Comunicato Stampa – CeSMoT, preoccupati per ennesimo incendio bus ATAC

SAM_6945L’incendio avvenuto nella giornata odierna ad un bus ATAC, il sesto da inizio anno, mette ancora una volta alla luce le criticità del TPL romano e le contraddizioni di ATAC, sempre più non in grado di assicurare un servizio decente ai romani (basti anche pensare alla Metro C ancora chiusa per guasto) . La vettura 7614 andata a fuoco oggi, è solo l’ultima di oltre 100 vetture andate a fuoco negli ultimi sei anni, incendi per i quali non si sono mai sapute le cause. Escludendo fantasiose ipotesi di sabotaggio, leitmotive (pentastellato) ogni volta che a Roma qualcosa non funziona, il dato è altamente preoccupante,anche perchè in altre città italiane non sembra esserci tutta questa incidenza di vetture incendiate. Anche questa volta, grazie anche alla prontezza dell’autista, non ci sono stati danni alle persone, ma i cittadini romani hanno il diritto di viaggiare in sicurezza e di conoscere le cause dell’ennesimo incendio.  Le nostre preoccupazioni, come CeSMoT,  non riguardano però  solo la sicurezza dei viaggiatori, ma anche i ritardi ed i disservizi che la cronica mancanza di vetture (tra guasti ed incendi) sta provocando sulla rete di superficie. Da una prima analisi, in attesa che ATAC risponda alle ns richieste di accesso agli atti, abbiamo infatti  constato che mancano all’appello, rispetto a meno di 10 anni fa, oltre 400 vetture, di cui oltre 130 vetture corte e 100 da 12 metri. In assenza di investimenti e progetti per il futuro, il rischio per i romani di ritrovarsi senza un efficace ed efficiente TPL nel volgere di poco tempo è altamente concreto, tanto più che la scadenza del 31 maggio è vicina.   Ormai il problema non è referendum si o referendum no, ma che qualcuno si prenda la responsabilità di definire, con fatti concreti, il futuro di ATAC e di tutto il TPL romano.

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Comunicato Stampa – CeSMoT, cervellotica riforma rete superficie con apertura tratta Lodi – San Giovanni Metro C

3609_671rediromaApprendiamo finalmente le modifiche della rete di superficie con il prolungamento della Linea C a San Giovanni (http://www.atac.roma.it/page.asp?r=16622&p=159) Ancora una volta,come già accaduto con l’apertura della tratta Centocelle – Lodi,  si sceglie di fare il vuoto in superficie, probabilmente allo scopo di costringere l’utenza a prendere la Metro e ad aumentare i Km percorsi da ATAC. Tali modifiche, dimostrano scarsa, se non nulla conoscenza delle esigenze di mobilità della popolazione e menefreghismo nei confronti dell’utenza. Se la soppressione del 673, che da anni ha perso qualsiasi utilità anche a causa delle pessime frequenze, potrebbe anche avere un senso, in quanto i collegamenti verso la metro restano assicurati dalla linea 360, non si capisce il senso della limitazione della linea 81 a P.za Lodi, o meglio a Via La Spezia, dove manca lo spazio per un capolinea, obbligando utenza o a servirsi dell’evanescente 412, oppure a prendere la metropolitana.  Ci chiediamo perchè non limitarla allora a L.go Preneste, garantendo un interscambio con la rete tram. Per quanto riguarda la nuova linea 77 (Piramide – San Giovanni) solo chi non ha mai percorso Via Cilicia nelle ore di punta poteva partorire una linea simile che, in assenza di qualsiasi percorso protetto resterà bloccata quotidianamente nel traffico. Assurde anche le modifiche alle linee 056 e 058 che diventeranno ancora più irregolari. Auspichiamo un ripensamento a tali provvedimenti e restiamo anche sconcertati del fatto che tali modifiche siano state annunciate dal vettore ATAC e non da Roma Mobilità che avrebbe, sulla carta,  il compito di pianificare la rete.

