Incidente Caluso:una nostra riflessione

Abbiamo voluto aspettare un pochino di tempo per commentare il tragico incidente di Caluso ed attendere che si placassero gli avvoltoi. Fermo restando che c’è un’inchiesta in corso che accerterà dinamica dei fatti, è da rilevare che tutti gli incidenti ai PL derivano da imprudenza ed inosservanza del codice della strada. Di suo la ferrovia è un sistema sicuro,dove ogni aspetto è normato. Nel caso dei PL esiste un segnalamento lato ferrovia che da garanzia su chiusura delle barriere. Sfortunatamente un treno ha bisogno di spazio per frenare,e quindi i segnali son posti a congrua distanza. Tutto ciò purtroppo non può proteggere da situazioni come quella di Caluso,dove il camion ha impegnato il PL nonostante avesse un divieto di attraversarlo. Per tanto chi continua a raccontare frottole sulla pericolosità dei treni e dei PL,mente sapendo di mentire. E il codice della strada a stabilire che NON va impegnato un PL mentre si abbassano le sbarre o sono accese le luci rosse…

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Metro C:luci ed ombre

Nel consueto stile da agenzia Stefani Che contraddistingue l’attuale giunta, è stata annunciata apertura tratta lodi San Giovanni della Metro c il prossimo 12 maggio. Tralasciando la lunga serie di idiozie sparate dal peggior assessore ai trasporti che Roma abbia mai avuto,fa sorridere che i dipendenti della Casaleggio associati,dopo aver per anni detto tutti i mali possibili della metro c,ora ne sono diventati accaniti sostenitori,arrivando a riciclare i vecchi progetti della tratta Piazza Venezia – Ottaviano, Senza uno straccio di studio sulla potenziale utenza è sulla fattibilità…

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CeSMoT, comportamento di ATAC su Twitter fortemente censurabile

4120_360zamaNei due giorni appena trascorsi non è stato solo il maltempo a provocare disagi .Come ormai spesso accade,il canale ufficiale Twitter di Atac ( @InfoAtac),ormai totalmente fuori da qualsiasi controllo,invece di fornire assistenza alla clientela,ha iniziato a bloccare chiunque osasse chiedere informazioni con insistenza o protestare per i disservizi. Troviamo fortemente censurabile tutto ciò è chiediamo la rimozione di chi,sfruttando la sua posizione, invece di informare preferisce mettere a tacere senza motivo chiunque non sia simpatico.

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Chiusura Metro A, itinerari sostitutivi

Al fine di agevolare l’utenza che si troverà ad usare la Linea A della metropolitana durante il mese di Agosto in cui sarà chiusa la tratta Termini – Arco di Travertino, mettendola al riapro dai  disagi causati dal probabile sovraffollamento della linea sostitutiva MA4, abbiamo elaborato uno schema riportante tutte le linee di autobus utili per raggiungere destinazioni intermedie. In aggiunta a quanto indicato sulla mappa, per viaggiare tra Arco di Travertino e Colli Albani è possibile utilizzare anche le linee 660, 663 e 664, mentre per viaggiare tra San Giovanni e Furio Camillo è possibile utilizzare nei giorni feriali anche la linea 665. Per gli spostamenti tra la Stazione Tiburtina ed Arco di Travertino è possibile utilizzare anche la linea 409.

Mappa collegamenti alternativi Termini – Arco di Travertino

(clicca per ingrandire)

mappa2017sostmetro

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Proposta Linea ATAC 34

4072_34montedelgalloLa scrivente associazione culturale CeSMoT – Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti a seguito di numerose segnalazioni avute sui disservizi della linea 34 (Via Crescenzio – Monte de Gallo) , ha potuto verificare, a seguito di analisi e studi quanto segue:

1) a partire dall’inizio del mese la linea non raggiunge più il capolinea di Via Monte del Gallo, limitando la corsa in Via Gregorio VII altezza Via Monte del Gallo.

2) In conseguenza di ciò risultano essere sospese le fermate 72348,72360,72346,72364,72343 con conseguenti disagi per l’utenza, specie persone anziane

3)  Tale limitazione è stata ufficialmente comunicata da ATAC solo in data odierna.

