Comunicato Stampa – CeSMoT: due anni senza ferrovia Centocelle – Giardinetti,vittima delle istituzioni

I052-428-065_giardinettil 3 agosto di due anni fa, in maniera del tutto arbitraria e pretestuosa, ATAC decise di limitare la Ferrovia Termini – Giardinetti nella stazione di Centocelle adducendo una presunta sovrapposizione alla Linea C della metropolitana ed annunciando, contestualmente,  l’imminente avvio dei lavori di costruzione di una nuova stazione di interscambio all’altezza di Viale Palmiro Togliatti. Sono trascorsi due anni e nulla è cambiato: la nuova stazione non è stata mai realizzata,e i viaggiatori sono costretti ad una camminata a piedi per raggiungere al fermata della Metro C, dopo che è stata anche soppressa, la navetta “fantasma” istituita da ATAC, per nulla utilizzata in quanto assolutamente non pubblicizzata. La ferrovia Termini – Giardinetti, così come la Roma – Fiuggi di cui è erede, è vittima in primis di una regione colpevolmente assente che dopo aver distrutto le ferrovie romane e regionali si farà viva solo adesso, in campagna elettorale vantando successi e grandi risultati. La linea è inoltre vittima di  un’ azienda incapace, come ATAC, specializzata nel disservizio quotidiano,  succube e prostrata sia alle decisioni giunte dalle stanze di Via Cristoforo Colombo sia delle “paranoie” di alcuni settori dell’agenzia per la Mobilità e totalmente sorda alle esigenze ed alle richieste del territorio pervenute in questi due anni, richieste alle quali è stato sempre opposto uno sprezzante ed arrogante silenzio.  Ma, della chiusura e mancata riapertura è colpevole anche ed in primis  un’amministrazione capitolina, ormai sempre più allo sbando, capace solo ed esclusivamente di presentare a cadenza periodica ipotetici e faraonici piani di riapertura e rilancio, ma che di fatto non interviene con l’unica cosa realmente in suo potere, ovvero garantire la copertura finanziaria per l’esercizio della tratta sospesa e costringere l’azienda, di cui, ricordiamo, è azionista unico, ad attuare le linee programmatiche di riapertura che gli vengono ordinate. Come CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, in questa data infausta che segna uno dei punti più bassi nella storia del TPL romano, torniamo a chiedere con forza al Comune di mantenere le promesse fatte a partire dalla campagna elettorale, obbligando  ATAC a riaprire, immediatamente e senza scuse o temporeggiamenti la ferrovia, rispettando il contratto di servizio e le linee programmatiche. Vogliamo ricordare che allo stato attuale non esiste alcun atto scritto che giustifichi o autorizzi la chiusura della linea e che fino ad oggi Regione, ATAC ed Agenzia della Mobilità non hanno mai ritenuto opportuno spiegare all’utenza suddita le reali motivazioni della chiusura. Auspichiamo infine che la popolazione delle tratte interessate dalla sospensione torni in piazza a manifestare con forza, come due anni fa,  il proprio dissenso, anche per svegliare dal sonno degli “stolti” gli amministratori locali, a partire da quelli municipali

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Comunicato Stampa – Ferrovia Roma – Giardinetti: felicità nell’apprendere che Comune ha fatto sue le proposte del CeSMoT

