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"Alcuni mesi fa si è fatto un grande parlare sulla realizzazione del nuovo deposito tram nella Capitale. Dopo aver ipotizzato negli ultimi anni diverse e svariate soluzioni, finalmente era giunto l'accordo sulla realizzazione in viale Palmiro Togliatti, nelle adiacenze del mattatoio comunale. Ad oggi però non si ha nessuna notizia sull'avvio dei lavori e viene spontaneo chiedersi dove sia finito il piano di rilancio della rete tramviaria romana che doveva partire proprio dalla nuova struttura di manutenzione e rimessaggio, mentre già si inizia a progettare lo smantellamento e il riuso dell'attuale struttura di Porta Maggiore con il rischio di trovarsi i tram parcheggiati per strada o relegati fuori servizio presso alcune rimesse bus". Lo dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, analizzando l'attuale situazione della rete tramviaria della Capitale e del progetto del nuovo deposito tram in viale Palmiro Togliatti. "Comprendiamo e condividiamo pienamente - aggiunge il CeSMoT – la necessità di realizzare una nuova struttura per il rimessaggio e la manutenzione dei mezzi che attualmente sostano nell'attuale storico impianto di Porta Maggiore, aperto oltre un secolo fa ospitando i primi tram a cavalli e che a visto sostare sotto la sua tettoia tutti i modelli che hanno fatto la storia del trasporto pubblico a Roma. Con il nuovo deposito di viale Palmiro Togliatti, si potrà avere finalmente una struttura moderna e capace di ospitare sia tutti i mezzi attualmente in dotazione che i futuri tram nuovi e riammodernati che torneranno sui binari nei prossimi anni". "Un deposito però - analizza il CeSMoT - che verrebbe a sorgere in una posizione altamente sbilanciata rispetto alla rete tram della Capitale, ponendosi all'estremo di una delle linee radiali che collegano la periferia con il centro. Una posizione molto penalizzante che costringerebbe i tram a lunghi percorsi per le corse di uscita e di rientro e con il il rischio che, nella più banale delle ipotesi a causa di un semplice tamponamento lungo la Prenestina tra due autoveicoli in corrispondenza di un attraversamento dei binari, vedrebbe la paralisi dell'intera rete, con l'impossibilità alle vetture di tornare in deposito". "Per questa valutazione - prosegue il CeSMoT - e soprattutto se realmente riprende forma il progetto di realizzare nuove linee e quindi la necessità di avere maggiore disponibilità di vetture pronte ad entrare in servizio nel minor tempo possibile, è necessario riprendere in considerazione l'ipotesi di realizzare una seconda rimessa, anche di dimensioni più limitate, ma tale da garantire la sosta per le vetture delle linee più distanti dal deposito principale, quali il 2, l'8 o altri futuri percorsi. Proprio su questo argomento negli anni passati si era parlato di convertire, prima della sua chiusura, la rimessa Vittoria di piazza Bainsizza, o di trasformare l'ex deposito di Trastevere, dove il progetto è stato fermato per alcuni ritrovamenti archeologici, che negli anni successivi non hanno impedito però nella stessa area la realizzazione di un parcheggio a pagamento per gli autoveicoli privati". "Un deposito indispensabile quindi quello previsto su via Togliatti – conclude il CeSMoT - spunto per un rilancio del trasporto pubblico, che deve passare dal tram e dalla sua capacità di creare un sistema a rete integrato con ferrovie e metropolitane".
"Grazie all’attività del sindaco Alemanno come Commissario straordinario per la mobilità e il traffico Roma si muove in avanti e ragiona nei termini della mobilità alternativa.
Proseguono nuovamente i progetti della rete metropolitana romana, ci auguriamo senza più tutti gli ostacoli campanilistici che in questi anni ne hanno rallentato i lavori, ripartono gli investimenti per le infrastrutture e la viabilità e soprattutto si ridà vita al piano parcheggi con le nuove aree di sosta e di interscambio".
Lo dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, commentando il bilancio delle attività 2009 del sindaco Alemanno, Commissario straordinario per la Mobilità di Roma.
"Ancora non si parla invece - prosegue il CeSMoT – di investimenti sulla rete tram della Capitale, ad oggi agonizzante nell’incertezza del suo destino. Il futuro del trasporto romano si gioca senza dubbio su metropolitane e parcheggi, ma senza una rete su ferro capace di realizzare una mobilità ecologica, dolce e di quartiere, si rischia di vanificare i passi in avanti realizzati dai grandi interventi".
"Se si vuole veramente far muovere la città in modo razionale - conclude il CeSMoT- è fondamentale non considerare solo il “tram dei desideri”, ma investire concretamente sul “tram della realtà”, per dare ai cittadini un servizio migliore, veloce e comodo".
24 marzo 2010
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Ufficio Stampa CeSMoT
Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti
a cura di Comunicazione 2.0
"Apprezziamo l'interesse rinnovato del presidente Tabacchiera per la rete tram di Roma, ma il vero rilancio deve partire principalmente da nuovi progetti ed una pianificazione che sappia tenere conto delle necessità quotidiane di mobilità della città. Ben venga quindi il recupero di quelle poche centinaia di metri di binari ancora nascosti sotto l'asfalto, ma che ben poco potranno fare però per ridare vitalità al servizio tramviario della Capitale".