4) Tale limitazione sembra essere dovuta al mancato rinnovo del contratto con la Società Giovi Srl, proprietaria delle vetture tipo Iveco 65C14 Cacciamali Urby (matricole 4071 – 4077, lunghezza 7,5 metri) utilizzate oltre che su tale linea anche sulle linee 087 e 089. Da verifiche effettuate, in data odierna, risultavano in servizio la vetture 2059 sul 34, la 1751 sullo 087 e la vetture 2029 sullo 029, tutte in carico alla Rimessa Magliana. Tutto ciò  conferma, de facto, il mancato utilizzo degli Urby, impiegate sulla linea 34 per ragioni di opportunità dovute alla presenza di auto in sosta su Salita Monte del Gallo che renderebbero difficoltosa la svolta per altri tipi di vetture.

Al fine di mitigare i disservizi all’utenza, in considerazione del fatto che Via Monte del Gallo si sviluppa interamente in salita, abbiamo valutato alcune alternative per una gestione provvisoria, in attesa di una soluzione definitiva, fermo restando che, in una situazione di carenza in ATAC di vetture corte appare poco lungimirante distogliere 3 vetture da altre linee.

1) Creazione di una linea 34/ circolare: fermo restando la limitazione del 34 , è possibile attivare una navetta , su cui, per le caratteristiche del percorso,  possono essere utilizzati veicoli di tipo M1 (Iveco Daily) come già avviene sulla linea 662. Il percorso ipotizzato, con capolinea unico in Via Monte del Gallo è il seguente: Via Monte del Gallo, Via Gregorio VII, Via di Porta Cavalleggeri, inversione di marcia con svolta a sinistra altezza Via della Stazione Vaticana, Via di Porta Cavalleggeri, Via Aurelia, Via di Porta Cavalleggeri, Via Gregorio VII,inversione di marcia, Via Gregorio VII, Via Monte del Gallo, Salita del Gallo, Via Monte del Gallo. Le fermate previste sono quelle già attive per la linea 34, ivi comprese le 6 provvisoriamente sospese. In alternativa potrebbe essere possibile l’utilizzo dei BredaMenariniBus Zebra (6830 – 6831) previa verifica sulla durata delle batterie

2) Utilizzo su tutta la linea delle vetture serie Autodromo Alè (1750 – 1799) oppure IvecoA59E12Cacciamali Thesi (1815 – 1820) aventi la stessa lunghezza degli Iveco Urby. L’utilizzo dei Cacciamali Thesi, attualmente non utilizzati per il servizio di linea, permetterebbe di non distogliere vetture corte da altre linee.

3) Istituzione del divieto di fermata su ambo i lati della strada in Salita Monte del Gallo, con installazione di appositi dissuasori. Da verifiche sul posto si è potuto infatti verificare che, al di là della ristretta sede stradale, è proprio la sosta delle autovetture a rendere difficoltoso il transito degli autobus. Fermo restando l’impossibilità di utilizzare vetture da 12 metri, tale soluzione permettere di utilizzare con tranquillità le vetture Irisbus 203.7.13 Europolis Cacciamali  da 9 metri o , previe verifiche tecniche, l’utilizzo degli Autodromo SITCar da 10 metri.

4) Cessione della linea al consorzio Roma TPL il quale ha nel parco aziendale vetture corte e furgoni che ben si adatterebbero al servizio sulla linea citata (come ad esempio Irisbus Iveco Heuliez GX 137)

Si sottolinea infine la necessità di spostare il capolinea da Via Crescenzio verso  Piazza Risorgimento al fine di favorire un interscambio con la linea A della metropolitana.

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Ipotesi Riforma TPL Valle di Comino – Frosinone

Pubblichiamo lo studio di un piano di riforma della rete di TPL nel territorio della Valle di Comino, in provincia di Frosinone

Il piano è scaricabile cliccando al link sottostante

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Analisi Ferrovia Roma – Giardinetti

823_casilina_togliattiPubblichiamo il nostro studio effettuato sulla Ferrovia Termini – Giardinetti,con un’analisi della situazione attuale e dei possibili sviluppi futuri che tale linea potrebbe avere con opportuno potenziamento. Inoltre, alla luce della pretestuosa chiusura della tratta Centocelle – Giardinetti, abbiamo provveduto a contestare punto per punto le tesi addotte da ATAC per motivarne la sospensione

Il file è scaricabile cliccando sul link sottostante:

Analisi_giardinetti

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Focus Ferrovie Regionali Lazio

00867Sulla scia delle numerose notizie che in questi giorni stanno circolando sulle 3 ferrovie regionali del Lazio, in concessione ad ATAC ,riteniamo, in virtù dell’importanza di esse nella mobilità del Lazio,  sia necessario fare un breve e doveroso approfondimento sul futuro delle stesse. Premettiamo intanto che tutte e tre le linee pagano un enorme gap dovuto a mancanza di investimenti e progetti a lungo periodo da parte del proprietario,ovvero la Regione Lazio, fino ad ora colpevolmente assente.  Tutto questo ha ovviamente provocato un generale invecchiamento del materiale rotabile,provato anche dall uso intenso. Con conseguenti guasti e disagi