059_426_067pantanoApprendiamo dalla stampa che la recente Commissione Mobilità ha deciso di pronunciarsi verso il ripristino e potenziamento della Ferrovia Roma – Giardinetti e siamo molto felici che il Comune abbia deciso di “fare sue” le proposte ed i progetti che la Ns associazione già da lungo tempo aveva presentato anche agli uffici competenti, scontrandosi sempre contro un muro di gomma, come se il ripristino di questa infrastruttura strategica, da troppo tempo pretestuosamente limitata senza alcun reale motivo a Centocelle, fosse un argomento tabù, da non toccare assolutamente. Per tutti questi anni abbiamo combattuto praticamente in solitaria questa battaglia, e riteniamo sia ancora troppo presto per cantare vittoria. Sebbene sia importante la decisione della Commissione Mobilità, già in passato abbiamo assistito alla presentazione di roboanti progetti di ammodernamento di ciò che resta della Roma – Fiuggi, senza che essi siano mai diventati un qualcosa di concreto. Riteniamo opportuno perciò che vengano sin da subito stabiliti dei punti fermi, onde evitare che anche questo progetto resti confinato al mondo delle buone intenzioni. Prima ancora di pensare a futuri prolungamenti, riteniamo perciò urgente ed imprescindibile il ripristino della tratta Centocelle – Giardinetti. L’operazione è fattibile in tempi relativamente brevi, previa pulizia e manutenzione della sede ferroviaria. Altro punto improcastinabile è l’acquisto di nuovo materiale rotabile di tipo metropolitano in sostituzione di gran parte di quello attuale,obsoleto ed inadatto a svolgere il servizio, facendo anche rientrare urgentemente in servizio tutti i mezzi dei gruppi 820 ed 830,  attualmente fermi per guasti o mancanza pezzi di ricambio. Necessario anche l’innalzamento delle banchine della tratta esistente per incarrozzamento a raso che renderebbe finalmente linea accessibile anche a disabili ed anziani, i primi attualmente impossibilitati all’utilizzo, i secondi costretti a vere e proprie “scalate” per salire a bordo dei mezzi. Per quanto attiene i progetti di prolungamento, come CeSMoT riteniamo che la soluzione miglior resti quella da noi ipotizzata, ovvero di una galleria che partendo poco dopo l’attuale fermata di Tobagi  passi sotto il quartiere di Torrenova, per poi affiancarsi a Viale della Sorbona, servendo le facoltà universitarie e facendo capolinea all’altezza del Policlinico Tor Vergata, dove sarebbe possibile la coincidenza con la progettata metropolitana leggera Anagnina – Tor Vergata – Torre Angela, creando un vero e proprio “effetto rete”. Ma, per realizzare ciò, così come un eventuale prolungamento verso Termini, occorre innanzitutto che vengano finalmente definite le competenze sulla linea, che ricordiamo essere ancora di proprietà Regionale, e che tutti i soggetti interessati  facciano la loro parte,con opportuni stanziamenti di fondi, evitando barricate ideologiche per guadagnare “qualche voto in più″  . Proprio per questo continuiamo a chiedere a gran voce che venga aperto un tavolo di confronto e partecipazione sul futuro della linea, con tutti i soggetti istituzionali e con le associazioni e comitati di utenti e cittadini, al fine di arrivare  ad un progetto condiviso per il rilancio di questa strategica infrastruttura.  Roma ed i romani non possono permettersi di perdere questo treno, il tempo delle chiacchiere e dei “faremo” è terminato. E dopo oltre un anno riteniamo che questa giunta, alla quale i cittadini chiedono importanti azioni in tema di mobilità sostenibile, abbia tutti gli strumenti per iniziare a lavorare seriamente per rendere Roma al pari di altre capitali europee.

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Comunicato Stampa – Roma, CeSMoT : slittamento riapertura ferrovia Termini – Giardinetti ennesima beffa di ATAC verso i pendolari. Enti preposti prendano provvedimenti urgenti