Lo dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, commentando l'incontro odierno tra il Campidoglio e la UIR sul futuro della mobilità romana.
"A Roma purtroppo - aggiunge il CeSMoT - abbiamo delle linee tram che viaggiano solo sulla carta, come il 3, che da troppi anni è 'temporaneamente' sostituito con bus, linee che rischiano la disaffezione dell'utenza per lavori troppo lunghi, come il 2, deviato per gli interventi di piazzale Flaminio e l'8, ancora orfano del suo capolinea naturale di Termini e linee invece al limite delle loro capacità come le tre in servizio lungo la Prenestina.
Uno scenario poco incoraggiante e poco degno per una Capitale europea". "Prendiamo quindi atto oggi - conclude il CeSMoT - della rinnovata volontà ad investire sul tram, senza tralasciare gli interventi fondamentali e razionali per una nuova rete metropolitana, e ci auguriamo che dalle parole possano seguire azioni concrete capaci di portare una vera innovazione nella mobilità romana, attraverso un discorso programmatico e una pianificazione che non dia ascolto agli interessi della politica e dei campanilismi, ma unicamente delle reali necessità della città e degli utenti".
17 maggio 2010
Ufficio Stampa CeSMoT Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti a cura di Comunicazione 2.0
"Grande fermento per la mobilità romana ma le operazioni per il rilancio del tram nella Capitale però non devono passare solo attraverso la realizzazione di nuovi e moderni capolinea, come quello inaugurato oggi a Termini e quello di Flaminio per il quale sono partiti ieri i lavori, ma devono avvenire soprattutto attraverso la pianificazione e la realizzazione di nuove dorsali che diventino struttura portante e si integrino con la rete di trasporto pubblico, bus, ferrovie e metropolitane, già esistente".
E' il commento del CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, a margine dell'inaugurazione del nuovo nodo di interscambio tram-bus-metro di Termini.
"L'apertura del nuovo capolinea dei tram a Termini - aggiunge il CeSMoT - rappresenta un'importante novità che agevolerà gli abitanti della zona est di Roma, favorendo l'interscambio con bus e metropolitane. Dopo anni di attesa finalmente un capolinea degno di questo nome, ma Roma ha bisogno di interventi decisi a favore del tram, che devono partire dal prolungamento dell'8 fino a Termini e la realizzazione della linea Vaticano-Aurelio, e non limitarsi a semplici operazioni di restyling come quella in atto a piazzale Flaminio".
"Una scelta quella avviata da Comune di Roma ed Atac di ricostruire ex-novo il nuovo capolinea del 2 di piazzale Flaminio - precisa il CeSMoT - che non reputiamo di primaria necessità per la martoriata rete tramviaria romana, la quale al termine dell'intervento si ritroverà nelle stesse condizioni attuali, con un capolinea vestito di nuovo ed ancora nessuna nuova linea. Un anno di disagi e lavori, con un rischio troppo grande di disaffezione dell'utenza verso il trasporto pubblico e dai vantaggi ancora troppo poco tangibili".
"Che alle parole - conclude il CeSMoT - abbiano seguito dei fatti concreti e che dai nuovi capolinea, possano avere origine nuove linee tram per il rilancio del trasporto su ferro".
TRASPORTI: CESMOT, "CON NUOVO tram A BERGAMO SI INVESTE SUL FUTURO"
"Oggi a Bergamo si è tracciato un segno importante per il rilancio del trasporto su ferro, unica soluzione per una mobilità ecologica e veloce. L'inaugurazione della nuova linea T1 per Alzano ed Albino è l'esempio tangibile di come investire fattivamente sul futuro e il benessere dei cittadini".
Lo dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, a commento dell'inaugurazione della prima tratta della metrotramvia Bergamo-Alzano-Albino.
"La nuova linea - prosegue il CeSMoT -pone rimedio a distanza di 40 anni alla scellerata soppressione delle ferrovie delle valli Seriana e Brembana, offrendo, con la rinascita del trasporto su ferro, un nuovo collegamento strategico per la
mobilità nell'area del bergamasco".
"Bergamo è una perla nel panorama della mobilità nazionale - conclude il CeSMoT - l'esempio concreto di come vada realizzata una metrotranvia, un collegamento rapido, veloce ed ecologico grazie alla sede interamente protetta e separata dal traffico veicolare privato".
