Comunicato Stampa – Roma, CeSMoT: intollerabili disservizi su collegamenti per Ospedale Bambin Gesù

1764_115piazzalegaribaldiAnche nella giornata odierna dobbiamo purtroppo rilevare l’incapacità di ATAC nell’assicurare un collegamento autobus decente per gli utenti dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù del Gianicolo. Dopo la consueta sospensione della linea 115, sospensione ormai quotidiana che lascia pensare ad una sorta di “maledizione” per questa linea, dopo pranzo ha deciso di prendersi una “pausa” anche la linea 870 , che già veniva esercitata a vettura singola. Come CeSMoT, oltre a ritenere intollerabili simili disservizi che quotidianamente lasciano “a piedi” l’utenza di una importantissima struttura ospedaliera, ci domandiamo quali possano mai essere le cause di questi disservizi quotidiani. Non vorremmo che in realtà ci siano dietro altre cause, come la mancanza di personale, altrimenti si dovrebbe pensare ad inquietanti scenari, ovvero o  ad una assoluta mancanza di manutenzione da parte di ATAC verso le vetture di tipo corto o ad incapacità di riparare i guasti. Per questi motivi auspichiamo che l’assessore Meleo, oltre a sanzionare ATAC,  voglia fare presto luce su questa incresciosa situazione,  e che prenda inoltre provvedimenti per dotare Roma di nuove vetture corte, dato che le annunciate e future vetture da 10 metri acquistate tramite gara Consip , ammesso e non concesso che arriveranno,  non sono assolutamente adatte a circolare sulle linee 115 ed 870 per via della strade percorse

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Comunicato Stampa – CeSMoT, preoccupati per ennesimo incendio bus ATAC

SAM_6945L’incendio avvenuto nella giornata odierna ad un bus ATAC, il sesto da inizio anno, mette ancora una volta alla luce le criticità del TPL romano e le contraddizioni di ATAC, sempre più non in grado di assicurare un servizio decente ai romani (basti anche pensare alla Metro C ancora chiusa per guasto) . La vettura 7614 andata a fuoco oggi, è solo l’ultima di oltre 100 vetture andate a fuoco negli ultimi sei anni, incendi per i quali non si sono mai sapute le cause. Escludendo fantasiose ipotesi di sabotaggio, leitmotive (pentastellato) ogni volta che a Roma qualcosa non funziona, il dato è altamente preoccupante,anche perchè in altre città italiane non sembra esserci tutta questa incidenza di vetture incendiate. Anche questa volta, grazie anche alla prontezza dell’autista, non ci sono stati danni alle persone, ma i cittadini romani hanno il diritto di viaggiare in sicurezza e di conoscere le cause dell’ennesimo incendio.  Le nostre preoccupazioni, come CeSMoT,  non riguardano però  solo la sicurezza dei viaggiatori, ma anche i ritardi ed i disservizi che la cronica mancanza di vetture (tra guasti ed incendi) sta provocando sulla rete di superficie. Da una prima analisi, in attesa che ATAC risponda alle ns richieste di accesso agli atti, abbiamo infatti  constato che mancano all’appello, rispetto a meno di 10 anni fa, oltre 400 vetture, di cui oltre 130 vetture corte e 100 da 12 metri. In assenza di investimenti e progetti per il futuro, il rischio per i romani di ritrovarsi senza un efficace ed efficiente TPL nel volgere di poco tempo è altamente concreto, tanto più che la scadenza del 31 maggio è vicina.   Ormai il problema non è referendum si o referendum no, ma che qualcuno si prenda la responsabilità di definire, con fatti concreti, il futuro di ATAC e di tutto il TPL romano.