056-421-063_depcentocelleLa notizia dello slittamento al prossimo 20 marzo della riapertura della Ferrovia Termini – Giardinetti, comunicata da ATAC con la consueta “intempestività” nel fine settimana, suona come l’ennesima beffa verso utenti e pendolari costretti, ancora per una settimana (se saranno fortunati) e per colpa delle ben note inefficienze gestionali ATAC, a dover utilizzare insufficienti ed inquinanti collegamenti su gomma per i loro spostamenti.  La motivazione ufficiale secondo la quale “Il ritardo nel completamento delle attività e il proseguimento dei lavori si è reso necessario ‎dopo avere riscontrato situazioni non prevedibili, riconducibili alla vetustà degli impianti sui quali si è lavorato e che hanno richiesto un approfondimento tecnico per la messa in sicurezza” suona fortemente pretestuosa  in quanto già nel 1986 , con lo smantellamento della diramazione per Piazza dei Mirti è stato modificato il piazzale ed anche negli anni successivi sono stati effettuati lavori di manutenzione in stazione . Né tantomeno può essere considerato obsoleto un apparato ACEI attivato negli anni ’70, all’atto della realizzazione dell’attuale stazione, se consideriamo che, in ambito RFI, troviamo stazioni di medio/grandi dimensioni dove sono in servizio apparati di controllo degli enti di stazione con più di 40 anni di servizio senza che questo generi particolari criticità. Anzi, qualsiasi attivazione di nuovi apparati in genere viene effettuata contestualmente alla dismissione di quelli vecchi, limitando a brevi periodi le eventuali interruzioni della circolazione. Inoltre appare fortemente anomalo che solo poco prima della data di fine lavori ATAC riscontri “situazioni imprevedibili” come se in tutti questi anni non si fossero mai effettuati lavori di manutenzione. Non volendo assolutamente prendere in considerazione questa ipotesi, che aprirebbe scenari inquietanti, ci chiediamo allora cosa stia realmente facendo ATAC a Centocelle e come mai l’azienda ed i suoi vertici abbiano autorizzato lavori su una infrastruttura di cui l’azienda in primis non ha ancora deciso il destino futuro e per la quale da oltre due anni, non solo non ha realizzato il tanto sbandierato nuovo capolinea davanti alla stazione Parco di Centocelle della Metro C ma anche con ostinata ed inspiegabile testardaggine neghi la riapertura della tratta Centocelle – Giardinetti,continuando a fornire assurde e pretestuose spiegazioni e millantando inesistenti sovrapposizioni con la Metro C quando la stessa azienda tiene ben due linee di bus sovrapposte alla metro stessa. Tutto ciò, unito ai disservizi sulle altre due ferrovie (mal)gestite da ATAC, rende evidente che occorra una immediata sostituzione dei responsabili del metroferro,a partire dai direttori di esercizio (che farebbero bene a rassegnare loro stessi le dimissioni) , e un rapido intervento da parte della Regione Lazio, ente proprietario finora fin troppo “dormiente”, per revocare quanto prima la concessine del servizio ad ATAC affidandola a soggetti dotati della volontà e delle capacità di rilanciare  il servizio su una infrastruttura strategica per la mobilità cittadina. Oltre a ciò chiediamo una ferrea vigilanza da parte del Comune di Roma, finalmente attento alle esigenze dell’utenza grazie anche all’ottimo lavoro della Commissione Mobilità,  atta ad impedire ulteriori slittamenti della riapertura ed una celere riattivazione della tratta Centocelle – Giardinetti, in attesa di realizzare il prolungamento verso Tor Vergata su cui anche il Comune stesso si è dimostrato interessato.

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Comunicato Stampa – CeSMoT: Ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo, nuovo orario e vecchi disagi. Necessaria cessione ad FS

82_plcivitacIl nuovo orario invernale della Ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo, non porta alcuna novità positiva per i pendolari che quotidianamente utilizzano la tratta, anzi, viene fondamentalmente confermato un orario che sembra studiato appositamente per scoraggiare l’utilizzo del treno. Un’estate di lavori e disagi porta come unica novità 4 corse autobus integrative, che appaiono un vero e proprio controsenso visto che ATAC non riesce a gestire le autolinee urbane del Comune di Roma, come dimostrano le numerose linee sospese in maniera casuale  per mancanza di vetture, durante tutto il periodo estivo. Considerando il totale ed imbarazzante menefreghismo della Regione Lazio, che non ha alcuna intenzione di investire nè di mettere a gara o affidare in concessione le tre ex concesse, ed in considerazione della evidente e palese gestione fallimentare di ATAC, che da quando è subentrata a Met.Ro. SpA ha comportato solo riduzioni ed un servizio sempre più scadente, chiediamo, come CeSMoT, che, come già avvenuto in Puglia per Ferrovie del Sud-Est, anche le ferrovie laziali passino sotto la gestione di Ferrovie dello Stato o che venga stipulato un accordo, come ha già fatto la Regione Umbria, con la cessione temporanea dell’infrastruttura ad RFI per l’ammodernamento, e gestione a Busitalia. Diamo termine a questo supplizio che quotidianamente fa soffrire centinaia di migliaia di romani e viterbesi, che meritano ed hanno diritto ad avere un servizio ferroviario efficace ed efficiente. I progetti faraonici, come il raddoppio oltre Montebello o la nuova stazione di Piazzale Flaminio,  servono solo a gettare fumo negli occhi, e a distogliere l’attenzione dai reali problemi della linea. Un poco come fu a suo tempo l’annuncio dell’acquisto di nuovi treni, mai arrivati a causa del fallimento della Firema a cui era stato affidato l’incarico. In tutti questi anni, oltretutto, la Regione Lazio non si è nemmeno mai preoccupata nè di fare un nuovo bando di gara nè di chiedere alla nuova società subentrata proprio a Firema la ripresa della commessa a suo tempo affidata. Ci chiediamo perciò quanto tempo debba ancora passare affinché i pendolari del Lazio smettano di essere considerati di serie B.