"Finalmente dall'8 ottobre ritorna a disposizione degli utenti la rinnovata fermata "Manzoni" lungo la linea A della metropolitana di Roma. Dopo tre lunghi anni di lavori, pieni di imprevisti e ritardi, si iniziano a vedere i risultati concreti prodotti dagli interventi dell'Amla3 per il rinnovo e il potenziamento della principale linea sotterranea romana". Lo dichiara il CeSMoT, Centro studi sulla Mobilità e Trasporti, alla notizia della riapertura l'8 ottobre prossimo, della fermata "Manzoni" della metropolitana A di Roma. "Passo successivo e imminente per i prossimi mesi - aggiunge il CeSMoT - sarà la riapertura al servizio della metropolitana fino alle 23,30, così da restituire ai cittadini una linea rinnovata ed maggiormente efficente rispetto ad oggi. Ci auguriamo che gli utenti, e soprattutto i ragazzi degli istituti limitrofi, maggiormente utilizzatori della fermata, mostrino il proprio senso civico evitando vandalismi grafici e danni alle strutture". "Riapre una stazione della metropolitana - conclude il CeSMoT - ma rimangono sempre dubbi ed ombre sul destino della rete tramviaria, stranamente oscurata anche in occasione della settimana ecologica, nonostante il trasporto su ferro, inclusi i tram, rappresentino il trasporto ecologico per eccellenza. Ci chiediamo quindi insieme alle migliaia di utenti quotidiani, se entro breve tempo la linea 3 tornerà ad essere gestita con le tradizionali vetture tranviarie, primo passo per un rilancio del servizio che potrà avere una giusta accellerazione unicamente con la realizzazione del prolungamento naturale della linea 8 attraverso via Nazionale e di nuove linee tramviarie a completare un sistema a rete ecologico, capillare e funzionale".
“Sentir parlare di tram a Roma è sempre una notizia positiva, e ci auguriamo che le anticipazioni odierne di poter rivedere le “storiche” vetture marciare sui binari del 3 e di amminare i moderni jumbotram tra Largo Argentina e Termini sulla linea 8 possano diventare una concreta realtà”.
Lo dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, a commento delle novità annunciate oggi per la rete tramviaria romana.
“Fino ad oggi abbiamo sempre parlato di “desideri” – prosegue il CeSMoT – di quello che ci piacerebbe avere finalmente a Roma, e ci auguriamo di poter a breve vedere investimenti concreti e non più soltanto operazioni, come quella di via Flaminia, che darà senza dubbio un nuovo aspetto alla linea 2, ma sostanzialmente non cambierà nulla alle potenzialità e all’assetto della linea stessa”.
“A Roma – puntualizza il CeSMoT – servono nuove linee capaci di essere integrazione e complemento della rete tramviaria. O ancora meglio parte di una rete ferro-metro-tramviaria, così come accade nelle città del nord Europa, dove i tram viaggiano indistintamente su strada, su sede riservata e sulle linee ferroviarie. Un progetto che permetterebbe un nuovo slancio verso una mobilità dolce, ecologica, rapida e capillare, unica soluzione contro smog e traffico”.
"I pendolari attendono fiduciosi che il Comune investa veramente sul tram – conclude il CeSMoT – perché per far muovere Roma non bastano solo bus e taxi e parcheggi di scambio, ma un servizio moderno ed efficace”.
25 marzo 2010
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Ufficio Stampa CeSMoT
Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti
a cura di Comunicazione 2.0
"Appoggiamo e condividiamo pienamente l'iniziativa promossa da Legambiente per richiedere il prolungamento del tram 8 da largo Argentina alla stazione Termini lungo via Nazionale. Siamo scesi in piazza con tutte le associazioni di utenti del trasporto pubblico per condividere questa battaglia, ma adesso è importante che siano gli utenti stessi a far sentire la loro voce, sottoscrivendo la petizione per ottenere finalmente la realizzazione di un importante opera per la mobilità romana".
Lo dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, a margine della raccolta di firme promossa da Legambiente per portare il tram 8 lungo via Nazionale a Termini.
"E' ora di rilanciare seriamente il tram a Roma - conclude il CeSMoT - un mezzo di trasporto considerato dalla stragrande maggioranza dei cittadini come una soluzione importante per una mobilità più rapida ed ecologica".
Presentazione libro "tram a Roma" 01-07-08
Il GRAF – Gruppo Romano Amici della Ferrovia, in collaborazione con il CeSMoT – Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti e con Met.Ro. – Metropolitana di Roma SpA, è ben lieto di organizzare un’iniziativa per la presentazione ufficiale del volume di Vittorio Formigari e Piero Muscolino sui tram e sui filobus a Roma.Uscito in prima edizione nell’ormai lontano 1979 (con il titolo "Il tram a Roma" ) poi rinnovato nella seconda edizione dopo oltre vent’anni, il libro esce ora nella terza edizione completamente rinnovata e con nuovi contenuti a fianco di quelli ben conosciuti.
Eccezionalmente, la presentazione, a cui saranno presenti gli Autori i quali potranno rispondere a tutti i quesiti che verranno posti dai presenti, si terrà martedì 1° luglio 2008 alle ore 16.00 presso i locali della Dirigenza Centrale Operativa delle metropolitane di Roma presso la fermata di Garbatella della Linea B.
Nell’occasione, sarà presente un’esposizione di modelli ferroviari e tramviari di produzione esclusivamente artigianale e, a seguire la conferenza di presentazione, sarà resa visitabile la nuova Dirigenza Centrale Operativa delle metropolitane di Roma.