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Comunicato Stampa – CeSMoT, cervellotica riforma rete superficie con apertura tratta Lodi – San Giovanni Metro C

3609_671rediromaApprendiamo finalmente le modifiche della rete di superficie con il prolungamento della Linea C a San Giovanni (http://www.atac.roma.it/page.asp?r=16622&p=159) Ancora una volta,come già accaduto con l’apertura della tratta Centocelle – Lodi,  si sceglie di fare il vuoto in superficie, probabilmente allo scopo di costringere l’utenza a prendere la Metro e ad aumentare i Km percorsi da ATAC. Tali modifiche, dimostrano scarsa, se non nulla conoscenza delle esigenze di mobilità della popolazione e menefreghismo nei confronti dell’utenza. Se la soppressione del 673, che da anni ha perso qualsiasi utilità anche a causa delle pessime frequenze, potrebbe anche avere un senso, in quanto i collegamenti verso la metro restano assicurati dalla linea 360, non si capisce il senso della limitazione della linea 81 a P.za Lodi, o meglio a Via La Spezia, dove manca lo spazio per un capolinea, obbligando utenza o a servirsi dell’evanescente 412, oppure a prendere la metropolitana.  Ci chiediamo perchè non limitarla allora a L.go Preneste, garantendo un interscambio con la rete tram. Per quanto riguarda la nuova linea 77 (Piramide – San Giovanni) solo chi non ha mai percorso Via Cilicia nelle ore di punta poteva partorire una linea simile che, in assenza di qualsiasi percorso protetto resterà bloccata quotidianamente nel traffico. Assurde anche le modifiche alle linee 056 e 058 che diventeranno ancora più irregolari. Auspichiamo un ripensamento a tali provvedimenti e restiamo anche sconcertati del fatto che tali modifiche siano state annunciate dal vettore ATAC e non da Roma Mobilità che avrebbe, sulla carta,  il compito di pianificare la rete.

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Metro C, CeSMoT: lieti per apertura stazione San Giovanni ma tracciato oltre Piazza Venezia va rivisto

Roma_treno_RA394_metro_B_PiramideL’annuncio dell’apertura il prossimo 12 maggio della tratta Lodi – San Giovanni della Metro C, dopo una lunga serie di date annunciate e non rispettate, permetterà finalmente interscambio con la Metro A ,dando un senso alla Metro C, una delle opere più costose mai viste a Roma. Pur essendo ovviamente soddisfatti dell’apertura, merito in ogni caso del lavoro delle precedenti amministrazioni che hanno fortemente voluto la metro C, restiamo fortemente perplessi sia sulle frequenze annunciate di passaggio dei treni (12/15 minuti sono eccessivi) , sia sull’impatto che potrà avere sulla Linea A della metropolitana che già viaggia prossima alla saturazione, anche in virtù della totale assenza di un piano certo di revisione della rete di superficie, di cui si sa solo di una presunta linea bus 77 da San Giovanni verso Ostiense che dovrebbe percorrere la trafficatissima Via Cilicia , con inevitabili aumenti di percorrenza. Apprendiamo inoltre che l’amministrazione, dopo averla osteggiata quando era all’opposizione, ha improvvisamente cambiato idea sul prolungamento della metro C oltre Colosseo, arrivando ad annunciare che i lavori andranno avanti ricalcando il percorso già previsto dal progetto originario, ovvero il passaggio sotto Corso Vittorio per arrivare verso Ottaviano. Peccato che, nonostante i soliti sterili proclami del presidente della commissione mobilità, gli studi già effettuati hanno dimostrato l’impossibilità di realizzare una stazione in zona Torre Argentina ed anche che  realizzare una stazione nei pressi di Piazza della Chiesa Nuova potrebbe essere complicato. Il rischio di avere una metropolitana che passi per il centro senza effettuare fermate è un qualcosa da non sottovalutare. Per questi motivi, come CeSMoT, continuiamo a ritenere che occorra certamente  arrivare a Piazza Venezia ma che il tracciato vada completamente rivisto, sostituendo la tratta sotto Corso Vittorio con una linea tramviaria, molto più economica e capillare ,mentre la Metro C potrebbe deviare verso Trastevere/Marconi, laddove era prevista il tracciato della Metro D, creando un valido collegamento anche a servizio dell’Università di Roma 3. La prevista tratta della Metro C fino a Farnesina, con ipotesi di prolungamento verso l’Ospedale S.Andrea, potrebbe tranquillamente diventare una linea autonoma da Ottaviano, anche in considerazione del fatto che la MEtro C non tocca nessuna delle due principali stazioni ferroviarie romane, che sono i principali nodi di scambio. Per questo motivo,anche con una linea Pantano – Farnesina, è ipotizzabile che utenza scenda ad Ottaviano, motivo per cui, tanto varrebbe creare o una metropolitana a se stante o un collegamento tramviario.