 

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Comunicato Stampa: CeSMoT “giornata tragica per il TPL romano, chiediamo a comune rapidi interventi”

4120_360zamaAl termine di una giornata “tragica” per il TPL romano, con 29 linee di superficie ATAC fortemente rallentate per improvvisa indisponibilità vetture e la Roma Lido colpita prima da un guasto ad un treno e poi da indisponibilità di treni, con utenza abbandonata quasi a se stessa ed impossibilitata a tornare a casa, oltre alle croniche ed ormai purtroppo patologiche “inefficienze” di ATAC, ormai in apparente difficoltà nel gestire la rete di TPL romano, senza che si riesca a vedere una “luce in fondo al tunnel” ed al classico ed imbarazzante silenzio, per quanto attiene il metroferro, della Regione Lazio, da mesi totalmente non pervenuta, registriamo le incomprensibili dichiarazioni del neo assessore ai trasporti Meleo, forse ancora troppo scossa dall’incidente in Puglia e perciò impegnata nel chiedere ragguagli alla Regione Lazio sul “monobinario da Viterbo a Montebello”.  Invece di annunciare quali siano i progetti della nuova amministrazione comunale per risolvere problematiche  e le criticità che quotidianamente colpiscono la  rete ATAC, si limita a giocare allo scaricabarile dando la colpa alle precedenti gestioni ed annunciando, genericamente che ” La rete metroferro “è una delle priorità per l’assessorato. Con Atac abbiamo fatto un discorso sull’esistente, cercando di incrementare le attività di manutenzione, che è poi il problema attuale, vista anche la ridotta frequenza dei treni c’è la necessità di incrementare la manutenzione”  Tali dichiarazioni, che rasentano l’ovvietà,  ci sembrano ben poca cosa  e non cambiano purtroppo di una virgola la situazione di disagio per gli utenti del TPL romano, che attendono con ansia di capire quale sia effettivamente il “rinnovamento” tanto annunciato dalla nuova giunta comunale.  Auspichiamo, come CeSMoT che questi “scivoloni” siano solamente frutto dell’ inesperienza del nuovo assessore, ed attendiamo speranzosi le prossime “mosse”. Chiediamo per futuro, che si apra immediatamente un tavolo di confronto tra Comune, Regione ed ATAC, al fine di accertare se vi siano effettive responsabilità gestionali nei disservizi odierni, al fine anche di “punire” eventuali colpevoli,  e ci permettiamo di suggerire al nuovo assessore di concentrarsi in pieno sulle problematiche urgenti del TPL romano, tra cui, ricordiamo, il rinnovamento della flotta di autobus ATAC, il completamento dei lavori della filovia sulla Laurentina, la revisione della rete notturna di autobus, la cantierizzazione di nuove linee tramviarie e il completamento del processo di revisione della rete di superficie. Urgente è anche definire il futuro della Ferrovia Roma – Giardinetti, di cui la Regione sembra non essere più interessata, valutando se riaprire la tratta Centocelle – Giardinetti o se avviare la trasformazione dell’infrastruttura in linea tramviaria. Tutte questioni a nostro giudizio che andranno rapidamente affrontate affinché non si ripetano vergognose situazioni come quella odierna

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Comunicato Stampa – CeSMoT: bene stanziamento fondi per cura del ferro ma preoccupa assenza progetti per ferrovia Roma – Giardinetti