Per la partecipazione a questa interessante iniziativa, è richiesta la prenotazione preventiva entro sabato 28 giugno 2008 (compatibilmente con i posti disponibili) tramite invio di un messaggio all’indirizzo e-mail graf@graf.tv a conferma dell’avvenuta presentazione si riceverà per e-mail un invito che dovrà essere presentato all’ingresso dei locali di MetRo (accessibili dalla fermata di Garbatella attraverso l’uscita in direzione di Via Ostiense).
I soci CeSMoT che fossero interessati a partecipare devono darne comunicazione, sempre entro il giorno 28, all'indirizzo: presidenza [chiocciola] cesmot.it o via telefono al numero 3388681310
"Una settimana difficile per i trasporti romani, e in modo particolare per il servizio tramviario, che si è conclusa ieri sera con una lunga serie di problemi e disservizi lungo la linea 8". Lo dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, a seguito delle segnalazioni giunte da alcuni cittadini in merito ai disagi riscontrati ieri sera lungo la linea tramviaria 8 Casaletto-Argentina "Ieri sera in occasione della Festa de' Noartri a Trastevere - commenta il CeSMoT - era già stato comunicato da giorni che il servizio avrebbe limitato a piazza Bernardino da Feltre, ma per un'assurda ordinanza comunale, che dimostra come il tram venga sempre relegato sempre in secondo piano rispetto alla mobilità privata e su gomma, le vetture in servizio dal Casaletto a largo Argentina, sono state deviate a piazzale di Porta San Paolo per l'impossibilità di utilizzare gli scambi di inversione marcia, i flessi, disposti lungo la linea. Tali scambi infatti non sono utilizzabili perchè pur esistendo le corsie protette, considerati pericolosi e di "intralcio" per la circolazione". "Una decisione - critica il CeSMoT - che contrasta con i lavori e i soldi spesi in questi anni per installare lungo tutta la rete tramviaria, e in particolar modo lungo la linea di Trastevere e Monteverde, queste punti di inversione, necessari per poter garantire, in occasioni come quelle di ieri sera, un servizio regolare, seppur limitato. Si è deciso invece una nuova strada, quello di deviare il capolinea a Porta San Paolo, con relativi aumenti dei tempi di percorrenza. Situazione che si è aggravata per il guasto di un tram, che ha costretto di spostare ulteriormente più lontano, a piazza Albania, il terminale per l'inversione, dove, udite udite, alla fine si è stati costretti ad utilizzare il flesso esistente". "Auguriamo inoltre - aggiunge il CeSMoT- al tranviere aggredito ieri mattina sul 5 una rapida ripresa rinnovando la fiducia a lui e ai suoi colleghi, sperando che questo clima di odio verso il trasporto pubblico possa cessare quanto prima". "Non desideriamo aggiungere altro - conclude il CeSMoT - chiediamo ad Atac e trambus di comunicare i dati delle corse perse e dei ritardi accumulati dall'8 ieri sera e attendiamo gesti concreti da parte dell'amministrazione comunale per sapere quali saranno i progetti futuri per lo sviluppo del tram a Roma, un impegno concreto e non solo promesse".
METRO C: CESMOT, “FINALMENTE CIPE SI RICORDA DI ROMA, SUBITO VIA AI LAVORI”
“Finalmente il CIPE si ricorda di Roma e dell’importanza che la linea C riveste per la mobilità cittadina. E’ augurabile che adesso, con l’arrivo dei finanziamenti mancanti, si possa dare subito il via ai lavori per la realizzazione della tratta fondamentale che attraversa il centro città, e accelerare i tempi per la progettazione della sua prosecuzione verso nord”.
E’ il commento del CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, alla notizia dello stanziamento da parte del CIPE dei fondi necessari all’avvio degli interventi sulla tratta T3 della linea C di Roma.
“Quello che un po’ lascia perplessi - puntualizza il CeSMoT - è la decisione di finanziare la tratta T3 solo tra san Giovanni e Colosseo, realizzando si l’interscambio con la metro B, ma venendo a perdere la fermata di piazza Venezia, fondamentale per il cuore urbano e amministrativo di Roma. Se per molti critici della linea C il capolinea dei prossimi anni a San Giovanni la fa considerare una linea zoppa, l'arretramento del capolinea per la tratta T3 al Colosseo invece che nella centrale piazza Venezia rischia di lasciare per alcuni anni la linea acefala. Augurandosi che con la dilatazione prospettata dei tempi di realizzazione delle tratte successive, il progetto non si deformi ulteriormente e anzi si integri con nuove linee metropolitane e tramviarie”.
“Infatti - prosegue il CeSMoT - la conferma temuta della cancellazione dal progetto, per motivi archeologici ed economici, delle due fermate di Chiesa Nuova e Argentina, decisione ora definitiva, rende sempre più improcrastinabile la realizzazione del tram su corso Vittorio Emanuele, così da realizzare quella fondamentale maglia su ferro capace modernizzare il trasporto pubblico romano”.