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Comunicato Stampa – CeSMoT: bene licenziare le “mele marce” in ATAC ma occorre fare tabula rasa del passato e costruire una nuova azienda 2.0

 Con il recente licenziamento dei 3 dirigenti ATAC il Campidoglio, più che licenziare delle presunte “mele marce” ,  probabilmente ha semplicemente individuato dei capri espiatori su cui scaricare le colpe dello spaventoso dissesto dell’azienda di via Prenestina, in parte ereditato  dalle precedenti gestioni ma in misura maggiore dovuto all’attuale corso politico incapace di risanare, nonostante le roboanti promesse, il “gigante malato” . Il Centro Studi ha forti dubbi che questa manovra possa effettivamente avere un significato nella direzione del risanamento dell’ATAC, e si chiede se non fosse stata un’azione migliore, ad esempio, quella di chiarire se il cumulo delle cariche di presidente, amministratore delegato e direttore generale nelle mani della stessa persona sia effettivamente diretto a migliorare la gestione dei conti dell’azienda oppure non sia altro che una manovra predisposta per mantenere il controllo dell’ATAC nelle mani delle lobby di sempre. Continuiamo inoltre ad essere perplessi sul voler insistere nella strada del concordato preventivo, anche alla luce dei rilievi fatti dal tribunale.  Probabilmente sarebbe stato molto meglio proseguire al commissariamento dell’azienda, nominando una figura esterna che, al riparo delle pressioni politiche, avrebbe sicuramente proceduto ad un serio piano di risanamento. Con la scadenza del 31 maggio sempre più vicina, con un’azienda tormentata da disservizi quotidiani con ritardi e soppressioni di corse e con la spada di damocle di un referendum con il quale i romani saranno chiamati a decidere se si debbano effettuare sin da subito le gare per l’affidamento del servizio di TPL, il rischio che siano gli utenti a rimetterci in questo gioco al massacro è, purtroppo, un rischio elevato e concreto. Occorre fare tabula rasa del passato e costruire, non solo a parole, una nuova azienda 2.0.

CeSMoT – Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti

 

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Comunicato Stampa – CeSMoT: bene sperimentazione priorità semaforica per tram,ma occorre investire seriamente sulla cura del ferro

9220_8argentinaApprendiamo che da oggi a Roma è partita,anzi è ripartita,la sperimentazione della priorità semaforica sulla linee di tram 3 ed 8. Finalmente anche la città di Roma entra “nel futuro”e si adegua a standard già in uso da lungo in altre città che permettono di regolarizzare la marcia dei mezzi pubblici. Tale sistema, oltretutto,non è neanche una novità a Roma in quanto negli anni ’90 venne installato sull’allora linea 225 (attuale 2) salvo poi venire misteriosamente abbandonato. Come CeSMoT ,oltre ad auspicare estensione di tale sistema anche alle altre linee, riteniamo che a Roma manchi ancora la volontà di investire seriamente sulla cura del ferro,unico vero rimedio al Mal di Traffico. Finora abbiamo ascoltato tanti proclami,tante parole al vento, ma di concreto non solo non si vedono interventi (anzi,neanche si è provveduto a riaprire la pretestuosamente chiusa ferrovia Centocelle – Giardinetti) ma nemmeno si è pianificato un rinnovo della flotta tramviaria,formata anche da mezzi con oltre 60 anni di servizio. Auspichiamo,per il futuro,che la cura del ferro non resti confinata alle buone intenzioni ma diventi un qualcosa di concreto è reale,per una città più vivibile.