823_casilina_togliattiApprendiamo con viva soddisfazione il recente stanziamento di 1,4 mld di euro da parte del governo per la città di Roma, parte dei quali saranno destinati al rilancio e potenziamento del trasporto su ferro. Se da un lato è una buonissima notizia sapere che finalmente, dopo anni di immobilismo, vengono stanziati fondi per il tpl romano con i quali potranno essere realizzati interventi per ammodernamento e potenziamento delle ferrovie Roma – Civita Castellana – Viterbo e Roma – Lido di Ostia, ci preoccupa, e non poco la totale assenza di progetti ed investimenti verso la ferrovia Roma – Centocelle – Giardinetti, erede della Roma – Fiuggi – Frosinone,  che proprio quest’anno si appresta a spegnere le 100 candeline di onorato servizio. Mentre infatti ci si appresta a celebrare un centenario all’insegna della “nostalgia” , tale linea continua a pagare il totale e completo disinteresse dell’ente proprietario, ovvero la Regione Lazio, che sembra averla abbandonata a se stessa, in attesa che siano altri soggetti, come la futura amministrazione comunale capitolina,a decidere cosa farne. Allo stato attuale quella che potrebbe essere una importante direttrice su ferro, a servizio dei popolosi quartieri della Casilina,presenta un esercizio ibrido, ovvero un treno che in realtà segue i regolamenti tramviari ed un parco rotabili che nonostante gli interventi di ammodernamento ha oltre 60 anni di servizio ed è totalmente inaccessibile per disabili e chiunque abbia difficoltà a camminare. Inoltre, da quando lo scorso agosto ATAC ne ha deciso l’attestamento temporaneo a Centocelle in ottica di evitare sovrapposizioni con la Metro C, non solo non si è più realizzata la prevista stazione di interscambio all’altezza della Togliatti, ma si continua a navigare a vista, senza idee per il futuro. Un poco come avvenne in fase di ricostruzione: prima si realizzò la nuova infrastruttura per la “ferrovia” , poi si decise che si sarebbe dovuta utilizzare per la metro C rifacendo da zero gran parte delle opere, con conseguente spreco di soldi pubblici, o come è stato fatto per l’attestamento a Giardinetti, dopo 10 anni abbandonato. Come CeSMoT riteniamo indispensabile che da parte della Regione si faccia definitivamente chiarezza su quale debba essere il futuro della linea, che a nostro giudizio necessita la trasformazione in tramvia ed integrata nella rete urbana ATAC , così come anche previsto nel Ferrotramviario Rapporto 1.0 redatto tempo fa da Roma Servizi per la Mobilità e che rappresenta un valido strumento a cui fare riferimento. Proseguire con questa situazione ibrida avrà come unica conseguenza solo quello di una lenta agonia della linea, fino alla sua soppressione. Per questo riteniamo che una delle priorità del futuro sindaco sia quella di perfezionare il passaggio dell’infrastruttura al Comune: solo così la linea potrà essere potenziata ed ammodernata, magari realizzando il prolungamento verso Tor Vergata, rispondendo adeguatamente alla forte domanda di trasporto.

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Comunicato Stampa – Ferrovie Regionali , CeSMoT: immobilismo regione Lazio è imbarazzant

480m-17L’ennesima odierna giornata di ritardi e disservizi sulla Ferrovia Roma – Lido purtroppo è solo l’ultima di una lunga serie di giornate di “passione” che ormai da troppo tempo funestano le tre ferrovie regionali (mal)gestite da ATAC.  Come CeSMoT – Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti riteniamo abbastanza imbarazzante il silenzio e l’immobilismo della Regione Lazio, con il Presidente Zingaretti e l’assessore CIvita forse troppo impegnati in “futili” iniziative, come  il bonus di 150 euro per l’acquisto di bici pieghevoli, per accorgersi delle condizioni in cui versano le 3 ferrovie di proprietà regionale: Roma Lido, Roma Civita Castellana – Viterbo e  Roma – Giardinetti (quest’ultima scandalosamente limitata da ATAC a Centocelle con motivazioni a dir poco ridicole e pretestuose) Ci chiediamo quali progetti abbia la Regione per ammodernare e potenziare queste tre infrastrutture strategiche per la mobilità dei cittadini. Riteniamo altresì inammissibile continuare, come finora accaduto, a navigare a vista, senza progetti, investimenti e senza alcun controllo sulla qualità del servizio erogato dal gestore