1)      Roma – Giardinetti: quello che restava della ferrovia per Fiuggi è attualmente limitato alla stazione di Centocelle (limitazione a ns giudizio affrettata ed inopportuna) in attesa di decisioni concrete sul futuro, decisioni che nessuno sembra voler prendere, preferendo invece lanciarsi in fantasmagorici progetti. Una ricostruzione integrale con conversione a scartamento ordinario appare secondo noi troppo onerosa e priverebbe per anni la Casilina di un comodo e veloce mezzo di trasporto. Con pesanti ripercussioni sulla già critica viabilità della zona.  La strada migliore sarebbe quella di acquistare mezzi tramviari a scartamento ridotto (vedi Sassari) e cantierizzare il prolungamento da Giardinetti a Tor Vergata, facendo diventare la linea una moderna “metro tranvia”  Occorre però decidere in fretta cosa farne: i mezzi più nuovi hanno ormai 20 anni di servizio mentre i “bloccati” serie 100 e 420 hanno oltre 50 anni di onorata carriera sulle spalle e mostrano i loro limiti. Ed il rischio chiusura definitiva incombe

2)      Roma – Lido : la lungimiranza di Paolo Orlando che negli anni ’20 si battè per far costruire una moderna ferrovia a doppio binario ed elettrificata a servizio del costruendo borgo marittimo ha fatto sì che al giorno d’oggi tantissimi pendolari possano usufruire di un mezzo di trasporto veloce ed ecologico. Purtroppo ai lavori di ammodernamento della infrastruttura avvenuti a partire dagli anni ‘90 non son mai seguiti interventi sul materiale rotabile,anzi,la linea ha sempre ricevuto treni di “seconda mano” : prima le MR100/200/300 provenienti dalla Metro B, poi le c.d. “Frecce del Mare” , che altro non erano che le MA100 della Metro A ristrutturate negli interni, infine sempre dalla Metro A le MA200 di AnsaldoBreda. Con rotabili ormai anziani i guasti e le soppressioni sono all’ordine del giorno e l’orario di servizio resta,purtroppo,un qualcosa di molto teorico. Attendiamo di vedere se e quando arriveranno i nuovi treni promessi,ritenendo altresì che vada anche attentamente approfondita l’ipotesi ventilata anni fa di un prolungamento verso Torvaianica nonché valutato attentamente quanto siano concrete le voci che parlano di un interessamento dei francesi di RATP nell’acquisto della linea

3)      Roma – Civita Castellana – Viterbo: la RomaNord  è l’emblema delle contraddizioni delle ferrovie regionali del Lazio: mentre la tratta urbana è stata oggetto di numerosi interventi di ammodernamento che l’hanno trasformata quasi in una moderna metropolitana, la tratta extraurbana Montebello – Viterbo è rimasta sostanzialmente immutata sin dai tempi della sua costruzione da parte dell’Ing Besenzanica negli anni ‘30: segnali ad ala e scambi manovrati a mano sono sicuramente molto caratteristici ma decisamente superati e sono quasi del tutto scomparsi in Italia. Oltre ad un rinnovo infrastrutturale occorre inoltre un rinnovo del materiale rotabile, che risente degli oltre 20 anni di utilizzo,  (il progetto della Freccia Flaminia Beta naufragò a causa della crisi aziendale dell’allora Firema)ed un orario che tenga conto delle diverse direttrici di traffico. Necessaria è anche la nuova stazione urbana di Roma, in costruzione annunciata da anni ma di cui sembra non esserci alcuna certezza sulla fine dei lavori. Infine,viste le potenzialità turistiche della linea andrebbe recuperato il materiale storico de “Il treno della Tuscia” , che tanto ritorno di immagine assicurava ai tempi di Met.Ro. Spa ,materiale purtroppo attualmente non autorizzato al servizio viaggiatori per problematiche “burocratiche”

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CeSMoT: 32 anni senza Roma – Fiuggi