“Per questo – conclude il CeSMoT - ci auguriamo che abbiano termine tutte quelle polemiche e sterili proteste sull’utilità dell’opera o solo per non avere il cantiere sotto casa. La linea C è fondamentale per la mobilità della futura Roma Capitale e i cantieri sono sacrifici necessari che gli abitanti del VI, VII e VIII municipio hanno ben compreso e stanno sopportando, consapevoli che porteranno una migliore qualità della vita e alla lotta contro l’inquinamento”.
22 luglio 2010
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Ufficio Stampa CeSMoT
Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti a cura di Comunicazione 2.0
Email: ufficiostampa@cesmot.it
Tel: +39 349 7620924
"Con l'apertura della nuova preferenziale lungo via della Lega Lombarda, via Catania, via Bari e via Morgagni, prosegue il potenziamentro del trasporto pubblico nella Capitale. Il nuovo corridoio consentirà notevoli vantaggi per la mobilità pubblica consentendo ai cittadini di scegliere il bus per risparmiare minuti preziosi ogni giorno".
E' il commento positivo del CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e trasporti, relativamente all'apertura della nuova corsia preferenziale da piazza Girolamo Fabrizio a piazza Salerno fino a piazzale delle Province.
"Una realizzazione importante - prosegue il CeSMoT - che si va ad integrare in un vasto sistema di percorsi protetti per il trasporto pubblico già realizzati e in corso di realizzazione, che oltre ad avvantaggiare il transito dei bus, consente anche un alleggerimento della mobilità privata e la razionalizzazione dei parcheggi. Roma ha un grande bisogno di interventi ed investimenti volti alla realizzazione di un trasporto pubblico più efficente e rapido attraverso corridoi preferenziali che si vanno ad inserire in un più vasto sistema a rete composto da metropolitane, ferrovie e tram".
"Il futuro della mobilità nella nostra città infatti - conclude il CeSMoT - corre sui binari. Sia sotto terra che lungo le strade".
VIA NAZIONALE: CESMOT, "INSIEME A LEGAMBIENTE PER IL tram 8 SU VIA NAZIONALE"
"Appassionati ed utenti condividono pienamente la posizione espressa dal presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati su una questione a noi molto cara, il ritorno del tram su Via Nazionale. Ringraziamo Legambiente per il costante impegno di questi mesi nella raccolta di firme per l'8 su via Nazionale, una posizione comune che intendiamo perseguire insieme a loro".
E' il commento del CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, a margine dell'iniziativa di questa mattina per portare il tram 8 da
largo Argentina a Termini.
"Le 1200 firme consegnate oggi all'assessore capitolino alla Mobilità Sergio Marchi - prosegue il CeSMoT - dimostrano come siano gli stessi utenti a chiedere il tram su via Nazionale. Un intervento che consentirebbe di ridurrebbe drasticamente l'inquinamento acustico ed
atmosferico lungo una delle principali strade romane e di tutelare maggiormente l'antico sampietrino che caratterizza la strada,
adattabile perfettamente all'infrastruttura tranviaria".
"Il tram su Via Nazionale - puntualizza il CeSMoT - non offenderebbe nessun canone urbanistico, architettonico e visivo. I tram hanno
transitato fin dall'800 lungo la storica via rappresentandone nel tempo uno degli elementi caratterizzanti fino alla sciagurata riforma
tranviaria del 1930. La stessa attuale Via Nazionale è oggi "deturpata", dalla linea aerea che alimenta l'illuminazione pubblica.
"Ci aspettiamo - conclude il CeSMoT - che l'attuale Amministrazione Comunale sappia prendere finalmente un serio impegno che guardi alle necessità dei cittadini, portando il tram 8 al suo naturale capolinea di Termini, come da progetto originario".
"Realizzare la linea tramviaria su via Nazionale è l'unica vera soluzione per migliorare la qualità della vita dei cittadini, per migliorare l'immagine della strada liberandola dal traffico e dallo smog e per tutelare i caratteristici sampietrini di porfido rosso. Per questo aderiamo alla manifestazione di Legambiente e delle altre associazioni di utenti del trasporto pubblico per affermare a gran voce l'importanza di un'infrastruttura vitale per la mobilità romana".
Lo dichiara il CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, a margine della manifestazione organizzata da Legambiente per chiedere
il prolungamento del tram 8 lungo via Nazionale.
"Condividiamo con gli amici delle associazioni ambientaliste, di utenti e di appassionati la stessa battaglia per il ritorno del tram -
prosegue il CeSMoT - per difendere e rilanciare una delle più trafficate e commerciali strade romane, che continua ad essere un angosciante susseguirsi di buche, fondo stradale sconnesso e pessimo esempio di degrado urbano. Un triste e purtroppo evidente esempio dell'immobilismo romano che arreca grandi danni all'immagine della nostra capitale".