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Metro C, CeSMoT: lieti per apertura stazione San Giovanni ma tracciato oltre Piazza Venezia va rivisto

Roma_treno_RA394_metro_B_PiramideL’annuncio dell’apertura il prossimo 12 maggio della tratta Lodi – San Giovanni della Metro C, dopo una lunga serie di date annunciate e non rispettate, permetterà finalmente interscambio con la Metro A ,dando un senso alla Metro C, una delle opere più costose mai viste a Roma. Pur essendo ovviamente soddisfatti dell’apertura, merito in ogni caso del lavoro delle precedenti amministrazioni che hanno fortemente voluto la metro C, restiamo fortemente perplessi sia sulle frequenze annunciate di passaggio dei treni (12/15 minuti sono eccessivi) , sia sull’impatto che potrà avere sulla Linea A della metropolitana che già viaggia prossima alla saturazione, anche in virtù della totale assenza di un piano certo di revisione della rete di superficie, di cui si sa solo di una presunta linea bus 77 da San Giovanni verso Ostiense che dovrebbe percorrere la trafficatissima Via Cilicia , con inevitabili aumenti di percorrenza. Apprendiamo inoltre che l’amministrazione, dopo averla osteggiata quando era all’opposizione, ha improvvisamente cambiato idea sul prolungamento della metro C oltre Colosseo, arrivando ad annunciare che i lavori andranno avanti ricalcando il percorso già previsto dal progetto originario, ovvero il passaggio sotto Corso Vittorio per arrivare verso Ottaviano. Peccato che, nonostante i soliti sterili proclami del presidente della commissione mobilità, gli studi già effettuati hanno dimostrato l’impossibilità di realizzare una stazione in zona Torre Argentina ed anche che  realizzare una stazione nei pressi di Piazza della Chiesa Nuova potrebbe essere complicato. Il rischio di avere una metropolitana che passi per il centro senza effettuare fermate è un qualcosa da non sottovalutare. Per questi motivi, come CeSMoT, continuiamo a ritenere che occorra certamente  arrivare a Piazza Venezia ma che il tracciato vada completamente rivisto, sostituendo la tratta sotto Corso Vittorio con una linea tramviaria, molto più economica e capillare ,mentre la Metro C potrebbe deviare verso Trastevere/Marconi, laddove era prevista il tracciato della Metro D, creando un valido collegamento anche a servizio dell’Università di Roma 3. La prevista tratta della Metro C fino a Farnesina, con ipotesi di prolungamento verso l’Ospedale S.Andrea, potrebbe tranquillamente diventare una linea autonoma da Ottaviano, anche in considerazione del fatto che la MEtro C non tocca nessuna delle due principali stazioni ferroviarie romane, che sono i principali nodi di scambio. Per questo motivo,anche con una linea Pantano – Farnesina, è ipotizzabile che utenza scenda ad Ottaviano, motivo per cui, tanto varrebbe creare o una metropolitana a se stante o un collegamento tramviario.

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Comunicato Stampa – CeSMoT: bene licenziare le “mele marce” in ATAC ma occorre fare tabula rasa del passato e costruire una nuova azienda 2.0

 Con il recente licenziamento dei 3 dirigenti ATAC il Campidoglio, più che licenziare delle presunte “mele marce” ,  probabilmente ha semplicemente individuato dei capri espiatori su cui scaricare le colpe dello spaventoso dissesto dell’azienda di via Prenestina, in parte ereditato  dalle precedenti gestioni ma in misura maggiore dovuto all’attuale corso politico incapace di risanare, nonostante le roboanti promesse, il “gigante malato” . Il Centro Studi ha forti dubbi che questa manovra possa effettivamente avere un significato nella direzione del risanamento dell’ATAC, e si chiede se non fosse stata un’azione migliore, ad esempio, quella di chiarire se il cumulo delle cariche di presidente, amministratore delegato e direttore generale nelle mani della stessa persona sia effettivamente diretto a migliorare la gestione dei conti dell’azienda oppure non sia altro che una manovra predisposta per mantenere il controllo dell’ATAC nelle mani delle lobby di sempre. Continuiamo inoltre ad essere perplessi sul voler insistere nella strada del concordato preventivo, anche alla luce dei rilievi fatti dal tribunale.  Probabilmente sarebbe stato molto meglio proseguire al commissariamento dell’azienda, nominando una figura esterna che, al riparo delle pressioni politiche, avrebbe sicuramente proceduto ad un serio piano di risanamento. Con la scadenza del 31 maggio sempre più vicina, con un’azienda tormentata da disservizi quotidiani con ritardi e soppressioni di corse e con la spada di damocle di un referendum con il quale i romani saranno chiamati a decidere se si debbano effettuare sin da subito le gare per l’affidamento del servizio di TPL, il rischio che siano gli utenti a rimetterci in questo gioco al massacro è, purtroppo, un rischio elevato e concreto. Occorre fare tabula rasa del passato e costruire, non solo a parole, una nuova azienda 2.0.