471-113serroneCon l’OdS dell’allora AcoTraL N° 349 del 9 dicembre 1983 si metteva la parola fine sulla ferrovia Roma – Fiuggi disponendo la sospensione , “fino a nuovo avviso” , dell’esercizio tra San Cesareo e Fiuggi a partire dal successivo 27 Dicembre. La sospensione, imposta dal Ministero, sotto certi aspetti metteva fine all’agonia di una linea che versava in condizioni a dir poco critiche: poco tempo prima, un sopralluogo dell’USTIF, aveva imposto pesanti rallentamenti, anche a 30 Km/h, sulle tratte ancora armate con binari da 27,5 Kg/m e la linea era, di fatto, limitata alla stazione di Cave a causa di una frana. A distanza di 32 anni dalla chiusura, con la linea ormai ridotta alla sola tratta Laziali – Centocelle a causa di una sconsiderata decisione di ATAC, con il forte dubbio se si riusciranno a festeggiare nel 2016 i 100 anni di esercizio, se paragoniamo il tracciato della linea con altre illustri ferrovie, come ad esempio il Bernina, è molto forte il rimpianto per ciò che si poteva fare e non si è fatto. Anni trascorsi senza un’idea per il futuro, con investimenti ridotti allo stretto indispensabile e mancate promesse di ammodernamento portarono all’inevitabile epilogo ed alla perdita di una infrastruttura, trasformata parzialmente in pista ciclabile dalla dubbia utilità, che da un lato poteva ancora giocare un ruolo per i collegamenti su ferro, dall’altro avrebbe potuto rivelare ampie potenzialità turistiche, specie nella tratta montana. Ora più che mai, dopo tutte le occasioni perdute ed i soldi spesi (vedi l’ammodernamento della tratta Torrenova – Pantano poi ricostruito da zero a causa delle varianti al progetto per la Metro C o la nuova stazione di Giardinetti buttata alle ortiche dopo neanche 10 anni) riteniamo occorra decidere in fretta il futuro di ciò che resta della linea che, nonostante gli anni,  mostra ancora enormi potenzialità e che, se ammodernata nell’infrastrutture e nei mezzi, potrebbe giocare un ruolo chiave per la mobilità del quadrante Roma Sud, magari con un auspicabile prolungamento da Giardinetti verso Tor Vergata o magari realizzando anche un collegamento di tipo tramviario tra Pantano Borghese Metro C e San Cesareo.  I progetti, sulla carta, non mancano, ma resta forte il dubbio che ci sia la reale volontà di passare dalle parole ai fatti, specie dopo avere osservato, con rammarico, l’assurdo silenzio della Regione Lazio sul futuro della linea. Per quanto riguarda il passato, inutile, purtroppo, piangere sul “latte versato” e chiedersi cosa sarebbe potuta essere la linea se…

I dubbi su cosa sarebbe potuto succedere con più investimenti, su cosa sarebbe potuto succedere se l’allora ACoTraL avesse davvero intrapreso i lavori richiesti dal Ministero, se fosse andato in porto il piano di ammodernamento proposto negli anni ’80, su cosa sarebbe potuto succedere senza le frane che prima tagliarono la linea tra Genazzano e Fiuggi e poi tra Pantano e San Cesareo…sono dubbi molto affascinanti, ma la storia non si fa con i se e con i ma e queste risposte purtroppo resteranno senza risposta. L’unico dato di fatto è che la tratta Torrenova – Pantano è stata salvata, ammodernata ed ora è diventata una moderna metropolitana, che, nonostante ATAC, esiste ancora la tratta Giardinetti – Roma Laziali e che si è conservata la memoria della linea sia con la realizzazione del museo ferroviario nella ex stazione di Colonna, sia con il restauro del locomotore 1 esposto presso il Polo Museale di Porta San Paolo. Occorre prendere esempio dalla storia e non ripetere gli errori del passato: Roma non può permettersi la perdita di ulteriori Km di ferrovia, ed il progetto di ATAC di limitare definitivamente ciò che resta della linea nei pressi della stazione di Centocelle altro non farebbe che far perdere, definitivamente, una importante infrastruttura ferroviaria.

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Entrato in servizio sulla Roma – Lido un nuovo treno con aria condizionata

MA 226 Porta San paolo

MA 226 Porta San paolo

Una buona notizia per gli utenti della ferrovia Roma – Lido di Ostia: da alcuni giorni è entrato in servizio il convoglio composto dalle MA 204+RA202+MA 203/ MA 225+ RA213 + MA 226 sul quale è stato installato l’impianto di aria condizionata. Si tratta di un piccolo ma significativo passo da parte di ATAC per migliorare le condizioni di viaggio dei numerosi utenti che scelgono questa ferrovia come mezzo per i loro spostamenti quotidiani.

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