare quanto prima". "Non desideriamo aggiungere altro - conclude il CeSMoT - chiediamo ad Atac e Trambus di comunicare i dati delle corse perse e dei ritardi accumulati dall'8 ieri sera e attendiamo gesti concreti da parte dell'amministrazione comunale per sapere quali saranno i progetti futuri per lo sviluppo del tram a Roma, un impegno concreto e non solo promesse".
"Dopo l'incidente alcuni giorni fa a Porta Maggiore tra due tram con 30 feriti causato dalla stupidità di un motociclista che ha invaso la corsia preferenziale, oggi ci troviamo a piangere una vittima causata dall'ennesimo scarso senso civico e rispetto delle regole". E' il commento del CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, appresa la notizia del tragico investimento a piazza Vittorio di una signora di 91 anni. "Ci stringiamo al dolore della famiglia - aggiunge il CeSMoT - e chi chiediamo perchè sia necessario attendere sempre la tragica fine di una persona per rendersi contro della necessità di determinati interventi". "Come sta venendo fuori dai rilievi della Polizia Municipale infatti - puntualizza il CeSMoT - la signora investita stava tranquillamente attraversando le strisce pendonali, e la macchina che l'ha travolta transitava illegalmente lungo la corsia preferenziale dei tram, sorpassando per giunta a grande velocità la vettura in sosta". "Dopo che da vari fronti sono state portate avanti sconsiderate campagne contro le protezioni delle corsie preferenziali - conclude il CeSMoT - arrivando a far smantellare importantissimi percorsi protetti e facendo posizionare effimere borchie scarsamente dissuasive, ci aguriamo che adesso si voglia guardare più coscientemente e responsabilmente all'importanza che tali ostacoli comportano per la sicurezza dei cittadini e per la regolarità del trasporto pubblico".
"Per i gesti incivili di poche persone, alla fine a pagare è sempre la comunità e gli utenti del trasporto pubblico che si trovano a dover subire disagi e contrattempi. La furbizia idiota di un motociclista, che tagliando la strada ad un tram ha causato il tamponamento tra due vetture in servizio lungo la Prenestina, evidenzia la necessità di protezioni più decise e fisicamente non oltrepassabili lungo le corsie preferenziali". Lo afferma polemicamente il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, a seguito del tamponamento tra due tram vicino Porta Maggiore causato da un motorino e i conseguenti disagi per il traffico veicolare pubblico e privato verificati questa mattina direttamente sul posto. "Auguriamo ai contusi e all'autista ferito - aggiunge il CeSMoT - di potersi riprendere quanto prima dallo shock, rinnovando la fiducia nei suoi confronti e in tutto il personale Trambus che ogni giorno consente a centinaia di migliaia di cittadini di muoversi lungo le strade di roma". "E adesso - puntualizza il CeSMoT - non inizi la solita sequenza di inutili affermazioni che il tram è pericoloso, che è inadatto per Roma e che intralcia il traffico. Il tram è l'unica vera soluzione a questi mali, ma chiede interventi decisi per la realizzazione di nuovi percorsi, nuove linee a servizio della città e una maggiore protezione con cordoli e corsie marciatram, e non le semplici borchie come da più parti chiedono specie per via Labicana". "Il problema della città - conclude il CeSMoT - non sono le corsie protette per i mezzi pubblici che invece vanno potenziate e rafforzate, ma le migliaia di incivili che violando il codice della strada, invadendo le preferenziali e zigzagando nel traffico rendono ancora più caotico il traffico che attanaglia la città".
"Il vandalismo grafico urbano continua senza alcun freno ad imbrattare la città. E dopo treni, metropolitane e tutti i muri dei palazzi, adesso comincia a colpire in modo oltraggioso anche i monumenti di Roma". Interviene nuovamente il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti sulla questione del decoro urbano e dei graffiti sui monumenti di Roma. "Quanto accaduto a Ponte Milvio - prosegue il CeSMoT - purtroppo è soltanto l'ultimo caso di una lunga serie. E' più di una settimana infatti che abbiamo fatto segnalazione che una parte delle mura romane a Porta Maggiore sono imbrattate da uno squallido spruzzo di vernice che umilia in modo indecoroso la città e i suoi monumenti. Il problema inoltre non colpisce solo la Capitale, come non ricordare infatti gli atti di vandalismo grafico avvenuti ieri a Milano nei confronti di una statua di Botero". "E' vero che la tematica non entra nello specifico delle nostre competenze - puntualizza il CeSMoT - ma il graffitismo riguarda in modo diretto mezzi, stazioni e infrastrutture della mobilità, una problematica che il più delle volte contribuisce a dare una sensazione di scarsa efficenza, di sporco e di insicurezza intorno al settore dei trasporti, in modo particolare quello su ferro". "Ben vengano gli interventi di decoro urbano per tutelare la città – conclude il CeSMoT - ma non devono esistere luoghi di serie A e luoghi di serie B. Veniamo nuovamente a chiedere quindi l'intervento sollecito del Nucleo di Decoro Urbano del Comune di Roma per ripulire l'area di Porta Maggiore interessata da tale scempio e restituire integra alla cittadinanza la sua memoria storico-artistica".