A nostro giudizio occorre inoltre fare immediatamente chiarezza su chi sarà il futuro gestore di queste tre linee: se per la Roma Lido si era ipotizzato l’arrivo dei francesi di RATP, nulla è ancora trapelato su chi (e come) dovrà gestire le restanti due linee, apparendo altresì evidente l’inadeguatezza ma soprattutto la difficoltà gestionale da parte di ATAC

Nel breve periodo chiediamo alla Regione Lazio di mettere in atto urgenti iniziative al fine di garantire la mobilità dei cittadini, vigilando altresì sul rispetto, da parte di ATAC, dell’orario di servizio delle tre ferrovie.

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CeSMoT: 32 anni senza Roma – Fiuggi

471-113serroneCon l’OdS dell’allora AcoTraL N° 349 del 9 dicembre 1983 si metteva la parola fine sulla ferrovia Roma – Fiuggi disponendo la sospensione , “fino a nuovo avviso” , dell’esercizio tra San Cesareo e Fiuggi a partire dal successivo 27 Dicembre. La sospensione, imposta dal Ministero, sotto certi aspetti metteva fine all’agonia di una linea che versava in condizioni a dir poco critiche: poco tempo prima, un sopralluogo dell’USTIF, aveva imposto pesanti rallentamenti, anche a 30 Km/h, sulle tratte ancora armate con binari da 27,5 Kg/m e la linea era, di fatto, limitata alla stazione di Cave a causa di una frana. A distanza di 32 anni dalla chiusura, con la linea ormai ridotta alla sola tratta Laziali – Centocelle a causa di una sconsiderata decisione di ATAC, con il forte dubbio se si riusciranno a festeggiare nel 2016 i 100 anni di esercizio, se paragoniamo il tracciato della linea con altre illustri ferrovie, come ad esempio il Bernina, è molto forte il rimpianto per ciò che si poteva fare e non si è fatto. Anni trascorsi senza un’idea per il futuro, con investimenti ridotti allo stretto indispensabile e mancate promesse di ammodernamento portarono all’inevitabile epilogo ed alla perdita di una infrastruttura, trasformata parzialmente in pista ciclabile dalla dubbia utilità, che da un lato poteva ancora giocare un ruolo per i collegamenti su ferro, dall’altro avrebbe potuto rivelare ampie potenzialità turistiche, specie nella tratta montana. Ora più che mai, dopo tutte le occasioni perdute ed i soldi spesi (vedi l’ammodernamento della tratta Torrenova – Pantano poi ricostruito da zero a causa delle varianti al progetto per la Metro C o la nuova stazione di Giardinetti buttata alle ortiche dopo neanche 10 anni) riteniamo occorra decidere in fretta il futuro di ciò che resta della linea che, nonostante gli anni,  mostra ancora enormi potenzialità e che, se ammodernata nell’infrastrutture e nei mezzi, potrebbe giocare un ruolo chiave per la mobilità del quadrante Roma Sud, magari con un auspicabile prolungamento da Giardinetti verso Tor Vergata o magari realizzando anche un collegamento di tipo tramviario tra Pantano Borghese Metro C e San Cesareo.  I progetti, sulla carta, non mancano, ma resta forte il dubbio che ci sia la reale volontà di passare dalle parole ai fatti, specie dopo avere osservato, con rammarico, l’assurdo silenzio della Regione Lazio sul futuro della linea. Per quanto riguarda il passato, inutile, purtroppo, piangere sul “latte versato” e chiedersi cosa sarebbe potuta essere la linea se…