"Ideale, e lo continueremo a ripetere - aggiunge il CeSMoT - sarebbe far coincidere il restyling della strada con i lavori per il prolungamento dell'8 da largo Argentina a Termini, perchè il tram non rappresenta un elemento invasivo e di degrado come si afferma da molte parti, ma una risorsa importante che si integra perfettamente nell'ambiente urbano. Anche grazie a soluzioni alternative che superano eventuali veti della sovrintendenza, come l'esperienza di Bordeaux, dove nel centro storico della cittadina francese i tram già da parecchi anni transitano senza alimentazione aerea, e quello che si sta realizzando a Firenze, dove la futura tramvia attraverserà piazza
del Duomo alimentata autonomamente. Senza dimenticare gli esempi di Padova al Prato delle Valli o di Roma stessa, dove il filobus giunge a Termini ad aste abbassate".
"Si deve investire sul tram - ribadisce il CeSMoT - e continueremo a ripeterlo, perchè è un vettore ecologico che con una rete più estesa potrebbe già nel giro di pochi anni migliorare la qualità del trasporto pubblico a Roma. Ben vengano qundi proposte e progetti per rivitalizzare la rete, con investimenti e idee che sappiano prendere anche esempio dalla Germania, dove le linee tranviarie vengono potenziate e trasformate in metropolitane leggere o da Parigi, dove si sta lavorando per implementare la nuova rete urbana di tram, integrata con la metropolitana".
"Ci auguriamo quindi - conclude il CeSMoT - che oggi sia la premessa di una ancor più bella promessa. Riportare il tram nel centro di Roma, cuore della mobilità capitolina".
"Salvaguardare lo storico sampietrino di via Nazionale, ma tutelare anche le ossa degli utenti del trasporto pubblico. A breve prenderanno il via i lavori per riqualificare via Nazionale, interventi necessari per migliorare l'aspetto e la fruibilità di una delle strade commerciali più importanti della capitale, che agevoleranno anche le migliaia di utenti che vi transitano giornalmente a bordo dei mezzi pubblici, i quali a gran voce chiedono da tempo di poter viaggiare senza scossoni e senza il rischio di farsi male ad ogni buca". E' il commento del CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, in merito ai lavori di rifacimento di via Nazionale previsti per il mese di agosto. "Gli interventi previsti su via Nazionale - prosegue il CeSMoT - con la rimozione dei sampietrini lungo le corsie di marcia e la sostituzione con una nuova piattaforma fonoassorbente, farà perdere senza dubbio una caratteristica visuale e distintiva della via. Si ridurranno però sensibilmente anche le condizioni di disagio in cui sono costretti a viaggiare i passeggeri degli autobus a causa delle buche e del fondo stradale dissestato. Via Nazionale è una delle strade più trafficate dai mezzi pubblici, e un perfetto stato del manto stradale oltre a migliorare il confort a bordo, può permettere anche di regolarizzare meglio le frequenze e ridurre ai mezzi il rischio di guasti causati dalle forti sollecitazioni". "Ideale, e lo continueremo a ripetere - conclude il CeSMoT - sarebbe far coincidere gli interventi di restyling con i lavori per permettere il transito dei tram e il prolungamento dell'8 da largo Argentina a Termini, scelta che rafforzerebbe il sistema di trasporto pubblico a servizio del centro storico. Operazione facilmente realizzabile in virtù anche del fatto che le Sovrintendenze proprio sulla questione di via Nazionale aveva sciolto ogni dubbio in merito, ponendo unicamente il vincolo che con i lavori venga ripristinato l'aspetto della via con le caratteristiche di inizio '900. Quando appunto il tram percorreva via Nazionale".
SI’ AL PROLUNGAMENTO DEL tram 8
da Largo di Torre Argentina alla Stazione Termini
Firma la petizione promossa da Legabiente Lazio in collaborazione con Associazione Utenti Trasporto Pubblico - UTP, CeSMot - Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, Associazione Progetto Trastevere e Lega Consumatori Lazio.
La linea tranviaria 8 che da via di Casaletto sarebbe dovuta arrivare alla Stazione Termini, si ferma invece da 10 anni a Largo Argentina.
Il passaggio da via Nazionale, che permetterebbe di incentivare l'utilizzo del mezzo pubblico, diminuire il traffico veicolare e anche significativamente l'inquinamento atmosferico, è vincolato all’alimentazione elettrica via aerea, che, secondo alcune considerazioni espresse dalla Soprintendenza di Roma “....sebbene riproponga un sistema di collegamento già utilizzato in tempi precedenti, risulta, allo stato odierno, di complesso ed invasivo inserimento ambientale...”.
Tale valutazione rischia di mortificare il mezzo tranviario in una città che ne ha un grande bisogno, proprio per proteggere e valorizzare il suo unico patrimonio storico - archeologico. Il passaggio del tram eviterebbe anche un’asfaltatura dell’intera sezione di via Nazionale, garantendo invece il mantenimento dei sampietrini, che come ritiene tra l’altro la stessa Soprintendenza, fanno parte del patrimonio storico della città.