CeSMoT – Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti

 

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Comunicato Stampa, CeSMoT: tram piazza Vittorio – Fori Imperiali opera inutile per Mobilità cittadina

9207_8trastevereLa prevista linea di tram da Piazza Vittorio a Largo Corrado Ricci,annunciata oggi dall’amministrazione capitolina ci lascia fortemente perplessi. Come CeSMoT riteniamo che una linea tram che non arriva in un nodo di scambio non abbia assolutamente senso.Come fa a caricare? A chi potrà mai servire?Invece di cantierizzare opere strategiche come la linea Termini – Vaticano – Cornelia o il passante Cinecittà – Laurentina l’impalpabile giunta capitolina si concentra su vaghe promesse dal sapore elettorale che se mai verranno realizzate porteranno solo ad uno spreco di soldi. Come CeSMoT da sempre siamo a favore di un trasporto ecosostenibile,come lo è il tram,a condizione che si creino le condizioni per rendere infrastruttura strategica per la mobilità.

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Comunicato Stampa:Roma perde il bus

3619_710veneziaRoma perde il bus. Con il rinvio al 2021 delle gare per la gestione del Tpl romano, si perde l’occasione di rilanciare un comparto da tempo in grande difficoltà e di offrire a breve termine a cittadini e turisti della capitale un servizio adeguato alle esigenze di mobilità.
Per ripartire veramente serve rompere con il passato ed avere coraggio di programmare il futuro.

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Comunicato Stampa, CeSMoT:perplessi su potenziamento natalizio rete ATAC

3619_710veneziaVorremmo anche noi condividere l’ottimismo odierno con cui atac annuncia di poter garantire un potenziamento del servizio di superficie in occasione delle festività natalizie,con anche attivazione di navette shopping,ma purtroppo la realtà è ben diversa,con lunghe attese quotidiane alle fermate,una mancata produzione che ad ottobre ha toccato un valore di –1104270vetture/km ed un parco.mezzi obsoleto. Teniamo che il management scelto dagli uomini della Casaleggio Associati non si sia minimamente reso conto della realtà e che stia solo propagandando duomo,o,peggio,che il previsto piano danneggerà gli utenti Delle perfierie che si vedranno tolte vetture per impiegarle in centro. In attesa di conoscere questo fantomatico piano,come CeSMoT ci permettono umilmente di ricordare che in anni passati già a partire dall’8 dicembre iniziava il potenziamento natalizio,ma erano anni in cui la città era amministrata da persone competenti,non da un gruppo di dilettanti allo sbaraglio comandati da un ex comico.

CeSMoT Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti

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Comunicato stampa, CeSMoT,:aumentano ricavi Atac ma peggiora il servizio

mb_maglMentre Atac annuncia con toni trionfalistici, degni di un cinegiornale dell’Istituto Luce aumento dei ricavi dalla vendita dei biglietti, i cittadini romani fanno i conti con un servizio ogni giorno sempre più scadente,con linee di autobus sospese o soppresse (vedi il 117), ritardi abissali sulle linee di metropolitana dovuti genericamente a “carenza di treni” e risibili attivazioni di nuove linee spacciate come grandi opere. Sarebbe,a ns giudizio opportuno,che l’impalpabile assessore Meleo,invece di fare tour promozionali nei municipi a propagandare il nulla cosmico del PUMS (strumento volto solo a raccogliere proposte demenziali in tema di trasporto) decidesse insieme al sindaco di operare una seria riforma del TPL romano,rispettando anche i voleri dei cittadini romani che hanno firmato un referendum per chiedere che vengano fatte le gare per l’affidamento dei servizi di TPL. Insistere a voler affidare tutto ad un’azienda inefficiente e sull’orlo del fallimento come Atac, è un qualcosa di folle, demagogico e sconsiderato ed indegno di una capitale europea

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Comunicato Stampa – Roma, CeSMoT: intollerabile uso display vetture ATAC per messaggi personali