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Comunicato Stampa “CeSMoT, assurdo blocco TAR a riapertura ferrovia per Vigna Clara”

 vignaclaraLa recente sentenza del TAR Che blocca la riattivazione della tratta ferroviaria per Vigna Clara ci lascia,come CeSMoT,molto sorpresi e perplessi. In sostanza sembra che tar riconosca che l’interesse personale di pochi conta più del diritto alla mobilità di molti. Riteniamo che il tar viola la costituzione ed è responsabile, insieme ai ricorrenti, di un ingente danno erariale. Senza dimenticare che si crea un pericoloso precedente: d’ora in poi chiunque si riterrà “disturbato” da una ferrovia potrà ricorrere al TAR e chiedere che venga sospeso il traffico. Se cosi fosse i romani meriterebbero di soffocare nello smog e trascorrere la loro vita fermi nel traffico. Siamo arrivati al punto che contano più i diritti di chi costruisce case ed attività commerciali semza rispettare le norme (la ferrovia esiste dagli anni 30, gli edifici dal 60/70),senza dimenticare che nel 1990 nessuno ebbe da ridire. Sono anche impensabili altri lavori sulla galleria, che è stata appositamente rafforzata e ristrutturata nel rispetto delle normative vigenti. Come CeSMoT ribadiamo che trasporto collettivo è il vero motore economico e sociale della città, l’egoismo uccide il trasporto collettivo e conseguentemente con questa sentenza tar e cittadini di Roma Nord sono complici e carnefici della morte di Roma. Auspichiamo che RFI e Comune di Roma ricorrano al Consiglio di Stato contro questa sentenza scandalosa e che un secondo grado di giudizio possa dare via libera ad un’opera strategica per la mobilità cittadina

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Comunicato Stampa, CeSMoT: tram piazza Vittorio – Fori Imperiali opera inutile per Mobilità cittadina

9207_8trastevereLa prevista linea di tram da Piazza Vittorio a Largo Corrado Ricci,annunciata oggi dall’amministrazione capitolina ci lascia fortemente perplessi. Come CeSMoT riteniamo che una linea tram che non arriva in un nodo di scambio non abbia assolutamente senso.Come fa a caricare? A chi potrà mai servire?Invece di cantierizzare opere strategiche come la linea Termini – Vaticano – Cornelia o il passante Cinecittà – Laurentina l’impalpabile giunta capitolina si concentra su vaghe promesse dal sapore elettorale che se mai verranno realizzate porteranno solo ad uno spreco di soldi. Come CeSMoT da sempre siamo a favore di un trasporto ecosostenibile,come lo è il tram,a condizione che si creino le condizioni per rendere infrastruttura strategica per la mobilità.

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Buon Compleanno Stanga,da 70 anni compagna di viaggio dei romani

7001_3santacroceA Roma, 22 novembre del 1947, ovvero proprio 70 anni fa usciva per la prima volta in servizio, sui binari della rete tramviaria di Roma, la vettura 7003, capostipite della flotta del Tram Articolato Stanga.
Tali tram, che costruiti presso le Officine Meccaniche Stagna di Padova, con equipaggiamento elettrico TIBB, proseguivano le scelte progettuali iniziate negli anni ’30 con i tram articolati ideati dall’ing. Urbinati che sfruttavano una particolare articolazione a “giostra” posizionata sul carrello Jackobs intermedio.
Mezzi di grande capacità, furono utilizzate sin da subito sulle linee più trafficate, tra cui l’iconica “Circolare Rossa”.
Nei decenni, tali mezzi sono diventati il sinonimo dei tram della città eterna, percorrendone praticamente tutta la rete.
Ai 50 tram, forniti ad Atac tra il 1947 ed il 1950, di cui l’ultimo con la matricola 7001 in sostituzione del prototipo ATAG anteguerra, andato distrutto nel bombardamento del luglio 1943, si aggiunsero 8 tram simili forniti alla STEFER per il servizio sulle trafficate tratte urbane della gloriosa tranvia dei Castelli.
All chiusura delle linee urbane Stefer anche gli 8 tram bianchi blu furono trasferiti sulla rete sociale Atac.
Tali mezzi, passati anche per importanti ammodernamenti, continuano ancora oggi a garantire la mobilità di migliaia di cittadini al giorno, rappresentando, anche dopo 70 anni una certezza ed un’affidabilità ineguagliata, complici anche i successivi acquisti di materiale rotabili non esenti da difficoltà.