I dubbi su cosa sarebbe potuto succedere con più investimenti, su cosa sarebbe potuto succedere se l’allora ACoTraL avesse davvero intrapreso i lavori richiesti dal Ministero, se fosse andato in porto il piano di ammodernamento proposto negli anni ’80, su cosa sarebbe potuto succedere senza le frane che prima tagliarono la linea tra Genazzano e Fiuggi e poi tra Pantano e San Cesareo…sono dubbi molto affascinanti, ma la storia non si fa con i se e con i ma e queste risposte purtroppo resteranno senza risposta. L’unico dato di fatto è che la tratta Torrenova – Pantano è stata salvata, ammodernata ed ora è diventata una moderna metropolitana, che, nonostante ATAC, esiste ancora la tratta Giardinetti – Roma Laziali e che si è conservata la memoria della linea sia con la realizzazione del museo ferroviario nella ex stazione di Colonna, sia con il restauro del locomotore 1 esposto presso il Polo Museale di Porta San Paolo. Occorre prendere esempio dalla storia e non ripetere gli errori del passato: Roma non può permettersi la perdita di ulteriori Km di ferrovia, ed il progetto di ATAC di limitare definitivamente ciò che resta della linea nei pressi della stazione di Centocelle altro non farebbe che far perdere, definitivamente, una importante infrastruttura ferroviaria.

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Trenitalia e Cotral escono dal Metrebus (articolo)

2001Farini0701Sul periodico online Gazzetta dei Trasporti / Il Pendolare Magazine, è stato pubblicato un articolo, a firma del presidente CeSMoT, Omar Cugini, sulla probabile ed annunciata fine dell’integrazione tariffaria nella Regione  Lazio.  L’articolo “Trenitalia e Cotral escono dal Metrebus, dal 2016 niente integrazione tariffaria a Roma e nel Lazio”  di cui riportiamo un estratto :

“Brutte notizie in arrivo per i pendolari di Roma e del Lazio. Come se non bastassero i disservizi quotidiani che rendono gli spostamenti una vera e propria via crucis e le possibilità di arrivare in orario a scuola o al lavoro pari quasi quanto a quelle di vincere al superenalotto, l’anno che verrà porterà con se molto probabilmente la morte del sistema tariffario integrato Metrebus, sorto negli anni ’90, con conseguente termine di validità degli abbonamenti cumulativi validi sui mezzi Atac, CoTraL e Trenitalia…” .è consultabile al seguente indirizzo:

http://www.ilpendolaremagazine.it/news/2015/10/26/trenitalia-cotral-escono-metrebus-2016-niente-integrazione-tariffaria-roma-lazio/

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Disservizi Roma – Lido: CeSMoT, necessario con urgenza definire futuro linea

MR600L’ennesimo disservizio odierno sulla ferrovia Roma – Lido, ultimo di una lunga serie, mette in luce, ancora una volta, lo stato di abbandono in cui versa la linea, che, nel totale disinteresse degli enti preposti sta vivendo una lenta ed inesorabile agonia. Al di là di alcune specifiche responsabilità del gestore ATAC, “reo” di aver ideato un orario di servizio praticamente quasi impossibile da rispettare, visto l’esiguo numero di treni a disposizione, appare sconcertante il silenzio ed il disinteresse della Regione Lazio, proprietaria della linea. Da troppo tempo mancano non solo investimenti ma anche qualsiasi idea di potenziamento per quella che potrebbe diventare la quarta metropolitana della capitale. Se la linea ancora riesce a “sopportare” l’esponenziale aumento del traffico lo dobbiamo solamente alla lungimiranza di chi, 90 anni fa, ideò una infrastruttura con caratteristiche, per l’epoca, innovative, pensando proprio al futuro ruolo chiave che la linea avrebbe potuto giocare per la mobilità cittadina.  In questa situazione di assoluta incertezza appaiono fortemente fuori luogo ed inutili l’ennesime esternazioni telematiche del senatore,”assessore alla mobilità per hobby” , Stefano Esposito, al quale caldamente ci sentiamo di consigliare di tornare nel mondo reale, abbandonando la demagogia dei proclami sui social network, incontrando quanto prima il suo omologo collega (anche di partito) della Regione Lazio, Michele Civita, per discutere, con urgenza di un piano di rilancio della linea.

I pendolari non hanno di certo necessità di avere in regalo “un mese di abbonamento” , cosa che tra l’altro andrebbe fatta per tutti gli abbonati metrebus non esistendo più da anni un abbonamento specifico solo per la Roma – Lido, ma di risposte concrete e di vedere garantito  il loro diritto alla mobilità

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