Alla luce di quanto sopra esposto, i suddetti firmatari chiedono
Al sindaco di Roma: Walter Veltroni
Al Ministro dei Beni Culturali: Francesco Rutelli
Al Soprintendente dei Beni Architettonici e del Paesaggio del Comune di Roma: Federica Galloni
All’Assessore alle Politiche della Mobilità del Comune di Roma: Mauro Calamante
All’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Roma: Giancarlo D’Alessandro
All’Assessore alle Politiche del Territorio: Roberto Morassut
All’Assessore alle Politiche Ambientali: Dario Esposito
- La sospensione dell’inizio dei lavori finalizzati all’asfaltatura su via Nazionale, in assenza del progetto tranviario, al fine di non consegnare definitivamente alle auto via Nazionale e non trasformare la storica arteria in un’autostrada nel pieno dell’area centrale di Roma;
- Realizzare nella stessa Via Nazionale una corsia tranviaria per il prolungamento della linea n°8 da Largo Argentina alla Stazione Termini.
"Siamo pienamente soddisfatti della conferma da parte dell'assessore Calamante che il Comune di Roma intende continuare ad investire sul tram. Per reinserire la linea tramviaria lungo via Nazionale, nonostante i vincoli imposti dalle Sovrintendenze, vogliamo solamente ricordare all'assessore l'esempio di Bordeaux, dove nel centro storico della cittadina francese i tram già da parecchi anni transitano senza alimentazione aerea, e quello che si sta realizzando a Firenze, dove la futura tramvia attraverserà piazza del Duomo alimentata autonomamente. Senza dimenticare gli esempi di Padova al Prato delle Valli o di Roma stessa, dove il filobus giunge a Termini ad aste abbassate".
Commenta in una nota il CeSMoT, Centro Sudi sulla Mobilità e i Trasporti, le positive affermazioni dell'assessore capitolino ai Trasporti, Mauro Calamante, ad un futuro ritorno del tram lungo via Nazionale.
"Ci auguriamo - conclude il CeSMoT - quindi che oggi sia la premessa di una ancor più bella promessa. Riportare il tram nel centro di Roma come cuore della mobilità capitolina".
"Dopo anni di progetti finalmente a breve prenderanno il via i lavori per
riqualificare Via Nazionale e via IV Novembre. Interventi per migliorare
l'aspetto e la fruibilità di una delle strade commerciali più importanti
della capitale, che agevoleranno anche le migliaia di utenti che vi
transitano giornalmente a bordo dei mezzi pubblici. Ma nel progetto manca
l'elemento fondamentale. Il tram da largo Argentina, piazza Venezia fino a
Termini".
E' il commento del CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, in
merito al progetto del Comune di Roma per nuovo aspetto più elegante e
pratico di Via Nazionale e via IV Novembre.
"Quello che rimane incomprensibile - prosegue il CeSMoT - è l'assenza
dell'elemento più importante, in particolar modo per la mobilità pubblica.
Verrà realizzata una corsia di marcia centrale, ma non ci passerà il tram.
L'8, dopo 10 anni di attese non arriverà più a Termini, rimanendo orfana
della tratta più importante. Non si completa quindi l'intervento più
importante, una necessità per i migliaia di pendolari e turisti che
giornalmente affollano l'asse Termini - Piazza Venezia, ma che proseguono
anche sulle direttrici di Trastevere, San Pietro e Aurelia. Ci lascia quindi
ancor di più perplessi l'ennesima scelta di non investire sul "ritorno" del
tram, in considerazione anche del fatto che la sovrintendenza proprio su via
Nazionale aveva sciolto ogni dubbio in merito, ponendo unicamente il vincolo
che con i lavori si ripristini l'aspetto della via con le caratteristiche di
inzio '900. Quando appunto il tram percorreva via Nazionale".
"Gli interventi previsti lungo via Nazionale/ via IV Novembre - conclude il
CeSMoT - con la rimozione dei sampietrini e la sostituzione con una nuova
piattaforma fono assorbente, farà perdere senza dubbio dal punto di vista
urbanistico la caratteristica pavimentazione della via. Si ridurranno però
sensibilmente anche le condizioni di disagio in cui sono costretti a
viaggiare i passeggeri degli autobus a causa delle buche e del fondo
stradale dissestato. Via Nazionale è una delle strade più trafficate dai
mezzi pubblici, e un perfetto stato del manto stradale oltre a migliorare il
confort a bordo, può permettere anche di regolarizzare meglio le frequenze e
ridurre ai mezzi il rischio di guasti causati dalle forti sollecitazioni.
Trovare una soluzione per il transito dei tram avrebbe ulteriormente
rafforzato il sistema a servizio del centro storico, realizzando un sistema
a rete tra la metro A (stazioni Termini e Repubblica) e la futura linea C
(Stazioni Venezia e Argentina)".