L’augurio che le Stagna, così come succede con le più anziane motrici “28” di Milano, continuino il loro servizio, portando avanti l’immagine, seppur nostalgica, dell’Italia della ricostruzione e del boom economico.

Questo, senza dimenticare la necessità per la città di dotarsi di nuovi materiali, con procedure di acquisto che consentano di far arrivare a Roma nuovi mezzi in grado di eguagliare, finalmente, le caratteristiche di questi mezzi storici completi di tutti i confort richiesti dall’utenza.

Buon compleanno Stanga!

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Comunicato Stampa – CeSMoT: due anni senza ferrovia Centocelle – Giardinetti,vittima delle istituzioni

I052-428-065_giardinettil 3 agosto di due anni fa, in maniera del tutto arbitraria e pretestuosa, ATAC decise di limitare la Ferrovia Termini – Giardinetti nella stazione di Centocelle adducendo una presunta sovrapposizione alla Linea C della metropolitana ed annunciando, contestualmente,  l’imminente avvio dei lavori di costruzione di una nuova stazione di interscambio all’altezza di Viale Palmiro Togliatti. Sono trascorsi due anni e nulla è cambiato: la nuova stazione non è stata mai realizzata,e i viaggiatori sono costretti ad una camminata a piedi per raggiungere al fermata della Metro C, dopo che è stata anche soppressa, la navetta “fantasma” istituita da ATAC, per nulla utilizzata in quanto assolutamente non pubblicizzata. La ferrovia Termini – Giardinetti, così come la Roma – Fiuggi di cui è erede, è vittima in primis di una regione colpevolmente assente che dopo aver distrutto le ferrovie romane e regionali si farà viva solo adesso, in campagna elettorale vantando successi e grandi risultati. La linea è inoltre vittima di  un’ azienda incapace, come ATAC, specializzata nel disservizio quotidiano,  succube e prostrata sia alle decisioni giunte dalle stanze di Via Cristoforo Colombo sia delle “paranoie” di alcuni settori dell’agenzia per la Mobilità e totalmente sorda alle esigenze ed alle richieste del territorio pervenute in questi due anni, richieste alle quali è stato sempre opposto uno sprezzante ed arrogante silenzio.  Ma, della chiusura e mancata riapertura è colpevole anche ed in primis  un’amministrazione capitolina, ormai sempre più allo sbando, capace solo ed esclusivamente di presentare a cadenza periodica ipotetici e faraonici piani di riapertura e rilancio, ma che di fatto non interviene con l’unica cosa realmente in suo potere, ovvero garantire la copertura finanziaria per l’esercizio della tratta sospesa e costringere l’azienda, di cui, ricordiamo, è azionista unico, ad attuare le linee programmatiche di riapertura che gli vengono ordinate. Come CeSMoT, Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, in questa data infausta che segna uno dei punti più bassi nella storia del TPL romano, torniamo a chiedere con forza al Comune di mantenere le promesse fatte a partire dalla campagna elettorale, obbligando  ATAC a riaprire, immediatamente e senza scuse o temporeggiamenti la ferrovia, rispettando il contratto di servizio e le linee programmatiche. Vogliamo ricordare che allo stato attuale non esiste alcun atto scritto che giustifichi o autorizzi la chiusura della linea e che fino ad oggi Regione, ATAC ed Agenzia della Mobilità non hanno mai ritenuto opportuno spiegare all’utenza suddita le reali motivazioni della chiusura. Auspichiamo infine che la popolazione delle tratte interessate dalla sospensione torni in piazza a manifestare con forza, come due anni fa,  il proprio dissenso, anche per svegliare dal sonno degli “stolti” gli amministratori locali, a partire da quelli municipali

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