 Rimaniamo basiti nell’apprendere che un autista ATAC , probabilmente annebbiato dalla canicola estiva, ha ben pensato di utilizzare i display della vettura da lui guidata per esprimere un parere personale sulla questione vaccini e, non contento, ha anche deciso di pubblicarla su facebook, con tanto di numero della vettura, vantandosi poi del suo operato ed aggiungendo sprezzante, a chi stigmatizzando tale comportamento auspicava un licenziamento, che l’azienda ATAC aveva già provato a licenziarlo ma era stata condannata ad un salatissimo risarcimento. Quanto accaduto, di una gravità assoluta, altro non fa che affossare ancora di più la già disastrata e compromessa immagine dell’azienda ATAC. Oltretutto, l’atteggiamento dell’autista suona ancora più beffardo considerando anche che non sono poche le vetture che girano con fogli di carta per indicare la linea a causa del non funzionamento dei display. Come CeSMoT stigmatizziamo l’accaduto e ribadiamo che le vetture di linea non sono lavagne dove esternare pensieri politici, calcistici o personali, ed auspichiamo che ATAC, considerando che il “genio” oltre a firmarsi con nome e cognome ha messo ben in vista il numero della vettura, prenda, come annunciato, seri e drastici provvedimenti nei confronti del colpevole e metta in atto accorgimenti tecnici per impedire in futuro l’uso scorretto ed indebito dei display delle vetture.

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Comunicato Stampa – CeSMoT: due anni senza ferrovia Centocelle – Giardinetti,vittima delle istituzioni

I052-428-065_giardinettil 3 agosto di due anni fa, in maniera del tutto arbitraria e pretestuosa, ATAC decise di limitare la Ferrovia Termini – Giardinetti nella stazione di Centocelle adducendo una presunta sovrapposizione alla Linea C della metropolitana ed annunciando, contestualmente,  l’imminente avvio dei lavori di costruzione di una nuova stazione di interscambio all’altezza di Viale Palmiro Togliatti. Sono trascorsi due anni e nulla è cambiato: la nuova stazione non è stata mai realizzata,e i viaggiatori sono costretti ad una camminata a piedi per raggiungere al fermata della Metro C, dopo che è stata anche soppressa, la navetta “fantasma” istituita da ATAC, per nulla utilizzata in quanto assolutamente non pubblicizzata. La ferrovia Termini – Giardinetti, così come la Roma – Fiuggi di cui è erede, è vittima in primis di una regione colpevolmente assente che dopo aver distrutto le ferrovie romane e regionali si farà viva solo adesso, in campagna elettorale vantando successi e grandi risultati. La linea è inoltre vittima di  un’ azienda incapace, come ATAC, specializzata nel disservizio quotidiano,  succube e prostrata sia alle decisioni giunte dalle stanze di Via Cristoforo Colombo sia delle “paranoie” di alcuni settori dell’agenzia per la Mobilità e totalmente sorda alle esigenze ed alle richieste del territorio pervenute in questi due anni, richieste alle quali è stato sempre opposto uno sprezzante ed arrogante silenzio.  Ma, della chiusura e mancata riapertura è colpevole anche ed in primis  un’amministrazione capitolina, ormai sempre più allo sbando, capace solo ed esclusivamente di presentare a cadenza periodica ipotetici e faraonici piani di riapertura e rilancio, ma che di fatto non interviene con l’unica cosa realmente in suo potere, ovvero garantire la copertura finanziaria per l’esercizio della tratta sospesa e costringere l’azienda, di cui, ricordiamo, è azionista unico, ad attuare le linee programmatiche di riapertura che gli vengono ordinate. Come CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, in questa data infausta che segna uno dei punti più bassi nella storia del TPL romano, torniamo a chiedere con forza al Comune di mantenere le promesse fatte a partire dalla campagna elettorale, obbligando  ATAC a riaprire, immediatamente e senza scuse o temporeggiamenti la ferrovia, rispettando il contratto di servizio e le linee programmatiche. Vogliamo ricordare che allo stato attuale non esiste alcun atto scritto che giustifichi o autorizzi la chiusura della linea e che fino ad oggi Regione, ATAC ed Agenzia della Mobilità non hanno mai ritenuto opportuno spiegare all’utenza suddita le reali motivazioni della chiusura. Auspichiamo infine che la popolazione delle tratte interessate dalla sospensione torni in piazza a manifestare con forza, come due anni fa,  il proprio dissenso, anche per svegliare dal sonno degli “stolti” gli amministratori locali, a partire da quelli municipali

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