"Sono altamente allarmanti i dati che emergono dal rapporto Eurispes su 'Infrastrutture e Modalità', dove l'Italia si piazza fanalino di coda in riferimento alla dotazione, all'estensione della rete e alla popolazione servita da reti metropolitane e tranviarie. Ancora più preoccupante se prendiamo in esame la situazione della mobilità romana, dove è possibile osservare una regressione del servizio tranviario, le solite due linee di metropolitana in esercizio e un servizio ferroviario regionale che deve operare a supporto della mobilità urbana". E' il commento del CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, analizzando i dati diffusi oggi dal rapporto Eurispes sulla mobilità in Italia ed Europa. "Si deve investire sul tram - aggiunge il CeSMoT - un vettore ecologico che con una rete più estesa potrebbe già nel giro di pochi anni migliorare la qualità del trasporto pubblico a Roma, innestando un circolo vizioso, nel quale un servizio efficente, veloce ed ecologico, rappresentato dal servizio tranviario, possa invogliare chi oggi si muove con la macchina, ad utilizzare il trasporto pubblico. Investire e progettare prendendo anche esempio dalla Germania, dove le linee tranviarie vengono potenziate e trasformate in metropolitane leggere o da Parigi, dove si sta lavorando per implementare la nuova rete urbana di tram, integrata con la metropolitana". "A Roma invece - prosegue il CeSMoT - si parla e si progettano grandi reti metropolitane, si annuncia che in pochi anni la Capitale vedrà ampliata in modo esponenziale la propria rete infrastruturale metropolitana, ma in attesa che le nuove linee entrino in servizio, e sappiamo benissimo quanto sia difficile scavare nel sottosuolo romano, perchè non ragionare su un piano integrato di mobilità che vede nel tram il suo punto di forza". "E' necessario quindi - conclude il CeSMoT - lavorare in previsione di una grande rete su ferro, investendo le risorse su tutti i vettori, in particolar modo quelli ecologici. Solo in questo modo è possibile compiere seri passi in avanti per migliorare il trasporto pubbico romano e venire incontro al bisogno primario di tutti i cittadini. Muoversi".
Caro futuro Sindaco,
amiamo come te la nostra città e vorremmo vederla sempre più bella,pulita e libera dal traffico. Lo sappiamo che non hai la bacchetta magica, ma ti chiediamo un impegno maggiore per restituire la Capitale a noi romani e ai turisti che la vengono ad ammirare.
Viviamo la città quotidianamente, spostandoci per lavoro, per studio e per goderla nel tempo libero. Però a Roma non è facile muoversi per tanti motivi che ben sai. Soltanto tu puoi aiutarci, realizzando tante piccole e grandi cose che ci possono agevolare e farci vivere con meno stress e meno smog.
Ti chiediamo a gran voce di salvarci dalla via Togliatti. E' vero, il "corridoio della mobilità" ha fatto tanto, agevolando il mezzo pubblico e migliorando il collegamento tra diversi settori popolosi della città. Ma ogni giorno è il caos, perché quella corsia laterale non la spostiamo definitivamente al centro della strada, insieme ai parcheggi e alla pista ciclabile, trasformandola in una pratica ed ecologica tramvia. Renderesti la via un potentissimo asse viario integrato, più scorrevole per il traffico privato, e ancora più veloce per il trasporto pubblico. Se non ci credi, controlla il tratto di corridoio realizzato in X municipio, dove anche se in ritardo, ci si è accorti che il corridoio inserito nello spartitraffico rappresentava una soluzione che aiutava mobilità pubblica e privata. Rivediamolo insieme questo progetto e trasformiamo tutto il corridoio in una tramvia veloce che cammina lontano dal traffico.
E visto che parliamo di tram, riprendi in considerazione i progetti per valorizzare questo importante mezzo di trasporto ecologico. Perché non rivalutare il progetto della Termini-Vaticano-Aurelio? Così l'8 potrà arrivare al suo capolinea naturale dei Termini, e allo stesso tempo creare una dorsale di trasporto fondamentale per il centro storico, che si integra a rete con le future linee C e D. Si alleggerirebbe una parte importante della città dallo smog e dal traffico, ridonandogli splendore e dignità.
E se la linea C arriverà a Grottarossa, perché non collegare alla metropolitana anche la Balduina realizzando una funicolare sotterranea da piazzale Clodio a Monte Mario. Un ulteriore collegamento a rete, che migliorerebbe la mobilità nel municipio e non intaccherebbe il patrimonio ambientale della riserva naturale, permettendone anzi, una sua maggiore valorizzazione. E dall'altro estremo della linea, un collegamento automatizzato tra la stazione di Torre Angela e il Policlinico e il campus universitario di Tor Vergata.
Potenziamo il Filobus. Il primo passo è stato fatto 3 anni fa riportandolo lungo la Nomentana, ma continuiamo a camminare lungo questa strada per un trasporto pubblico ecologico, trasformando tutte le linee express in percorsi filoviari.
Infine, caro futuro sindaco, se vuoi che lasciamo la macchina e prendiamo i mezzi pubblici, aiutaci soprattutto a trovare un posto dove lasciarla. Fai di tutto per incentivare l'uso dei parcheggi di scambio realizzandone sempre di nuovi e riaprendo quelli che per svariati motivi, sono chiusi o non riescono ad entrare in funzione.
Solo così sarà possibile evitare strade intasate, ingorghi, traffico e smog.
Concludendo, lavoriamo insieme per vivere meglio la nostra Roma e per dargli quella dignità di grande capitale Europea qual'è.
I tuoi amici utenti del trasporto pubblico.
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CeSMoT, Roma, Tram, Filobus, Metropolitana, Linea C, Monte Mario, Sindaco Roma, smog, traffico, Università Tor Vergata,
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