"Alcuni mesi fa si è fatto un grande parlare sulla realizzazione del nuovo deposito tram nella Capitale. Dopo aver ipotizzato negli ultimi anni diverse e svariate soluzioni, finalmente era giunto l'accordo sulla realizzazione in viale Palmiro Togliatti, nelle adiacenze del mattatoio comunale. Ad oggi però non si ha nessuna notizia sull'avvio dei lavori e viene spontaneo chiedersi dove sia finito il piano di rilancio della rete tramviaria romana che doveva partire proprio dalla nuova struttura di manutenzione e rimessaggio, mentre già si inizia a progettare lo smantellamento e il riuso dell'attuale struttura di Porta Maggiore con il rischio di trovarsi i tram parcheggiati per strada o relegati fuori servizio presso alcune rimesse bus". Lo dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, analizzando l'attuale situazione della rete tramviaria della Capitale e del progetto del nuovo deposito tram in viale Palmiro Togliatti. "Comprendiamo e condividiamo pienamente - aggiunge il CeSMoT – la necessità di realizzare una nuova struttura per il rimessaggio e la manutenzione dei mezzi che attualmente sostano nell'attuale storico impianto di Porta Maggiore, aperto oltre un secolo fa ospitando i primi tram a cavalli e che a visto sostare sotto la sua tettoia tutti i modelli che hanno fatto la storia del trasporto pubblico a Roma. Con il nuovo deposito di viale Palmiro Togliatti, si potrà avere finalmente una struttura moderna e capace di ospitare sia tutti i mezzi attualmente in dotazione che i futuri tram nuovi e riammodernati che torneranno sui binari nei prossimi anni". "Un deposito però - analizza il CeSMoT - che verrebbe a sorgere in una posizione altamente sbilanciata rispetto alla rete tram della Capitale, ponendosi all'estremo di una delle linee radiali che collegano la periferia con il centro. Una posizione molto penalizzante che costringerebbe i tram a lunghi percorsi per le corse di uscita e di rientro e con il il rischio che, nella più banale delle ipotesi a causa di un semplice tamponamento lungo la Prenestina tra due autoveicoli in corrispondenza di un attraversamento dei binari, vedrebbe la paralisi dell'intera rete, con l'impossibilità alle vetture di tornare in deposito". "Per questa valutazione - prosegue il CeSMoT - e soprattutto se realmente riprende forma il progetto di realizzare nuove linee e quindi la necessità di avere maggiore disponibilità di vetture pronte ad entrare in servizio nel minor tempo possibile, è necessario riprendere in considerazione l'ipotesi di realizzare una seconda rimessa, anche di dimensioni più limitate, ma tale da garantire la sosta per le vetture delle linee più distanti dal deposito principale, quali il 2, l'8 o altri futuri percorsi. Proprio su questo argomento negli anni passati si era parlato di convertire, prima della sua chiusura, la rimessa Vittoria di piazza Bainsizza, o di trasformare l'ex deposito di Trastevere, dove il progetto è stato fermato per alcuni ritrovamenti archeologici, che negli anni successivi non hanno impedito però nella stessa area la realizzazione di un parcheggio a pagamento per gli autoveicoli privati". "Un deposito indispensabile quindi quello previsto su via Togliatti – conclude il CeSMoT - spunto per un rilancio del trasporto pubblico, che deve passare dal tram e dalla sua capacità di creare un sistema a rete integrato con ferrovie e metropolitane".
"Un'affermazione importante quella del soprintendente ai Beni culturali del Comune di Roma, Eugenio La Rocca, che chiede di far convergere le esigenze della mobilità con quelle di salvaguardia dell'identità e dell'immagine della città storica, cercando così di trovare una soluzione alla necessità di far tornare il tram su via Nazionale". Commenta il CeSMoT, Centro Sudi sulla Mobilità e i Trasporti, le positive affermazioni soprintendente ai Beni culturali del Comune di Roma, Eugenio La Rocca, ad un futuro ritorno del tram lungo via Nazionale. "Per reinserire la linea tramviaria lungo l'importante strada romana - aggiunge il CeSMoT - vogliamo solamente ricordare l'esempio di Bordeaux, dove nel centro storico della cittadina francese i tram già da parecchi anni transitano senza alimentazione aerea, e quello che si sta realizzando a Firenze, dove la futura tramvia attraverserà piazza del Duomo alimentata autonomamente. Senza dimenticare gli esempi di Padova al Prato delle Valli o di Roma stessa, dove il filobus giunge a Termini ad aste abbassate". "Si deve investire sul tram - prosegue il CeSMoT - un vettore ecologico che con una rete più estesa potrebbe già nel giro di pochi anni migliorare la qualità del trasporto pubblico a Roma. Ben vengano qundi i progetti dell'assessore Calamante per rivitalizzare la rete, con investimenti e progetti che sappiano prendere anche esempio dalla Germania, dove le linee tranviarie vengono potenziate e trasformate in metropolitane leggere o da Parigi, dove si sta lavorando per implementare la nuova rete urbana di tram, integrata con la metropolitana". "Ci auguriamo quindi - conclude il CeSMoT - che oggi sia la premessa di una ancor più bella promessa. Riportare il tram nel centro di Roma, cuore della mobilità capitolina".
"Salvaguardare lo storico sampietrino di via Nazionale, ma tutelare anche le ossa degli utenti del trasporto pubblico. A breve prenderanno il via i lavori per riqualificare via Nazionale, interventi necessari per migliorare l'aspetto e la fruibilità di una delle strade commerciali più importanti della capitale, che agevoleranno anche le migliaia di utenti che vi transitano giornalmente a bordo dei mezzi pubblici, i quali a gran voce chiedono da tempo di poter viaggiare senza scossoni e senza il rischio di farsi male ad ogni buca". E' il commento del CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, in merito ai lavori di rifacimento di via Nazionale previsti per il mese di agosto. "Gli interventi previsti su via Nazionale - prosegue il CeSMoT - con la rimozione dei sampietrini lungo le corsie di marcia e la sostituzione con una nuova piattaforma fonoassorbente, farà perdere senza dubbio una caratteristica visuale e distintiva della via. Si ridurranno però sensibilmente anche le condizioni di disagio in cui sono costretti a viaggiare i passeggeri degli autobus a causa delle buche e del fondo stradale dissestato. Via Nazionale è una delle strade più trafficate dai mezzi pubblici, e un perfetto stato del manto stradale oltre a migliorare il confort a bordo, può permettere anche di regolarizzare meglio le frequenze e ridurre ai mezzi il rischio di guasti causati dalle forti sollecitazioni". "Ideale, e lo continueremo a ripetere - conclude il CeSMoT - sarebbe far coincidere gli interventi di restyling con i lavori per permettere il transito dei tram e il prolungamento dell'8 da largo Argentina a Termini, scelta che rafforzerebbe il sistema di trasporto pubblico a servizio del centro storico. Operazione facilmente realizzabile in virtù anche del fatto che le Sovrintendenze proprio sulla questione di via Nazionale aveva sciolto ogni dubbio in merito, ponendo unicamente il vincolo che con i lavori venga ripristinato l'aspetto della via con le caratteristiche di inizio '900. Quando appunto il tram percorreva via Nazionale".
"Il lavoro di restauro e la rimessa in ordine di marcia da lunedì della prima delle vetture "Stanga" revisionate dalle officine di Trambus confermano l'attenzione verso il tram a Roma, ed alimenta le speranze per un futuro sempre più radioso per lo storico servizio di trasporto su rotaia lungo le vie della città". E' il commento del CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, alla notizia del rientro in servizio della prima vettura tranviaria Stanga revisionata e ristrutturata in interni ed esterni, dal personale Trambus di via Prenestina. "Cinquantotto anni e non dimostrarli - prosegue il CeSMoT - è questa la sintesi di un modello, il TAS, Tram Articolato Stanga, detto più familiarmente "Stanga" che è stato progenitore di intere generazioni di tram in Italia ed Europa e che ha retto dal dopoguerra ad oggi il trasporto romano negli anni più bui per la rete tranviaria. Ancora oggi con l'avvento dell'elettronica, il tram Stanga rappresenta la colonna portante della sopravvissuta rete tram, con 40 mezzi quotidianamente in servizio". "Dopo aver ricordato negli anni scorsi altre serie famose di vetture romane come le MRS e le compiante PCC, nel 2004 - aggiunge il CeSMoT - abbiamo voluto festeggiare i 55 anni delle Stanga serie 7000, con un risconto di pubblico che ha dimostrato quanto i romani conoscano ed amino la loro "circolare", punto di riferimento per la mobilità urbana". "Auspichiamo - conclude il CeSMoT - che con il rientro in servizio dei tram CityWay, le Stanga non finiscano nel dimenticatoio, ma continuando infaticabili il loro lavoro, possano contribuire ad un rilancio del trasporto tranviario, che deve partire con il prolungamento dell'8 su via Nazionale e la realizzazione della TVA da Termini a San Pietro".
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